OPERAZIONE VALCHIRIA

Dopo l’ascesa al potere di Hitler, molti tedeschi, tra civili e militari, protestarono contro la sua persona e contro le ideologie del partito da lui rappresentato, il partito nazista. Numerosi furono perciò gli attentati contro la sua vita (se ne contano circa 15 tra quelli noti), al quale il Cancelliere tedesco riuscì sempre a sfuggire grazie alla sua rinomata imprevedibilità, che impediva agli attentatori di pianificare i dettagli di ogni operazione offensiva e di portarla a termine.

Il più famoso di questi attentati fu quello del 20 luglio 1944, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, che è passato alla storia col nome di “Operazione Valchiria” (Unternehmen Walküre).

L’attentato fu organizzato da alcuni ufficiali tedeschi che facevano parte della Wehrmacht  (il corpo militare tedesco), capeggiati dal colonnello Claus Schenk von Stauffenberg, la cui figura oggi è il simbolo della Resistenza tedesca.

CLAUS VON STAUFFENBERG
Claus von Stauffenberg

Stauffenberg era un ufficiale tedesco di nobili origini che aveva combattuto nella Seconda Guerra Mondiale (10a divisione Panzer), ed era rimasto gravemente ferito il 7 aprile 1943 in Tunisia, durante un attacco della Royal Air Force, perdendo l’occhio sinistro, la mano destra e due dita della mano sinistra. Rimpatriato, era stato promosso colonnello e trasferito presso l’ufficio di Stato Maggiore di Berlino, sotto il comando del generale Friedrich Olbricht.

FRIEDRICH OLBRICHT
Friedrich Olbricht.

L’attentato contro la vita di Hitler fu ordito in quel periodo da Ludwig Beck e Henning von Tresckow, generali della Wehrmacht, assieme al dottor Carl Friedrich Goerdeler, al maresciallo di campo Günther von Kluge e al generale Olbricht, con lo scopo non solo di eliminare il nazismo ma anche – e soprattutto – di terminare la guerra (che non aveva più speranze di essere vinta) e di negoziare con gli Alleati per evitare alla Germania una disastrosa sconfitta da parte della Russia. Molte di queste figure – tra cui Tresckow – erano già stati artefici di precedenti attentati a Hitler che non erano stati portati a termine o erano falliti miseramente come gli altri.

Henning Tresckow
Henning von Tresckow

Dopo l’attentato che fu chiamato “Operazione Valchiria” e che avrebbe visto sia la morte di Hitler che del suo “braccio destro” Heinrich Himmler, era stato programmato un colpo di stato che avrebbe visto l’ascesa al potere delle figure dei congiurati. Per la riuscita del colpo di stato era necessaria l’eliminazione anche di Himmler, ministro degli Interni e capo delle SS (Schutzstaffel, un’organizzazione paramilitare del partito nazista), per evitare che la sua sopravvivenza portasse allo scoppio della guerra civile.

In seguito, Tresckow decise di aggiungere alla cerchia dei congiurati anche Stauffenberg, contrario come gli altri alla politica di Hitler, e in più in grado di entrare in contatto col Führer durante le riunioni che questi teneva presso la Tana del lupo (Wolfsschanze), che aveva sede a Rastenburg (Prussia). Questa sede era divenuta il quartier generale di Hitler dal 1941, dopo l’abbandono della residenza di Berlino in seguito all’avvio dell’Operazione Barbarossa.

Stauffenberg fu dunque scelto come capo delle operazioni ed esecutore materiale dell’attentato. Questo venne fissato inizialmente per il 13 luglio 1944, ma venne rimandato per via dell’assenza di Himmler alla riunione nella Tana del Lupo che Hitler aveva organizzato coi suoi generali, il luogo dove avrebbe dovuto avvenire il suo assassinio.

L’attentato fu dunque stabilito per il 20 luglio 1944, dove poi avvenne.

Alla congiura parteciparono anche il connello Albrecht Mertz von Quirnheim ,il generale Hellmuth Stieff , il tenente Werner von Haeften, il capo della polizia di Berlino Wolf-Heinrich Graf von Helldorf, il capo delle comunicazioni Erich Fellgiebel e il maresciallo di campo Erwin von Witzleben, passati poi alla storia come eroi della Resistenza.

Nel giorno stabilito, venne deciso di depositare due bombe dentro una valigetta all’interno del bunker nel quale Hitler avrebbe tenuto la sua riunione, in modo da garantire l’esplosione all’interno di un ambiente chiuso, privo di finestre, per far sì che i suoi effetti fossero più devastanti. Stauffenberg avrebbe dovuto lasciare la valigetta accanto al Führer, e dirigersi poi a Berlino, dove sarebbe avvenuto il colpo di stato.

Tuttavia, nuovamente ebbero luogo delle circostanze impreviste che determinarono dei cambiamenti nel piano originale: innanzitutto, la riunione iniziò 30 minuti prima del previsto, per cui Stauffenberg riuscì a portare con sé una bomba sola. Inoltre, data l’eccessiva calura di quel giorno, tale riunione si svolse non all’interno del solito bunker isolato, ma in un edificio di legno con le finestre aperte, all’interno del quale era presente un tavolone di legno che parò in parte lo scoppio. Come se ciò non bastasse, la valigetta che Stauffenberg posizionò accanto a Hitler fu poi spostata dal colonnello Heinz Brandt.

Il risultato fu che Hitler e Himmler sopravvissero all’attentato riportando solo qualche leggera ustione. Brandt e altri tre ufficiali, invece, persero la vita.

Di ritorno a Berlino, Stauffenberg e gli altri congiurati vennero arrestati. Alcuni di loro vennero arrestati e giustiziati nel 1945, non appena fu nota la loro identità.

Stauffenberg e altri furono invece fucilati il giorno stesso dell’attentato. La famiglia di Stauffenberg subì una dura persecuzione (la moglie fu arrestata e i figli mandati in orfanotrofio) ma, con la caduta del nazismo, venne completamente riabilitata.

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