MOZART E FIRENZE

Chi non conosce Wolfgang Amadeus Mozart (1756 – 17191), il celebre compositore austriaco, bambino prodigio, che nel XVIII secolo fu autore di indimenticabili opere come “ Il flauto magico” e “Le nozze di Figaro“?

La sua fama lo ha reso celebre in tutto il mondo, tanto che chiunque conosce almeno una delle sue composizioni. E’ inoltre risaputo che, fin da piccolo, era abituato a viaggiare in tutta Europa e teneva concerti assieme alla sorella Marianna (detta Nannerl), sempre accompagnato dal premuroso padre Leopold, anch’egli compositore e violoncellista, a cui Mozart deve la sua fortuna.

WOLFGANG AMADEUS MOZART

Mozart nacque a Salisburgo (Salzburg) il 27 gennaio 1756, settimo e ultimo figlio di Leopold e Annamaria (vai anche alla pagina su LE OPERE DI MOZART e alla pagina intitolata PER COSA L’AUSTRIA E’ FAMOSA-1 per saperne di più su di lui). I figli della coppia non godevano di buona salute, e quando Wolfgang Amadeus venne al mondo, era rimasta in vita solo la sorella maggiore Marianna, a cui fu sempre molto legato.

Accortosi dello straordinario talento musicale del figlio, Leopold Mozart cercò di far conoscere questa sua prodigiosa capacità portandolo fin da bambino a visitare tutte le corti d’Europa perché nobili e reali potessero ammirarlo. Fu così che il piccolo Wolfgang iniziò a farsi un nome già in età molto precoce, ottenendo i favori e la simpatia di moltissimi membri della nobiltà.

Nel 1782 Wolfang sposò Constanze Von Weber, cugina del celebre compositore Carl Maria von Weber. Morì tragicamente di polmonite e blocco renale la notte tra il 5 e il 6 dicembre 1791, prima di poter portare a compimento la sua ultima opera, il “Requiem”.

Nella primavera del 1770, lo stesso periodo in cui l’arciduchessa d’Austria Maria Antonietta (conoscente di Mozart) lasciava la corte viennese per andare in Francia a sposare il Delfino Luigi Augusto (futuro re Luigi XVI), la famiglia Mozart si spostava in Italia diretta verso Roma, per tenere un concerto in onore delle feste pasquali. Erano presenti Wolfgang, Nannerl e Leopold Mozart, mentre la madre Annamaria fu costretta a rimanere a casa a Salisburgo.

Una delle tappe intermedie del viaggio fu la città di Firenze, dove il quattordicenne Wolfgang Mozart si recò per la prima volta il 30 marzo 1770 per tenere un concerto alla villa di Poggio Imperiale di fronte al Granduca Pietro Leopoldo, il 2 aprile di quello stesso anno (la splendida villa medicea, orgoglio fiorentino, è ancora oggi ammirabile lungo il Viale dei Colli, la strada che porta al Piazzale Michelangelo).

Non era la prima volta che Mozart e il Granduca si incontravano, sebbene fosse la prima volta che il fatto accadeva a Firenze: Pietro Leopoldo aveva già avuto modo di sentir suonare il bambino a Vienna, presso la corte imperiale austriaca, prima nel 1762 e poi nel 1769, ossia l’anno precedente il viaggio del ragazzino in Toscana. Pietro Leopoldo – ricordiamolo – era uno dei figli dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa, che aveva fortemente apprezzato il grande talento musicale del giovane Wolfgang assieme alla figlia minore Maria Antonietta.

Leopold Mozart sperava di poter trovare un ingaggio fisso per il figlio presso il Granduca di Toscana. Decise perciò il viaggio e di sostare a Firenze perché il Granduca potesse ascoltare i progressi fatti dal giovane Wolfgang durante quei mesi.

Sebbene i concerti tenuti durante la permanenza nella bella città fiorentina si rivelarono un vero successo, il sogno di Leopold di trovare lavoro per il figlio non si realizzò. Wolfgang fu invece ingaggiato anni dopo dallo stesso datore di lavoro del padre, il principe arcivescovo di Salisburgo, e poi dall’imperatore d’Austria Giuseppe II (informazioni su GIUSEPPE II sono reperibili cliccando sul link).

Durante il soggiorno a Firenze, i Mozart presero alloggio all’albergo Aquila Nera, che allora si trovava all’angolo tra Via dei Cerretani e Piazza dell’Olio, nel centro della città. E’ però risaputo che il piccolo Wolfgang non di rado si ammalava per gli strapazzi dei lunghi viaggi in carrozza. Si racconta che, anche in quell’occasione, fu costretto a letto da un brutto raffreddore che gli impedì di presentarsi di fronte al Granduca prima del 1° aprile.

Al concerto, che si tenne il giorno successivo, 2 aprile, il giovane Mozart suonò il clavicembalo accompagnato da Luigi Boccherini e dal violinista Pietro Nardini. In quell’occasione, ebbe modo di incontrare anche il ministro delle poste, il marchese Pierre-Eugène-François de Ligniville, sovrintendente musicale del Granduca, che lo mise alla prova su alcuni temi musicali.

Quell’incontro ispirò il giovane Mozart allo studio dello “Stabat Mater” composto da Ligniville, e alla composizione del Cantate Domino KV 89 e del Kyrie.

Durante il soggiorno a Firenze, Mozart conobbe inoltre molti altri importanti musicisti, come Thomas Linley, che morì alcuni anni dopo, e la sua conoscenza ispirò anche Luigi Cherubini, allora bambino, a divenire un celebre compositore.

Il 5 aprile 1770 Mozart e Linley si esibirono in un duetto di violini all’albergo Aquila Nera e il giorno seguente a casa del ministro Giuseppe Gavard.

Il viaggio di Mozart in Italia fu un vero trionfo, e il padre Leopold si espresse in maniera entusiasta verso la città in una lettera alla moglie Annamaria, nella quale scrisse della sua speranza di poter tornare a rivederla. Ma anche questo desiderio, purtroppo, come il primo, non si realizzò.

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