STURM UND DRANG

Lo Sturm und Drang (“Tempesta e istinto” oppure “Tempesta e impeto”) è stato un movimento culturale e letterario pre-romantico tedesco che ha preso vita tra il 1760 e il 1785 circa. E’ considerato oggi – sia per il periodo storico in cui ha avuto origine che per le sue ideologie – l’anello di congiunzione tra l‘Illuminismo del Settecento e il Romanticismo della prima metà dell’Ottocento.

Il nome prende spunto dalla tragedia “Wirrmarr” (“caos”) di Maximilian Klinger del 1776, e venne inventato da Cristoph Kaufmann, un amico di Klinger, definito “Genieapostel” (Genio Apostolo) o “genio sturmiano”.

Gli esponenti di questo movimento avevano nome “Stürmer und Dränger ” e la loro filosofia tendeva alla fusione tra la visione razionale e concreta della realtà (tipica dell’Illuminismo) e la sovranità del mondo interiore, fatto di sentimenti e sensazioni  (tipica del Romanticismo).

Benché infatti molto spesso venga considerato l’antitesi dell’Illuminismo, in realtà lo Sturm und Drang fu la sua evoluzione, vale a dire che vi aggiunse elementi nuovi partendo dal concetto illuminista di “uomo come essere fortemente pensante” e di “pensiero umano come imitazione del pensiero divino ed unico mezzo affidabile per comprendere il mondo circostante.”

L’Illuminismo (Aufklärung) era un movimento culturale e filosofico nato in Inghilterra nel XVIII secolo che si diffuse ben presto in tutta Europa. In Francia, soprattutto, vi furono i suoi maggiori esponenti  in ambito letterario, politico e metafisico (Jean-Jacques Rousseau, Voltaire, Denis Diderot, Jean-Baptiste D’Alembert, Montesquieu, ecc.). Vai alla pagina dedicata all’ ILLUMINISMO del sito internet di Francese Facile. altervista.org per saperne di più.

JEAN-JACQUES ROUSSEAU
Ritratto di Jean-Jacques Rousseau. Immagine di pubblico dominio.

Il nome “Illuminismo” deriva dall’espressione “lume della ragione“, e il Settecento, per essere il secolo in cui si affermò tale movimento, è conosciuto anche col nome di “secolo dei lumi“. Gli Illuministi erano infatti intellettuali che auspicavano l’uscita dalla superstizione e dall’ignoranza – tipiche dei secoli precedenti – attraverso l’uso dell’intelletto, della psiche e soprattutto della razionalità. Contrapponendo studio, concretezza e osservazione a credenze popolari, miti e storie fantastiche che ottenebravano la mente umana rendendo la società schiava delle sue stesse credenze, la ragione era vista come il lume che rischiarava l’oscurantismo applicato dai detentori del potere, il “faro nella notte” che avrebbe portato l’essere umano fuori dalla sua condizione di schiavitù intellettuale.

Nei secoli passati, infatti, aveva acquisito un fortissimo potere l’Inquisizione Spagnola, assieme alle altre forme di Inquisizione, da essa ispirate, che subentrarono in Europa poco più tardi. In Germania, in Francia e in Inghilterra il tribunale dell’Inquisizione si dedicò soprattutto alla cosiddetta “caccia alle streghe”  e vennero redatti perciò diversi manuali che descrivevano minuziosamente le caratteristiche e gli atteggiamenti di mostri ed esseri demoniaci, derivati dal folklore popolare, che si diceva essere nascosti all’interno della popolazione, in modo da “stanarli” più facilmente (il più famoso dei manuali fu il “Malleus Maleficarum” ma ve ne furono anche molti altri come il “Formicarius“). Perciò, nonostante il cristianesimo fosse già la religione più diffusa in Europa, per secoli furono mantenute in vita la superstizione e le credenze pagane creando un clima di terrore e un’arretratezza che impedirono la progressione di tutte le arti, delle scienze e della cultura.

L’Illuminismo nacque con l’intento di eliminare tutto ciò per garantire lo sviluppo intellettuale, politico, economico e sociale della popolazione. Venne perciò rigettata l’esistenza della magia e delle forze oscure e al suo posto venne introdotto lo studio della natura e del mondo da un punto di vista logico, razionale ed oggettivo. In quegli stessi anni vennero applicate numerose riforme anche in campo politico e sociale (es. l’abolizione della pena di morte in Italia), e furono pubblicati diversi scritti sull’educazione del bambino (L’Emilio ovvero l’educazione, di Rousseau) e sull’uso della ragione per migliorare i metodi di governo (Lo spirito delle leggi, di Montesquieu).

VOLTAIRE
Ritratto di Voltaire. Immagine di pubblico dominio.

Secondo gli Illuministi, infatti, essendo stato l’uomo dotato da Dio di una mente pensante a somiglianza della sua, era suo preciso dovere quello di utilizzare i poteri di questa stessa mente per gestire autonomamente la propria esistenza e imparare a conoscere la realtà attraverso le sue capacità innate. Tutto ciò comportava il distacco da teorie e credenze non personalmente dimostrate – come l’influsso di forze occulte sulla realtà fenomenica  – e da sentimenti irrazionali come paura, superstizione, idolatria e sospetto.

