WILHELM BUSCH

Wilhelm Busch (1832 – 1908) è stato un celebre scrittore e umorista tedesco, famoso per aver inventato la storia illustrata dei due monelli Max e Moritz, divenuta un cult della letteratura d’intrattenimento per ragazzi di tutto il mondo.

Max e Moritz sono due ragazzini – uno bruno e cicciottello, l’altro rosso e più smilzo – protagonisti di una serie di sette avventure (e disavventure) raccontate in versi in rima baciata ed illustrate dallo stesso Busch. Queste sono raccolte nell’opera “Una storia di bambini in sette scherzi” (Eine Bubengeschichte in sieben Streichen) che venne pubblicata la prima volta nel 1865 a Colonia, dove si trova anche un monumento dedicato ai due personaggi. Sebbene non si tratti di racconti a fumetti,  l’opera viene considerata l’antenata dei fumetti moderni (cioè un “protofumetto”).

Max e Moritz

La raccolta è divisa in sette episodi (associati anche a un prologo e a un epilogo) nei quali vengono narrate alcune malefatte – a volte molto macabre e crudeli – dei due monelli, che tuttavia hanno lo scopo di produrre un effetto quantomai comico che possa divertire il lettore. Solo l’ultimo episodio, purtroppo, ha un finale piuttosto drammatico: Max e Moritz finiscono tritati da una macina e dati in pasto alle oche. L’intento dell’autore è dimostrare come alla fine i colpevoli di scherzi crudeli ai danni del prossimo vengano puniti dal loro stesso comportamento.

Illustrazione originale del sesto scherzo di Max e Moritz.

Benché Max e Moritz siano in assoluto i suoi personaggi più famosi, non sono gli unici creati da Wilhelm Busch, brillante scrittore nato ad Hannover e cresciuto da uno zio religioso. Si ricordano, ad esempio, anche “Hans Huckebein: Der Unglücksrabe “ (Hans Huckebein: l’uccellaccio del malaugurio) e “Die fromme Helene” (La pia Helene) del 1872, “Fipps der Affe” (Fipps la scimmia) del 1879 e “Plisch und Plum” (Plisch e Plum) del 1882, tutti protofumetti scritti sulla “falsariga” di Max e Moritz.

Illustrazione originale tratta da “Die fromme Helene”.

Nel 1864 l’autore pubblicò anche il protofumetto “Sant’Antonio da Padova” (Der Heilige Antonius von Padua), che aveva lo scopo di mostrare in chiave umoristica gli atteggiamenti fortemente bigotti della chiesa cattolica della sua epoca. Tuttavia, l’opera venne censurata e ne fu permessa la pubblicazione solo alcuni anni dopo la prima proposta editoriale.

A Wilhelm Busch è oggi dedicato un museo ad Hannover, la sua città natale (capitale della Bassa Sassonia) in cui si trovano esposte molte delle sue opere letterarie.

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