RAINER MARIA RILKE

Rainer Maria Rilke, nato René Karl Wilhelm Johann Josef Maria Rilke (1875 – 1926) è stato un famosissimo poeta e drammaturgo austriaco (originario di Praga, che all’epoca era sotto il dominio dell’Impero austro-ungarico) considerato oggi uno dei più importanti poeti del XX secolo.

Personalità tormentata, continuamente alla ricerca di se stesso, in vita viaggiò molto a lungo per l’Europa (Austria, Germania, Russia, Italia e soprattutto Francia, poiché amava particolarmente Parigi) e non completò mai i suoi studi di Giurispridenza e di Filosofia, intrapresi dopo aver abbandonato l’Accademia militare a cui il padre lo aveva iscritto come compensazione per non aver potuto egli stesso avere successo nella carriera militare.

In Russia ebbe modo di incontrare Lev Tolstoj (dal cui misticismo fu sempre molto ispirato) e Boris Pasternak, mentre in Austria ebbe invece numerosi contatti con Arthur Schnitzler. A Parigi, Rilke incontrò il celebre scultore François-Auguste-René Rodin, di cui fu segretario per qualche tempo e che seppe ispirarlo nella composizione della raccolta “Nuove poesie” (Neue Gedichte) del 1908.

Molto importante fu soprattutto il suo amore per l’affascinante scrittrice e psicanalista russa Lou Andreas Salomé, buona amica di Freud e donna amata dal filosofo tedesco Friedrich Wilhelm Nietzsche, che la definiva “la giovane e affascinante russa“. Salomé fu l’ispiratrice dell’opera magna del filosofo “Così parlò Zarathustra” (Also sprach Zarathustra), infatti venne scritta da Nietzsche negli anni della depressione che seguirono il rifiuto della sua proposta di matrimonio da parte di Salomé (dal 1883 al 1885). Fu inoltre quest’ultima a ribattezzare Rilke “Rainer”, per l’assonanza con la parola tedesca “rein”, cioè “puro”. Con lei, il poeta tenne una fitta corrispondenza epistolare fino alla morte che avvenne per leucemia a Montreux, in Svizzera, poco dopo aver compiuto 51 anni.

Tra le opere più famose di Rainer vi sono la raccolta di tredici racconti “Storie del buon Dio” (Geschichten vom lieben Gott) del 1904 (ispirati dall’incontro con Tolstoj), il romanzo “I Quaderni di Malte Laurids Brigge” (Die Aufzeichnungen des Malte Laurids Brigge) del 1910, la raccolta poetica “Il libro delle immagini” (Das Buch der Bilder) del 1902 e l’altra raccolta poetica “Il Libro delle Ore” (Das Stundenbuch) del 1905. Quest’ultima, molto famosa, è divisa in tre parti che sono: “Il libro della vita monastica” (Das Buch vom mönchischen Leben), “Il libro del pellegrinaggio” (Das Buch von der Pilgerschaft) e infine “Il libro della povertà e della morte” (Das Buch von der Armut und vom Tode)

Le opere più tarde sono anche le più celeberrime. Fra queste spiccano le “Elegie duinesi” (Duineser Elegien) del 1923, scritte a Duino (vicino Trieste), e i “Sonetti a Orfeo” (Die Sonette an Orpheus) dello stesso anno, a cui seguirono lePoesie estreme” (Späte Gedichte) che vennero pubblicate postume come pure “Il quaderno di Firenze” (Florenzer Tagebuch) che venne pubblicato nel 1942.

La sua prima raccolta poetica fu Vita e canti” (Leben und Lieder) pubblicata nel 1894, quando l’autore aveva solo 19 anni. Altre opere giovanili furono Sacrificio al lari” (Larenopfer), Incoronato di sogno” (Traumgekrönt) e Avvento” (Advent) degli anni immediatamente successivi alla prima raccolta. Più tardi, l’autore scrisse anche Al 1899 risalgono la raccolta “Per la mia gioia” (Mir zu Feier) e il racconto lirico “Il canto di amore e di morte dell’alfiere Christoph Rilke” (Die Weise von Liebe und Tod des Cornets Christoph Rilke)

Una delle opere più importanti è l’insieme di epistole “Lettere a un giovane poeta” (Briefe an einen jungen Dichter) del 1929, considerata una delle opere più belle del Novecento.

Famosissimo è divenuto l’incipit della “Prima Elegia” contenuta nelle “Elegie duinesi”:

Wer, wenn ich schriee, hörte mich denn aus der Engel
Ordnungen? und gesetz selbst, es nähme
einer mich plötzlich ans Herz: ich verginge von seinem
stärkeren Dasein. Denn das Schöne ist nichts
als des Schrecklichen Anfang, den wir noch grade ertragen,
und wir bewundern es so, weil es gelassen verschmäht,
uns zu zerstören. Ein jeder Engel ist schrecklick.

Ma chi, se gridassi, mi udirebbe, dalle schiere
degli angeli? e se anche un angelo a un tratto
mi stringesse al suo cuore: la sua essenza più forte
mi farebbe morire. Perché il bello non è
che il tremendo all’inizio, noi lo possiamo reggere ancora,
lo ammiriamo anche tanto, perchè esso calmo e sdegna
distruggerci. Degli Angeli ciascuno è tremendo.

TORNA ALLA LETTERATURA TEDESCA