LE PRIMITIVE POPOLAZIONI GERMANICHE

In epoca antica, le primitive popolazioni che abitavano la Scandinavia e la Germania settentrionale prendevano nome di “Norreni“, ossia “uomini abitanti le terre del nord”. Questi condividevano inizialmente la stessa razza, lingua e religione (vai alla pagina dedicata a ODINO E GLI DEI GERMANICI se sei interessato alla mitologia norrena), ma col passare del tempo si differenziarono sempre di più, andando a costituire popoli nettamente diversi.

I Norreni che abitavano nell’Europa centro-settentrionale venivano indicati a Roma col termine di “Germani”, e la terra che occupavano prendeva il nome di “Germania”.

Affresco raffigurante Sigismondo, re dei Burgundi.

Per essere precisi, con la parola “Germania” veniva indicato, all’interno dell’Impero Romano, quel territorio che si trova oltre il fiume Reno e che era abitato da popolazioni germaniche molto eterogenee, tra cui Franchi, Alemanni, Vandali, Burgundi, Gepidi, Eruli, Bàvari, Marcomanni, Alani, Svevi, Cimbri e Quadi.

Molto probabilmente si tratta di una storpiatura del termine “terra dei Galli”, poiché la Gallia non costituiva presso i Romani solamente l’odierna Francia (come invece si intende storicamente), bensì anche un vasto territorio situato nell’Europa nord-occidentale.

Nonostante fossero etnie piuttosto diverse tra loro, a Roma ci si riferiva alle popolazioni che abitavano quest’area col termine generico di “Germani”, anche se, dopo la divisione dell’impero in occidentale e orientale (395 d.C.), questi assunsero anche il nome di “Goti” o di “Teùtoni”. Quest’ultimo termine derivava dal nome della lingua da essi parlata: una lingua che ai latini suonava molto rozza e che prendeva il nome di “theodiscus” (che in tedesco antico significa “lingua del popolo”), da cui deriva l’italiano “tedesco” (se vai sul sito internet associato al blog, troverai un’intera pagina dedicata all’etimologia delle parole “Germania” e “tedesco”: clicca sul link).

Tuttavia, anche se “Teutone” era un termine usato a Roma per designare tutte le popolazioni germaniche, si trattava in realtà di un popolo a sé stante stanziato nell’Europa centro-settentrionale assieme ad altri popoli diversi. Nello specifico, i Teutoni erano un popolo originario dello Jutland, un’area compresa tra l’attuale Danimarca e l’attuale Germania, che nel I secolo a.C. migrò più a sud assieme ai Cimbri, minacciando i confini romani.

Teutoni e Cimbri, assieme agli Ambroni, furono i tre popoli germanici che dettero origine alle “guerre cimbriche” (113 a.C. -101 a.C.) con l’impero romano, cercando di conquistare la Gallia, la penisola iberica e quella balcanica, territori sotto il dominio di Roma il cui esercito era comandato allora dal console Gaio Mario. La guerra si combatté in tre fasi successive, e portò alla definitiva sconfitta sia dei Teutoni che dei Cimbri.

“Mario, vincitore dei Cimbri”, dipinto di Francesco Saverio Altamura del 1863.

La Germania meridionale divenne ufficialmente una provincia romana nel I secolo a.C., ma già in precedenza i Romani avevano avuto contatti economici con i popoli di questa zona, contatti testimoniati dalle numerose influenze che la cultura germanica ebbe su quella romana, e viceversa. E’ noto, ad esempio, che al dio romano Marte venivano attribuiti alcuni caratteri del dio germanico Tyr, poiché entrambi signori della guerra. In Germania, soprattutto nel I secolo d.C., il latino esercitò una grandissima influenza, ed essendo una lingua assai più raffinata, divenne presto la parlata ufficiale delle terre tedesche.

Nel 9 d.C. il generale romano Publio Quintilio Varo subì tuttavia una solenne sconfitta da parte del popolo germanico chiamato “Cherusci”, i quali, comandati dal re Arminio, tenevano a mantenere la propria indipendenza da Roma. L’evento è noto come BATTAGLIA DELLA FORESTA DI TEUTOBURGO, o in latino Clades Variana (“sconfitta di Varo”), “Varusschlacht” in tedesco. Questa è ricordata come una delle più disastrose sconfitte dell’esercito romano, che avvenne all’epoca dell’imperatore Augusto e portò al suicidio di Varo per l’onta subita.

Alla battaglia parteciparono anche i Longobardi, una popolazione di origine svedese migrata verso Sud, che strinse subito un’alleanza con le popolazioni germaniche, tra cui i Cherusci (se sei interessato alla storia dei LONGOBARDI, vai alla pagina a essi dedicata sul blog del sito internet di “Francesefacile.altervista.org”).

LA BATTAGLIA DELLA FORESTA DI TEUTOBURGO
“La battaglia della foresta di Teutoburgo”, di Otto Albert Koch del 1909.

A seguito della sconfitta, l’impero perse il territorio tedesco situato tra il fiume Reno e il fiume Elba, ma nel 16 d.C. i Cherusci vennero sconfitti a loro volta nella battaglia di Idistaviso dal generale Claudio Nerone Cesare, che venne soprannominato perciò “Germanico”. A seguito di ciò, i territori controllati dai Romani si espansero e la Germania venne divisa in Superior e Inferior. Tuttavia, l’intera Germania non venne mai conquistata, e anzi, furono invece le popolazioni tedesche a intraprendere un progetto di conquista dei territori dell’impero attraverso la cosiddette “invasioni barbariche”.

Tra i popoli germanici più importanti che invasero i confini romani si ricordano gli Ostrogoti, i Vandali, i Longobardi e i Franchi, assieme ai Visigoti. Questi ultimi, però, come i Longobardi, avevano origini svedesi.

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