I TEDESCHI E L’ECOLOGIA

La Germania è un Paese in cui l’ecologia occupa un ruolo molto importante, tant’è che è famosa per essere uno dei Paesi più ecologisti del mondo: circa la metà dei rifiuti tedeschi (der Müll, da non confondere con “die Mühle” che è “il mulino” ) vengono riciclati, infatti, come incentivo, dal 1991 esiste la legge del “vuoto a rendere”, ossia è presente un rimborso per ogni lattina o bottiglia di vetro e di plastica che viene restituita vuota al gestore di un bar o supermercato, anche se non è quello dove è avvenuto l’acquisto (l’importante è che il tipo di contenitore e di marca siano venduti nel locale).

L’ultima modifica alla legge è datata 2006 e prevede un rimborso di alcuni centesimi a seconda che la bottiglia sia riciclabile o meno, e a seconda del materiale con cui è fatta (le bottiglie o lattine riciclabili hanno un apposito marchio sopra per riconoscerle).

La legge è stata promulgata per incentivare il riciclaggio e il mantenimento delle strade pulite: il rimborso, anche se di pochi centesimi di euro, spinge soprattutto i giovani a non gettare i rifiuti per le strade ma a consegnarli a un preciso locale per ottenere un guadagno. Per meglio incentivare questa iniziativa, su ogni contenitore è presente un sovrapprezzo (das Pfand), ossia il prezzo di acquisto è rincarato del valore del rimborso che si ottiene con la restituzione. Per questa ragione, si chiama in tedesco “legge del Pfanderstattung”.

Questa legge ha permesso di ottenere grandi risultati in termini di ecologia e di risparmio, ma è stata anche criticata per il fatto che un locale, avendo l’obbligo di accettare sempre il contenitore riportato vuoto, anche quando la vendita è avvenuta altrove, può trovarsi a dare soldi a un cliente senza aver ottenuto un proprio guadagno. I supermercati, in particolare, sono obbligati ad accettare la restituzione anche di un prodotto che non vendono, basta che sopra vi sia il logo “Pfand”.

Logo “Pfand”.

La Germania, dunque, è un Paese concretamente impegnato nella difesa dell’ambiente (die Umwelt). La stessa parola “ecologia” (“Ökologie“) è nata in Germania nel 1866, e precisamente dal biologo Ernst Haeckel (1834 – 1919) che la utilizzò per la prima volta nel suo libro “Morfologia generale degli Organismi” (Generelle Morphologie der Organismen) definendola “insieme di conoscenze sull’economia della natura”. Il verbo “riciclare” si dice invece “recyceln”, ma paradossalmente non esiste una parola tedesca per dire “riciclaggio”, che si dice invece “recycling” all’inglese.

Il verbo “recyceln” è perfettamente REGOLARE (vai anche alla lezione sui VERBI REGOLARI presente all’interno del sito internet associato al blog) ma cambia la radice alla 1a persona singolare del presente indicativo, per motivi fonetici:

Ich recycle

(Tuttavia, può essere anche detto, sebbene meno di frequente, “Ich recycele”).

Questo verbo torna ad essere regolare nelle altre persone:

du recycelst

er/sie/es recycelt

wir recyceln

ihr recycelt

Sie recyceln

Oltre a incentivare l’ecologia attraverso la legge del vuoto a rendere, la Germania si occupa di ambiente ed inquinamento (die Verschmutzung) anche attraverso il suo partito ecologista (I Verdi, die Grünen) che è stato fondato nel 1979, inizialmente per opporsi all’energia nucleare. Sebbene non sia il primo partito ecologista del mondo (il primo è nato in Australia nel 1972), si tratta comunque del primo partito che è riuscito ad avere un ruolo di spicco all’interno del parlamento, e oggi è la fazione che in Germania possiede il maggior numero di consensi (partito Alleanza 90/ Verdi).

Nel 2018, l’appena eletto ministro-presidente della Baviera, Markus Söder, ha dichiarato che questo Bundesland sarà il primo Stato a emissioni zero, proponendo anche che vengano aggiunte note sulla difesa dell’ambiente all’interno della Costituzione tedesca.

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