ODINO E GLI DÈI GERMANICI

Col nome di “Asi” si intendono le divinità antropomorfe venerate nei secoli antichi dalle popolazioni germaniche e scandinave (queste ultime dette anche norrene) prima dell’avvento del Cristianesimo. Sono associate ad Asgard (“casa degli Asi”), il mitologico castello presso cui risiedevano gli dèi del Nord.

Gli “Asi” erano le principali divinità della mitologia nordica. Accanto a loro, erano presenti alcune divinità minori e altre importanti figure mitologiche e del folklore popolare. Le principali erano i “Vani”, dèi minori con cui spesso gli Asi erano in conflitto.

Originario della Scandinavia, il culto gli Asi era celebrato anche all’interno della popolazioni scandinave e di quelle che oggi chiameremmo “tedesche”, con pochissime differenze tra una regione e l’altra. Il nome di queste divinità, tuttavia, si rifà quasi sempre alla lingua norrena, e più precisamente l’islandese.

Le informazioni su di loro provengono essenzialmente da due manoscritti: l’Edda in poesia e l’Edda in prosa. Quest’ultimo è opera dello scrittore islandese Snorri Sturluson, ed entrambe le raccolte risalgono al XIII secolo.

Notizie più specifiche su ciascuno di loro sono raccontate nelle pagine di questa sezione dedicate a ciascuno di essi (cliccare sul link associato a ciascun nome per trovarle).

Tra gli Asi, la divinità più importante era rappresentata da Odino (o Wotan in lingua germanica), il re degli dèi, signore della guerra ma anche della conoscenza, dell’intelletto e di tutte le arti. Oltre a essere il capo di tutti gli dèi, Odino era anche considerato il padre e creatore di tutto l’universo, quest’ultimo generato dal suo infinito intelletto e al quale lui stesso conferiva conoscenza, tramandandola agli esseri umani.

Sono note tuttora molte leggende circa la sua infinita sapienza: si dice, ad esempio, che uno dei maestri di Odino sia stato il dio Mimir, al quale il re degli dèi dovette dare in cambio un occhio per bere alla fontana della conoscenza, e questo spiega perché Odino veniva spesso raffigurato bendato o comunque senza un occhio. Secondo altre fonti, Odino tagliò in seguito la testa a Mimir e la conservò per potervi scorgere il futuro. Di lui si raccontava anche che dovesse morire per mano del grande e terribile lupo parlante Fenrir (o Fenris) nel giorno della fine del mondo. Altri modi in cui veniva rappresentato erano a cavallo del destriero Sleipnir, munito di otto zampe e con le rune incise sui denti, oppure vestito da viandante per portare la conoscenza a tutti gli uomini della terra. Odino possedeva inoltre due corvi di nome Hugin (in norreno “pensiero”) e Munin (in norreno “memoria”), che avevano il compito di riferirgli tutto quello che vedevano e sentivano nel mondo, in modo da accrescere la sua conoscenza.

ODINO
Odino in sella a Sleipnir, illustrazione di Ólafur Brynjúlfsson tratta dal manoscritto islandese “Sæmundar og Snorra Edda” del XIII secolo di favole in prosa

La moglie di Odino era la dea Frigg (Frigga in inglese, Frij in alto tedesco), regina di tutti gli dèi del Nord Europa. Anch’essa dotata della stessa infinita sapienza del marito, possedeva in più anche il dono della chiaroveggenza. Rappresentava la femminilità, ed era protettrice delle spose e delle partorienti. Un altro suo appellativo era “dea del cielo.”

FRIGG E FULLA
Frigg e l’ancella Fulla, illustrazione del XVIII secolo.

Si racconta che Odino e Frigg avessero due figli maschi: Hodur (o Höðr in lingua norrena), che era cieco, e Baldr (o Balder in tedesco), il prediletto di Frigg. A causa della sua cecità, di Hodur si diceva che non potesse partecipare ai momenti conviviali condivisi dagli altri dèi e che venisse spesso lasciato in disparte. Rappresentava la divinità della guerra, che si scaglia come una furia cieca sugli uomini. Baldr era invece rappresentato come uno degli dèi più belli e splendenti, forse la personificazione del sole o della luce. Entrambi figli di Odino, è possibile che ne rappresentassero le due componenti fondamentali: la guerra e la luce della conoscenza. Erano comunque due entità descritte sempre in conflitto tra loro, proprio come la tenebra e la luce.

