STEFAN ZWEIG

Stefan Zweig (1881 – 1942) è stato un famoso letterato e biografo austriaco nato a Vienna, autore di una vastissima opera letteraria. Venne naturalizzato inglese nel 1938 e morì suicida in Brasile, nello Stato di Rio de Janeiro. Proveniente da una famiglia ebrea benestante, la madre era nata in Italia da famiglia austriaca.

Ad oggi, viene universalmente considerato dei più importanti pensatori e letterati del mondo che si inseriscono nel panorama della letteratura del Novecento.

Di vedute cosmopolite e internazionaliste (si considerava infatti “europeo” più che austriaco), Zweig fu sempre portavoce del pacifismo, soprattutto di quello antecedente la Prima Guerra Mondiale (1914-1918), conflitto che portò allo stravolgimento degli equilibri europei e soprattutto alla nascita di dittature militariste che lo spinsero ad abbandonare la propria patria nel 1934, nel pieno dell’ascesa del Nazismo. Contro questo totalitarismo, che censurò e distrusse molte delle sue opere a causa della sua razza, Zweig espresse sempre la sua forte opposizione non solo in nome della pace, ma anche della civiltà e dell’umanità, altri due concetti a lui molto cari che considerava perduti fin dopo la Grande Guerra e che erano stati invece i capisaldi dell’epoca in cui aveva vissuto la sua giovinezza: la Belle Époque.

La sconvolgente arretratezza sociale in cui, secondo Zweig, l’Europa cadde nei primi anni del Novecento, lo portarono a soffrire di depressione per molto tempo, a compiere numerosi viaggi all’estero (attraverso cui entrò in contatto con letterati molto importanti quali Hermann Hesse, Joseph Roth, James Joyce, Maksim Gor’kij e il compositore Ferruccio Busoni) e infine a compiere il gesto estremo in Sud America nel 1942, mentre imperversava la Seconda Guerra Mondiale.

Vissuto prima a Londra e poi a New York, Zweig chiese ed ottenne la cittadinanza britannica dopo l’Anschluss, ossia l’annessione dell’Austria al Terzo Reich (1938), e infine si tolse la vita con dei barbiturici assieme alla seconda moglie a Petropolis, in Brasile, lasciando ai posteri un biglietto d’addio chiamato in portoghese Declaraçao” (“Dichiarazione”), divenuto molto famoso per il suo messaggio di speranza diretto a tutta l’umanità. Un anno prima della sua morte, l’autore aveva scritto il saggio “BRASILE: TERRA DELL’AVVENIRE”, tradotto anche come “Brasile: terra del futuro” (Ein Land der Zukunft), in cui veniva osannata dall’autore la vitalità e positività del popolo brasiliano rispetto a quello europeo.

Su questo celebre personaggio, nel 2017 è stato realizzato un importante film tedesco-austriaco-francese dal titolo “Stefan Zweig: Farewell to Europe”, ma dal titolo originale tedesco “Vor der Morgenröte”, ossia “prima dell’aurora”. Scritto e diretto dalla regista tedesca Maria Schrader, la storia ripercorre la malinconica vita di Zweig dall’ascesa del Nazismo alla sua morte in Sud America, il dramma del suo esilio e di non poter essere d’aiuto ad altri perseguitati per ragioni antisemite, ripresentando in chiave molto moderna le sue convinzioni più emblematiche sull’Europa e sull’unità dei popoli.

Zweig iniziò la sua produzione letteraria come poeta: giovanissimo, nel 1901, pubblicò la prima raccolta di poesie “CORDE D’ARGENTO” (Silberne Saiten) fortemente influenzato dai poeti tedeschi Hugo von Hofmannsthal e Rainer Maria Rilke, e nello stesso periodo pubblicò anche alcuni saggi sul giornale “Neue Freie Presse” di Vienna.

Tuttavia, è ricordato soprattutto per numerose biografie scritte a proposito di importanti personaggi storici che contribuirono a plasmare la storia europea. In ordine cronologico: “Tre maestri: Balzac, Dickens, Dostojevskij ” (Drei Meister: Balzac, Dickens, Dostojewski) “Marceline Desbordes-Valmore: ritratto di una poetessa” (Marceline Desbordes-Valmore) del 1920, “Romain Rolland: l’uomo e la sua opera” (Romain Rolland. Der Mann und das Werk) del 1921, “La lotta col demone: Hölderlin, Kleist, Nietzsche” (Der Kampf mit dem Dämon: Hölderlin, Kleist, Nietzsche) del 1925, “MOMENTI FATALI” (Sternstunden der Menschheit. Vierzehn historische Miniaturen, 1927), “FOUCHÉ. RITRATTO DI UN UOMO POLITICO” (Joseph Fouché. Bildnis eines politischen Menschen) pubblicata nel 1929, la raccolta di biografie “LA GUARIGIONE SPIRITUALE” o “l’anima che guarisce” (Die Heilung durch den Geists) su Anton Mesmer, Mary Baker Eddy e Sigmund Freud del 1931, la famosissima “MARIA ANTONIETTA – UNA VITA INVOLONTARIAMENTE EROICA” (Marie Antoinette. Bildnis eines mittleren Charakters ) del 1932, “Trionfo e tragedia di Erasmo da Rotterdam” (Triumph und Tragik des Erasmus von Rotterdam) del 1934 e “Maria Stuarda” (Maria Stuart) del 1935. Seguirono “Arturo Toscanini” (Arturo Toscanini. Ein Bildnis) e, nello stesso anno, “CASTELLIO CONTRO CALVINO, OVVERO UNA COSCIENZA CONTRO LA FORZA” (Castellio gegen Calvin oder Ein Gewissen gegen die Gewalt) del 1936. Quest’ultima opera, molto importante, rappresenta un’allegoria dell’autore (interpretato da Sébastien Castellion) che si rivolge contro Hitler (rappresentato da Giovanni Calvino).

