OSKAR LOERKE

 Oskar Loerke (1884 – 1941) è stato un poeta e scrittore tedesco famoso per alcune splendide poesie ancora oggi molto rinomate, soprattutto nel suo Paese d’origine. In Italia è assai meno conosciuto, infatti molte delle sue opere non hanno mai avuto traduzione nel nostro Paese.

Nato nel 1884, visse quasi tutta la sua vita a Berlino, dove si dedicò non solo alla letteratura, ma anche alla storia, alla filosofia e alla musica. 

Nel 1913 vinse il prestigioso Premio Kleist (così chiamato in onore di Heinrich von Kleist) e durante la Repubblica di Weimar collaborò anche con la rivista “Die Kolonne”. Ma l’ascesa del nazionalsocialismo, nel ’33, lo portò al licenziamento dal suo prestigioso impiego presso l’Accademia delle arti prussiana e a vivere in uno stato quasi di “emarginazione”, dal momento che Loerke si rifiutò sempre di aderire al partito.

Dal punto di vista della corrente letteraria, Loerke può essere annoverato tra gli Espressionisti come periodo storico, ma i suoi contenuti fortemente sentimentali e spirituali, nonché i suoi numerosi riferimenti alla mitologia, ne fanno un Neoromantico. Nelle sue poesie sono infatti ricorrenti i temi dell’ “evasione dalla realtà” e del “ritorno alla natura”, concetti più propri del Romanticismo che non dell’Espressionismo.

Tra le sue raccolte poetiche, sono famose soprattutto: “Wanderschaft” (Viaggi) del 1911, “Gedichte” (Poesie) del 1916, “Die heimliche Stadt” (La città segreta) del 1921, “Der längste Tag” (Il giorno più lungo) del 1926, “Der Atem der Erde” (Il respiro della terra) del 1930, “Der Silberdistelwald” (Il bosco di cardo d’argento) del 1934 e “Der Wald der Welt” (La foresta del mondo) 1936.

Tra i racconti, i più famosi sono: “Vineta” del 1907, “Franz Pfinz” del 1909, “Der Turmbau” (La costruzione della torre, o semplicemente La torre) del 1910, “Das Goldbergwerk”, “Chimärenreiter” (Il cavaliere della chimera) e “Der Prinz und der Tiger ” (Il principe e la tigre) del 1919, e infine “Der Oger “ (L’orco) del 1921. Ma tra tutti, “Vineta” e “Der Turmbau” sono sicuramente i più celebri di tutti.

Tra i saggi, i più famosi sono invece “Das unsichtbare Reich” (Il regno invisibile) del 1935 e “Anton Bruckner” del 1938.

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