LA TRAGICA STORIA DI MERGA BIEN

Merga Bien è una delle più celebri donne che furono vittime della caccia alle streghe avvenuta a Fulda, in Germania, agli inizi del XVII secolo.

Poco si conosce con precisione della sua biografia e degli atti processuali che portarono alla sua condanna a morte, ma la sua figura divenne presto leggendaria in Germania come dimostrazione della superstizione e della grettezza che regnavano nel Paese a quell’epoca.

Oggi, Merga Bien viene considerata l’emblema storico di tutte le donne del mondo condannate al rogo per stregoneria.

Il teatro di questa tragedia, Fulda, città dell’Assia a statuto speciale (Sonderstatusstadt), è un luogo ricco di storia. E’ famoso soprattutto per l’ imponente abbazia benedettina (Abtei-Reichsabtei Fulda) costruita nel 747 da San Sturmio, discepolo di San Bonifacio detto “l’Apostolo dei Germani”. Nel 751, l’abbazia ottenne da papa Zaccaria la totale indipendenza dall’arcivescovado e venne gestita autonomamente dai monaci sul modello dell’abbazia di Montecassino, fondata da San Benedetto due secoli prima.

L’abate di Fulda godette del titolo di principe-abate (Fürstabt) a partire dal XIII secolo. Questo titolo gli conferiva anche potere temporale – oltre a quello spirituale – sulle terre che governava. Fulda divenne pertanto un “principato abbaziale”, finché nel 1752 il titolo venne sostituito da quello di “principe-vescovo”.

I principi-abati che si susseguirono dalla fondazione della comunità, tuttavia, non governarono sempre in maniera equa, tant’è vero che nel 1319-1320 i contadini si rivoltarono contro di loro a causa delle tasse che furono richieste per la costruzione di una nuova fortezza, oltre a quella di cui l’abbazia già disponeva (Rivolta dei contadini di Fulda).

Nel 1576 la rivolta fu contro il principe-abate Balthasar von Dernbach, che venne costretto all’abdicazione a causa del suo malgoverno e del forte nepotismo che esercitò: nominato nel 1570 al posto di suo zio Wilhelm Hartmann Klauer, fece in modo che i suoi fratelli minori e un nipote ottenessero cariche politiche importanti, esercitando inoltre la massima repressione contro i protestanti nonostante i suoi predecessori si fossero sempre dimostrati tolleranti verso di loro.

Scacciato dalla cittadinanza riunita attorno alla figura del principe-abate Julius Echter von Mespelbrunn di Würzburg, in Baviera, Balthasar trovò rifugio presso il castello di Bieberstein che apparteneva all’arcivescovo di Magonza, e fece accorato appello all’imperatore Massimiliano II e al papa Gregorio XIII per ritrattare la sua abdicazione ed essere reintegrato nella comunità monastica.

Balthasar von Dernbach

Dopo un esilio durato circa 26 anni, nel 1602 Dernbach riprese il suo posto di principe-abate, ma applicò la più severa censura sulla popolazione per evitare nuove sommosse contro di lui. Considerando i protestanti i maggiori fautori della rivolta che aveva portato al suo esilio, dette subito avvio a una forma spietata di inquisizione contro di loro con la complicità di Baltahasar Nuss, che venne nominato Centenarius di Fulda e di Hofbieber.

A quell’epoca, il Centenarius (in tedesco Zentgraf) era un giudice criminale che oggi si potrebbe paragonare a un procuratore dell’epoca moderna. Prima di questa nomina, Nuss godeva del titolo di ispettore forestale (Oberförster) del castello di Bieberstein, località dove lui e Dernbach si erano conosciuti ed era nata tra loro una solida alleanza. Oltre a Centenarius, Nuss venne nominato anche “Malefizmeister” e giudice delle streghe (Hexenrichter), ovvero figura incaricata di presiedere i processi di stregoneria dell’Inquisizione.