Ultime opere biografiche furono “TOLSTOJ PENSATORE RELIGIOSO E SOCIALE” (Tolstoi als religiöser und sozialer Denker) del 1937, “MAGELLANO” (Magellan. Der Mann und seine Tat) del 1938, e le opere postume quali l’incompiuta “Montaigne” (Montaigne) del 1941-42, “AMERIGO” (Amerigo. Die Geschichte eines historischen Irrtums) del 1944 e “BALZAC” (Balzac. Eine Biographie) del 1946. Bisogna aggiungere che, a Tolstoj, Zweig aveva dedicato anche l’opera teatrale “FUGA E MORTE DI TOLSTOJ” (Die Fluche zu Gott) e la biografia “Tre poeti della propria vita: Casanova, Stendhal, Tolstoj” (Drei Dichter ihres Lebens: Casanova, Stendhal, Tolstoj), tutte e due del 1928.

Da biografo, fu inoltre un collezionista di testi appartenenti a famosi personaggi storici quali i compositori Mozart, Bach, Beethoven ed anche lo scrittore Goethe e il già menzionato Balzac. In vita tradusse anche le opere del poeta francese Paul Verlaine e gli dedicò la biografia intitolata appunto “LA VITA DI PAUL VERLAINE” (Paul Verlaines Lebensbild) del 1922.

Un anno prima della sua morte, e cioè nel 1941, Zweig scrisse anche la propria autobiografia, dal titolo “IL MONDO DI IERI. RICORDI DI UN EUROPEO” (Die Welt von Gestern. Erinnerungen eines Europäers), un’opera considerata tra le più importanti dell’autore in quanto vi viene ripercorso e contemplato tutto il tragico cammino dell’Europa verso l’inciviltà, dal benessere di fine Ottocento all’invasione della Polonia nel 1939. Di lui ci permangono inoltre numerosi diari di viaggio e lettere scritti tra il 1928 e il 1938.

Zweig fu autore anche di molti saggi sulla storia dell’Europa e su quello che immaginava essere il suo futuro. Fra i più importanti vi sono: “LA STORIA COME INVENTRICE DI STORIE” (Die Geschichte als Dichterin) e “LA STORIA DI DOMANI” (Geschichtsschreibung von morgen) del 1939, e infine “IN QUEST’ORA BUIA” (In dieser dunklen Stunde) del 1941. Alcuni di questi saggi sono trascritti delle sue conferenze, tra cui spicca “APPELLO AGLI EUROPEI” (Der große Europäer), che contiene quattro testi di conferenze tenute dal 1916 al 1934: “La torre di Babele”, “Il pensiero europeo nella sua evoluzione storica”, “Disintossicazione morale dell’Europa” e L’unificazione dell’Europa”.

Tra le novelle, le più famose sono la raccolta di quattro racconti intitolata “L’AMORE DI ERIKA EWALD” (Die Liebe der Erika Ewald) del 1904, STORIA DI UNA CADUTA” o “Storia di una sconfitta” (Geschichte eines Untergangs) del 1910, “UN BRUCIANTE SEGRETO” (Brennendes Geheimnis) del 1911, “IL VICOLO DEL CHIAR DI LUNA” (“Mondscheingasse”) del 1914, “LA DONNA E IL PAESAGGIO” (Die Frau und die Landschaft) del 1917, “IL CANDELABRO SEPOLTO” (Der begrabene Leuchter) del 1937 e la celeberrima ” NOVELLA DEGLI SCACCHI” (Schachnovelle) del 1941. Famoso è anche il racconto “AMOK” (Der Amokläufer), il racconto “LETTERA DI UNA SCONOSCIUTA” (Brief einer Unbekannten) del 1922 e la raccolta “SOVVERTIMENTO DEI SENSI” (Verwirrung der Gefühle. Drei Novellen) del 1926.

Tra le opere teatrali vi sono invece: “TERSITE” (Tersites) del 1907, “GEREMIA” (Jeremias) del 1917, il libretto “LA DONNA SILENZIOSA” del 1935 (Die schweigsame Frau. Komische Oper in drei Aufzügen) su cui Richard Strauss basò la sua opera lirica, e infine la commedia tragicomica “L’AGNELLO DEL POVERO” (Das Lamm des Armen) pubblicata postuma nel 1952.

Tra i romanzi vi sono “L’impazienza del cuore” (Ungeduld des Herzens) del 1939 e l’incompiuto “ESTASI DI LIBERTA'” (Rausch der Verwandlung) scritto tra il 1930 e il 1938.

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