BALDR
Illustrazione di Baldr di Elmer Boyd Smith (1902) “Each arrow overshot his head” (Ogni freccia trapassi la sua testa) tratta da “I giorni del gigante: Un libro di favole”.

La moglie di Baldr era Nanna, dalla quale si diceva che avesse avuto il figlio Forseti, divinità della saggezza, della giustizia e anche della verità. Al contrario dello zio Hodur, questi rappresentava la pace e la capacità di mediazione tra gli uomini.

FORSETI
Illustrazione di Forseti di Carl Emil Doepler del 1882.

La leggenda di Baldr vuole che proprio il fratello Hodur, ingannato dal dio Loki, sia stato la causa della sua morte prematura. Si narra infatti che Baldr fosse tormentato dal pensiero della sua morte, e che Frigg, preoccupata anch’essa per il destino del figlio, avesse fatto giurare a tutto il creato di non nuocergli in alcun modo. Ecco perché Baldr si divertiva talvolta a spingere gli altri dèi a scagliargli contro ogni tipo di proiettile, per dare loro prova della sua invulnerabilità. Ma Hodur, su consiglio di Loki, durante una di queste occasioni riuscì a colpirlo a morte tirando con l’arco un proiettile di vischio, unica pianta che non aveva prestato giuramento. Il fatto causò poi anche la morte di Nanna per il gran dolore, e a nulla servirono i tentativi di Frigg e delle altre divinità di riportare Baldr in vita.

Per punizione, Hodur venne ucciso dal fratellastro Vàli, figlio di Odino e della gigantessa Rindr. Loki fu invece legato a una roccia e avvelenato da un serpente che, nonostante i terribili patimenti procuratigli, non lo uccise.

Loki era il dio dell’astuzia e della furbizia, ma anche della malvagità. Secondo alcune leggende era figlio di Odino, ma secondo altre nacque dalla dea Laufey e dal gigante Fàrbauti. Rappresentava il caos, la distruzione e l’inganno, ma allo stesso tempo anche il fuoco. E’ possibile che l’analogia tra l’inganno, la distruzione ed il fuoco derivi dal fatto che gli antichi popoli scandinavi costruivano case interamente di legno per renderle più calde e che di notte, a causa del gran freddo, non potessero spegnere il fuoco: non era perciò raro che quello stesso fuoco che li scaldava causasse anche numerosi incendi all’interno delle case, distruggendole completamente.

LOKI
Loki e l’invenzione della rete da pesca, da un manoscritto islandese del XVIII secolo

La moglie di Loki era Sigyn, con la quale si racconta che, nonostante il suo carattere maligno, Loki fosse in ottimi rapporti. Sigyn era anche la dèa simbolo della fedeltà coniugale.

Loki aveva figli benevoli e figli malevoli. Tra questi ultimi vi era Hel, la dea degli inferi. L’inferno della mitologia nordica prende il nome da questa stessa dea e ne derivano le parole Hölle in tedesco e Hell in inglese che significano appunto “Inferno”. Dalla parola “Hölle” è derivato anche l’inglese “Hole” che significa “buca” poiché l’inferno degli Asi era difatti rappresentato come una cava spettrale in cui Odino aveva gettato Hel perché non potesse nuocere a dèi e a uomini. Si diceva tuttavia che la nascita di Hel avesse causato l’origine delle malattie, fonte di morte presso gli umani.

HEL
Hel, particolare dell’illustrazione di John Charles Dollman tratta da “Miti dei cavalieri dalle Edda e dalla Saghe” (1902).

Il paradiso era invece chiamato Valhalla, e sorgeva in mezzo ad Asgard, accogliendo le anime dei guerrieri caduti coraggiosamente in battaglia.