Nel XVI secolo, in Germania era presente l‘Inquisizione tedesca, nata sul modello di quella spagnola del 1478, a sua volta basata sul modello dell’Inquisizione medievale nata nel 1178-79. All’epoca post-riforma protestante (dopo gli anni 1517-1521), l’inquisizione veniva praticata sia dai cattolici per eliminare i protestanti dal suolo tedesco, sia dai protestanti per eliminare le figure demoniache che si diceva vivessero all’interno della società. Si conta infatti che, tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, centinaia di persone ritenute streghe e stregoni furono condannati a morte sul rogo proprio da luterani e calvinisti.

L’Inquisizione che venne avviata a Fulda a partire dal 1602 – 1603 fu invece opera dei cattolici, e cioè appunto del benedettino Balthasar von Dernbach. Iniziata come “lotta al protestantesimo”, da subito sfociò in una spietata caccia alle streghe (Hexenjagd) o persecuzione contro le streghe (Hexenverfolgung). Nell’arco di tre anni, si conta che morirono sul rogo circa 250 persone di entrambi i sessi, fino alla morte di Dernbach che sopraggiunse nel 1606.

Il caso più famoso fu quello di Merga Bien, moglie di Blasius Bien. Di quest’ultimo non si hanno purtroppo molte informazioni. Anche molte delle notizie storiche che si hanno sulla donna sono in parte verità e in parte frutto di leggenda.

Secondo la versione ufficiale della storia, Merga Bien aveva circa 43 anni all’epoca dell’arresto avvenuto il 19 giugno 1603, quindi si presuppone che fosse nata nel 1560.

Figlia di un conciatore di pelli della città di Fulda, si era sposata giovanissima con il conciatore Wilhelm Franck, che era morto poco dopo lasciandole una discreta eredità. Si era risposata poi con uno studente in giurisprudenza di nome Christopher Orth, dal quale aveva avuto due figli (secondo una versione della storia, uno di loro era figlio di un precedente matrimonio del marito), ma la sua famiglia era stata in seguito decimata dalla peste, lasciando Merga nuovamente unica erede di una piccola fortuna.

Nel 1588 si era sposata, per la terza e ultima volta, con l’avvocato Blasius Bien, dal quale non aveva avuto figli.

Per un certo periodo di tempo, entrambi avevano vissuto lontano da Fulda a causa del lavoro del marito, ma alcuni conflitti che quest’ultimo aveva avuto col datore di lavoro ne avevano determinato il ritorno al paese natio.

Non si conoscono bene le ragioni per cui Merga venne accusata di stregoneria, ma una delle tante leggende che ruotano attorno a lei vuole che sia stata segnalata al Centenarius da qualcuno che la conosceva, come spesso accadeva negli anni dell’Inquisizione. A causa della sua ricchezza, infatti, era molto invidiata dalla povera gente, di cui Fulda a quell’epoca era piena per colpa delle gravose tasse imposte dall’abbazia.

 La donna fu accusata dal tribunale inquisitorio dell’omicidio dei due mariti e dei figli al fine di ereditare la loro fortuna, nonché di aver causato un danno (o addirittura la morte) a un parente del datore di lavoro del terzo marito. Si trattava, infatti, di morti avvenute in circostanze misteriose, a cui nessuno aveva saputo dare una spiegazione nel momento in cui erano avvenute. Così tante morti sopraggiunte senza alcuna causa apparente furono dunque attribuite a stregoneria.

Blasius Bien, che era avvocato, cercò di sottrarre la moglie alla condanna affermando che era incinta, ma questo non fece che aggravare le accuse: ci si chiese infatti come mai la donna fosse rimasta incinta dopo tanti anni di matrimonio, così tanti da indurre chiunque a pensare che ormai fosse divenuta sterile. La gravidanza fu perciò attribuita al demonio, e la donna, sotto tortura, dovette confessare di aver preso parte a un Sabba, nonché di aver commesso con la magia gli omicidi che le venivano attribuiti.

Merga Bien fu bruciata sul rogo nell’autunno dello stesso anno dell’arresto (1603). Dopo la morte di Balthasar von Dernberg, l’Inquisizione venne bandita per sempre dal suo successore e Balthasar Nuss venne tenuto prigioniero per 12 anni, per essere decapitato nel 1618.

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