HOLDA, LA REGINA DELLE NEVI

Pagina dedicata a Holda, figura del folklore austro-tedesco legata alle FESTE NATALIZIE.

Frau Holda, assieme a Berchta e Frau Gaude, è una delle “Frauen” (figure femminili) che, secondo il folklore austro-tedesco, vagano per il mondo nei giorni che vanno da Natale all’ Epifania (chiamati “dodici giorni di Natale”, o in tedesco “Rauhnächte”, cioè “notti ruvide”).

“Holda, la buona protettrice” di Friedrich Wilhelm Heine (1882).

Tuttavia, a differenza delle altre due che hanno una connotazione prevalentemente negativa, Holda è una creatura decisamente più benevola, e spesso rappresentata anche con un aspetto più grazioso. Nonostante ciò, viene talora identificata con Berchta (o Perchta), poiché entrambe sono derivate dalla leggenda della dea Frigg, la regina degli dèi, moglie di Odino (clicca sulle parole “calde” per saperne di più). Il nome “Holda” deriva infatti dal tedesco “hold” che significa “grazioso”, il quale era pure un appellativo di Frigg (die Holde).

Come Frigg, inoltre, Holda veniva creduta, dagli antichi popoli del nord, la protettrice dei bambini, delle madri e della famiglia. In quanto custode della famiglia e del focolare, le erano sacri gli animali domestici (come ad esempio le oche), e questa è un’altra analogia con Frigg, a cui era sacro il gatto, animale domestico per eccellenza.

Come Berchta, invece, secondo il folklore la Holda si accompagna anche ad animali con le corna (di solito cervi) e porta una corona di rami intrecciati sulla testa. Entrambe sono protettrici delle fanciulle laboriose ma pronte a punire coloro che si dimostrano pigre e sfaticate. Inoltre, anche Frau Holda si dimostra ben disposta verso coloro che gli offrono del pane a forma di treccia, chiamato “Hollenzopf” (“treccia di Holda”). Lo stesso pane a forma di treccia viene offerto a Berchta con lo stesso intento.

Tuttavia, il bastone di Berchta diventa per Holda uno scettro regale, e i lunghi capelli bianchi vengono sostituiti da capelli dorati nelle illustrazioni ufficiali. Non mancano però neanche le illustrazioni che la vogliono vecchia e brutta come Berchta, e con lunghi denti aguzzi. In alcune raffigurazioni, questa sua duplice natura si traduce in un volto diviso a metà: una parte nera (la nonna oscura) e una parte bianca (la signora bianca).

Secondo Jacob Grimm (1785 – 1863) e Lotte Motz (1922 – 1997), la Berchta, poiché più legata alla leggenda dei Krampus austro-tedeschi, sarebbe la versione meridionale della Holda.

“Holda, la regina delle nevi”. Illustrazione tratta dal sito internet in inglese http://www.speakingofwitch.com. Notare le oche sullo sfondo, animale sacro a Holda.

A differenza di Frau Berchta che è una strega, Frau Holda viene ritenuta una dea, la quale vive presso i corsi d’acqua come molte figure femminili (benevole e non) del folklore britannico e la stessa fata Viviana legata alla leggenda di Re Artù (vai alla pagina sui MOSTRI DELLE ACQUE del blog di Englishclass.altervista.org per saperne di più).

Tutti e tre i personaggi, però (Holda, Berchta e Frigg) hanno in comune la passione per la tessitura, che presso i popoli pagani germano-scandinavi era proibita nei giorni sacri alle tre figure femminili (le “Rauhnächte“) per onorare la sua invenzione, dono della dea Frigg.

A causa dell’assonanza col nome, Holda viene ritenuta una figura del folklore derivata anche dalla dea Hel, la guardiana dell’oltretomba norreno (tedesco e scandinavo). Poiché un altro nome di Holda è “Holle” (da cui a sua volta deriva la parola tedesca “Hölle”, cioè “inferno”), si pensa che questo personaggio abbia ispirato la favola “Madame Holle” (Frau Holle) dei Fratelli Grimm, tratta dai racconti del folklore popolare tedesco.

“Fau Holle”, dipinto di Mauro Breda. Immagine di pubblico dominio.

Nella favola di Madama Holle, vi sono infatti molti elementi che ricondurrebbero il personaggio a Holda e a Hel: Holle vive infatti in un luogo incantato raggiungibile cadendo attraverso un pozzo (analogia con l’inferno, ma anche con l’acqua in cui dimora Holda), in cui sono presenti un forno (il fuoco dell’inferno) e un albero di mele (l’albero dell’Eden); in più, un galletto canta ogni volta che si abbandona il suo regno (analogia con la resurrezione).

Madame Holle ha inoltre i denti aguzzi, è gentile con le ragazze laboriose ma punisce quelle pigre, e prende sotto la sua ala la protagonista che è una tessitrice.

C’è però un altro elemento da sottolineare: secondo la storia, Madame Holle riesce a far cadere la neve sulla terra scuotendo i suoi cuscini pieni di piume. Holda viene infatti creduta responsabile dei fenomeni atmosferici, in particolare della caduta della neve. Scendendo sulla terra solo nei 12 giorni di Natale, veniva ritenuta la dea dell’inverno. La cintura di Orione, costellazione visibile tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, viene ritenuta dai popoli del Nord Europa il fuso di Holda o di Frigg.

“La regina delle nevi” in un’illustrazione del 1916 del libro pubblicato dalla Rand McNally & Company di Chicago.

Secondo una leggenda, Holda rapirebbe e trascinerebbe via con sé, col suo calesse, i bambini pigri o i bambini pagani. Tutto ciò identificherebbe Holda con la regina delle nevi dell’omonima fiaba del 1844 di Hans Christian Andersen, rapitrice del bambino Kay che la protagonista Gerda va a cercare per il mondo.

Dal nome “Hel“, simile a Holda, sarebbe inoltre derivato “Elsa”, il nome della regina della neve del capolavoro di animazione di Walt Disney “Frozen – Il regno di ghiaccio” del 2013, basato proprio sulla favola di Andersen.

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