Oltre a Vàli, un altro fratellastro di Baldr era Thor, figlio di Odino e di Jord, la “dea della terra”. Thor presentava alcune caratteristiche in comune con Baldr, come ad esempio l’aspetto fisico: veniva descritto come il più bello e il più forte degli Asi, dai lunghi capelli biondi e dal fisico muscoloso e prestante, e spesso associato al tuono e al fulmine. Per quest’ultima ragione si accompagnava spesso a Loki, il dio del fuoco, senza però condividerne l’indole maligna.

Al contrario di Baldr, Thor era un dio più umano o comunque più vicino agli uomini, proprio perchè figlio della dea della terra, mentre Frigg, madre di Baldr, ricordiamo che era chiamata “la dea del cielo”. Per questo era forse il dio più amato della mitologia germanica, e a lui era dedicato il giorno del giovedì (“Donnerstag” in tedesco e “Thursday” in inglese) perché, come Giove nella mitologia romana, rappresentava appunto il dio della tempesta.

Thor veniva raffigurato su un carretto trainato da caproni neri e con il famoso martello Mjöllnir, simbolo del fulmine, col quale colpiva e sconfiggeva i nemici creando le saette.

Thor
Thor raffigurato sul suo carro mentre brandisce il martello Mjöllnir (dipinto di Mårten Eskil Winge, 1872).

La moglie di Thor era la dèa Sif, alla quale si diceva che Loki avesse tagliato i capelli e che poi fosse stato costretto a procurargliene degli altri fatti d’oro dai nani. Il fratello di Sif era Heimdallr, il “dio bianco“, destinato a uccidere Loki alla fine del mondo.

SIF
Sif, moglie di Thor, raffigurata da John Charles Dollmann prima che Loki le tagli i capelli

Un altro figlio di Odino era Widar o Vidar, personificazione del silenzio, che avrebbe ucciso il lupo Fenrir nella stessa occasione in cui Heimdallr avrebbe ucciso Loki.

Altre due importanto divinità germaniche e scandinave erano rappresentate dal dio Freyr (oppure in tedesco Frey o Frei, che si pronuncia “Frai“) e da sua sorella FreyaFreyja, entrambi la personificazione della bellezza e dell’amore. A Freyr era dedicato il giorno del venerdì (in tedesco Freitag e in inglese Friday: “giorno di Frei”) poiché come Venere rappresentava amore, bellezza e seduzione ma anche prosperità e ricchezza. Figlio del dio del mare e della ricchezza, era marito della bellissima gigantessa GerdrGerthr, mentre Freya era moglie del dio Odr.

Freyr viene sempre raffigurato con in mano la sua spada – che dovette cedere all’amico e servitore Skìrnir per corteggiare Gerdr– e accompagnato dal cinghiale dorato Gullinbursti, che gli fu donato dai nani e che si racconta cavalcasse al funerale di Baldr.

FREYR
Freyr con il suo cinghiale e la sua spada, illustrazione del XVIII secolo

Infine vi erano Idunn (o Idun), dispensatrice di eterna giovinezza, Tyr il dio della guerra e della giustizia, e ancora la dèa Sòl e il dio Màni, fratello e sorella, rappresentanti rispettivamente la divinità del sole e della luna.

La mitologia nordica raccontava del “Ragnarök“, cioè della fine del mondo, in cui sarebbe avvenuta la battaglia tra la luce e le tenebre con la vittoria di quest’ultima. Per tale ragione questo evento è conosciuto anche col nome di “Crepuscolo degli dèi ” (in tedesco Götterdämmerung).

Le forze dell’oscurità e del caos sarebbero state guidate da Loki, e molte creature mostruose sarebbero state liberate, come Fenrir che avrebbe divorato Odino. Loki sarebbe stato ucciso da Heimdallr, ma alla fine sarebbe stato destino che sia dèi buoni che maligni venissero uccisi dal proprio alter-ego. Solo pochissimi dèi avrebbero avuto la possibilità di risorgere, tra cui Baldr, Hodur e Nanna (poiché morti prima del Ragnarök) e i figli di Thor.

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