GIUSEPPE II D’AUSTRIA

Giuseppe II d’Asburgo-Lorena (1741- 1790) era il quarto figlio, ma primo maschio, di Maria Teresa d’Austria e di Francesco I di Lorena, che erano divenuti entrambi imperatori del Sacro Romano Impero Germanico de iure nel 1740, de facto nel 1748.

GIUSEPPE II D'AUSTRIA
Giuseppe II d’Austria.

Giuseppe salì al trono al fianco della madre come imperatore del Sacro Romano Impero alla morte di suo padre, nel 1765.

Nel 1760 aveva sposato Isabella di Parma, che però era morta pochi anni dopo di vaiolo contratto dopo il parto. Nel 1765, mesi prima di salire al trono, si risposò con Maria Giuseppa di Baviera, sua cugina di secondo grado della casata dei Wittelsbach. Tuttavia, quest’ultima fu imperatrice per pochi anni, poco prima di morire anch’essa di vaiolo, una malattia diffusissima nel Seicento e nel Settecento.

Giuseppe II fu un sovrano famoso per il suo “dispotismo illuminato”, ossia per essere stato un sovrano assoluto che seppe fare proprie le teorie illuministe all’interno del suo governo. L’Illuminismo, movimento politico, sociale, culturale e letterario sorto nella prima metà del Settecento, credeva nel buon governo dei sovrani attraverso l’uso della ragione e del buonsenso. Contrario alle reminiscenze medievali all’interno della società moderna, predicava l’abolizione dei privilegi feudali e dell’assolutismo attraverso la divisione dei poteri politici tra funzionari diversi (vai anche alla pagina dedicata allo STURM UND DRANG per avere maggiori informazioni a riguardo).

Giuseppe II, al pari del fratello Leopoldo II che gli succedette alla sua morte, apportò numerose riforme politiche in virtù dei suddetti principi illuministi, scontrandosi spesso, tuttavia, col carattere autoritario e conservatore della madre.

Giuseppe II fu un sovrano famoso per il suo “dispotismo illuminato”, ossia per essere stato un sovrano assoluto che seppe fare proprie le teorie illuministe all’interno del suo governo. L’Illuminismo, movimento politico, sociale, culturale e letterario sorto nella prima metà del Settecento, credeva nel buon governo dei sovrani attraverso l’uso della ragione e del buonsenso. Contrario alle reminiscenze medievali all’interno della società moderna, predicava l’abolizione dei privilegi feudali e dell’assolutismo attraverso la divisione dei poteri politici tra funzionari diversi.

Giuseppe II, al pari del fratello Leopoldo II che gli succedette alla sua morte, apportò numerose riforme politiche in virtù dei suddetti principi illuministi, scontrandosi spesso, tuttavia, col carattere autoritario e conservatore della madre.

Giuseppe II, come sua madre prima di lui, introdusse dunque numerose riforme che apportarono un grande benessere all’interno dell’impero. Maria Teresa stessa fu anche responsabile della creazione dell’ospedale di Vienna e dell’obbligatorietà del vaccino anti-vaiolo. Inoltre, si preoccupò di istituire anche il catasto, il consiglio di Stato e di creare un esercito stanziale.

Nel 1780, alla sua morte, il figlio Giuseppe II divenne l’unico sovrano.

In virtù delle teorie illuministe, che volevano l’abolizione dei privilegi feudali e della pena di morte, nel 1787 emanò un nuovo codice penale nel quale la pena di morte era contemplata solo per pochi delitti. Abolì inoltre la tortura e lo schiavismo ereditario (soprattutto il servaggio della gleba) e si batté per l’uguaglianza delle pene tra i suoi sudditi. Infine, soppresse alcuni residui dei privilegi feudali ancora in voga, come le decime e le corvée.

Come sua madre, non ebbe mai buoni rapporti con il clero, ma si occupò anzi di ridurne il potere imponendo il pagamento di tasse anche da parte dei religiosi. Grazie alle sue riforme, la Chiesa austriaca venne sottomessa allo Stato e sottoposta al suo controllo. Furono inoltre aboliti vari ordini religiosi considerati irrilevanti, e altri furono espulsi come aveva fatto Maria Teresa con i gesuiti. In più, molto rituali religiosi vennero semplificati e resi meno “pomposi”, compreso il processo di sepoltura dei defunti e le processioni.

Nel 1781 l’imperatore emanò la Patente di Tolleranza (Toleranzpatent) per concedere la libertà religiosa alle minoranze luterane e ortodosse presenti in Austria, Paese a maggioranza cattolica. Questo documento fu molto importante perché fu l’unico, nella storia del Settecento, a prendere provvedimenti per il rispetto della cittadinanza globale del Paese, senza alcuna discriminazione. Già qualche anno prima, Giuseppe II si era preso cura della delicata questione dei cittadini ebrei di nazionalità austriaca, che spesso venivano privati dei loro diritti civili: era stata infatti stabilita l’abolizione del battesimo forzato che invece era di moda da diverso tempo, e la tolleranza anche verso questa fede religiosa.

Tuttavia, le vedute troppo moderne di Giuseppe causarono uno sdegno generale in molti dei territori assoggettati dall’Austria, come l’Ungheria e i Paesi Bassi di giurisdizione austriaca, che nel 1789 si unirono al Belgio.

Giuseppe II morì nel 1790 e, non avendo eredi maschi, lasciò il trono al fratello minore Leopoldo II, il quale fu costretto ad abolire alcune delle riforme fatte in vita da suo fratello.

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