Per concludere, partendo dal concetto di “razionalità come luce dell’uomo” e di “autonomia dell’essere umano nella gestione dei propri affari materiali”  l’Illuminismo aveva dato una nuova importanza all’intelletto umano e lo aveva innalzato a filo conduttore della propria esistenza.

Lo Sturm und Drang fu l’evoluzione di questo processo, vale a dire che conservò questi princìpi e ne introdusse  altri come il concetto di “genio“, ossia di essere pensante in grado di comprendere la realtà non solo attraverso studio e osservazione, ma anche attraverso la pura intuizione, per via di una conoscenza innata e unicamente propria della realtà circostante. Il genio per antonomasia era considerato l’artista, e soprattutto il poeta, ossia una figura dotata di un intelletto superiore agli altri (superuomo, o in tedesco Übermensch) in grado di dedurre verità celate agli altri e di comunicarle con un linguaggio non convenzionale (lirico) per “illuminare” coloro che erano privi di tale potere intuitivo. Il poeta venne considerato, poi, addirittura “veggente“, ossia in grado di intuire non solo ciò che è, ma anche ciò che sarà.

Proprio quando venne introdotto il concetto di “veggenza del poeta” e quello di “estasi” di fronte all’osservazione della natura, lo Sturm und Drang iniziò a distaccarsi dall’Illuminismo, che credeva in regole, schemi e istituzioni. Ben presto, infatti, questa visione gerarchica e inquadrata, tipica del Settecento, cominciò a essere considerata, dallo Sturm und Drang, come limitante le capacità del poeta e del genio in generale; questo perché il genio non poteva essere “oppresso” all’interno di schemi troppo logici e razionali, dal momento che possedeva una sfera emotiva così ricca da non potersi esprimere totalmente solo dentro i confini della razionalità.

Lo Sturm und Drang eliminò questi confini rifiutando ogni tipo di gerarchia e di istituzione e introducendo anche il concetto di “cosmopolita“. Tutto questo si concretizzò maggiormente nel Romanticismo (Romantik), il movimento culturale che subentrò dopo il 1780 e perdurò fino alla seconda metà dell’Ottocento come evoluzione dello Sturm und Drang.

Nel Romanticismo, la natura era vista come unica verità oggettiva, simbolo della perfezione; e la sua imitazione come unica fonte di armonia tra gli uomini. Per i Romantici, dunque, la natura aveva sia un ruolo utopico che un ruolo di “consolatrice” dell’animo umano dalle ingiustizie del vivere civile, in quanto priva di regole e vincoli sociali. Ecco perché nel primo Romanticismo ci fu un ritorno al Classicismo (o Neo-classicismo), cioè alle epoche antiche in cui era fortemente sentito il culto della natura e tutte le vicende umane si svolgevano secondo lo “stato naturale” (quest’ultimo concetto era già stato introdotto nell’Illuminismo da Jean-Jacques Rousseau). Solo in epoca successiva, il Romanticismo perse il suo filone classicista, nostalgico degli ideali dell’antica Grecia, e vi subentrarono ideali più moderni, ben inquadrati all’interno del contesto storico contemporaneo, come il patriottismo. Non solo, ma assieme al patriottismo venne riscoperto anche il culto per le radici e per le origini, il folclore e le credenze popolari del proprio Paese. Tutto ciò avvenne in riferimento al particolare periodo storico in cui ebbe luogo la seconda fase del Romanticismo, ossia i moti rivoluzionari che ebbero luogo dopo il Congresso di Vienna (1814 – 1815). Vai alla pagina dedicata a NOVALIS per saperne di più sul Romanticismo.

Lo Sturm und Drang è stata quindi una corrente filosofica, culturale e letteraria che credeva fortemente nell’esaltazione di tutte le facoltà umane, sia intellettuali che emotive. Volendosi liberare da ogni tipo di vincolo perché questa esaltazione trovasse la sua massima espressione, smise di separare lo stile letterario comico da quello drammatico e vide in William Shakespeare (poeta, commediografo e drammaturgo inglese del XVI-XVII secolo) il suo modello ideale di artista.

Il bambino, privo di credenze e convenzioni sociali ma ricco di emotività e spontaneità, era visto come l’essere umano nel suo stato naturale originario (evoluzione della teoria illuministica del “buon selvaggio“), e l’intuizione attraverso i sensi e le emozioni come rivelazione della divinità (Johann Georg Hamann). Per questo suo tentativo di liberarsi da ogni schema e vincolo sociale dando libero sfogo alle sensazioni e alla propria sfera emotiva, il movimento prese appunto il nome di “Sturm und Drang”, cioè “Tempesta e Istinto” (o anche “Furia e tempesta“), a indicare l’intensità di pensieri ed emozioni che sgorgano spontaneamente dall’animo umano prive di qualsiasi freno.

Uno dei suoi massimi esponenti fu il letterato JOHANN WOLFGANG VON GOETHE, autore di numerose POESIE e delle immortali opere letterarie “FAUST ” eI DOLORI DEL GIOVANE WERTHER“.

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Ritratto di Goethe. Immagine di pubblico dominio.

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