LUDWIG TIECK

Johann Ludwig Tieck (1773 – 1853) è stato un importante poeta, scrittore e critico letterario tedesco, nato e morto a Berlino. In vita fu fratello maggiore della scrittrice Sophie Tieck e dello scultore Christian Friedrich Tieck, nonché abile politico prussiano (nel 1841 entrò a far parte del consiglio di corte di Prussia per ordine del re Federico Guglielmo IV).

Se Novalis (che tra l’altro, fu suo grande amico) viene considerato il padre fondatore del Romanticismo, Tieck ne viene considerato il principale esponente. Il letterato Christian Friedrich Hebbel lo soprannominò addirittura “il re del Romanticismo”.

La spiegazione dettagliata degli ideali romantici si trova esposta nella pagina dedicata a NOVALIS.

Tieck, tuttavia, si dedicò al Romanticismo solo nella prima fase della sua attività letteraria (1796-1819), per poi spostarsi verso una corrente antesignana del Realismo propriamente detto (o Realismo “critico”) in una fase successiva (1819-1853). Un’opera giovanile, antecedente anche alla prima fase romantica, è il romanzo in tre volumi “La storia di William Lowell” (Die Geschichte von William Lowell) composto tra il 1795 e il 1796. A volte quest’opera viene tradotta anche come “Storia del signor William Lowell” o anche solo “William Lowell”, anche nel titolo originale tedesco (Geschichte des Herrn William Lovell oppure William Lowell). Si tratta di un componimento dal gusto tardo illuminista, come pure “Straussfedern” e “Abdallah” del 1795. Già in questa fase, però, l’autore iniziò a pubblicare opere attraverso l’uso di pseudonimi che saranno ripresi anche successivamente.

Nella fase Romantica della sua attività, infatti, Tieck scrisse numerosissimi componimenti utilizzando lo pseudonimo Peter Lebrecht (o Leberecht) e Gottlieb Färber : un esempio sono le “Fiabe popolari di Peter Lebrecht” (Volksmärchen von Peter Lebrecht) del 1797 – dove sono contenuti suoi rifacimenti di importanti novelle popolari come “Il gatto con gli stivali” (Der gestiefelte Kater) – oppure “Peter Lebrecht, una storia senza avventurosità” (Peter Lebrecht, eine Geschichte ohne Abenteuerlichkeiten) del 1795. Altri rifacimenti molto famosi di fiabe popolari sono “Il biondo Ecberto(Der blonde Ekbert), e “Il cavaliere Barbablu’ ” (Ritter Blaubart) del 1796.

Tra le novelle, però, le più famose in assoluto appartenenti a Tieck sono quelle della raccolta “Fiabe romantiche” (Romantische Dichtungen) scritta tra il 1797 e il 1816, che tra l’altro, con le sue sei storie, costituisce un ottimo compendio della sua produzione letteraria romantica. Tra le opere teatrali contenute, vi sono la commedia “Il mondo alla rovescia” (Die verkehrte Welt) del 1799 e la commedia “Principe Zerbino o viaggio verso il buon gusto” (Prinz Zerbino, oder die Reise nach dem guten Geschmack), nonché la tragedia “Vita e morte di san Genoveffa” (Leben und Tod der heiligen Genoveva), entrambe scritte tra il 1799 e il 1800. In più, vi è la novella “Il fedele Eckart” (Der getreue Eckart), che gli dette ampia fama.

Nel 1798 scrisse, assieme all’amico e scrittore romantico Wilhelm Heinrich Wackenroder, quello che viene considerato il primo “Bildungsroman” o “Künstlerroman” della storia letteraria (cioè “romanzo di formazione” o “romanzo dell’artista”, in cui il protagonista è solitamente un artista di vario genere che subisce un lungo processo di trasformazione durante gli anni che vanno dalla giovinezza alla maturità): l’incompiuto “Franz Sternbalds Wanderungen” o “Le peregrinazioni di Franz Sternbald (o “Sternbalds”)”.

Divenuto amico di numerosi filosofi (i fratelli Schlegel, Johann Fichte e Friedrich Schelling), si dedicò alla stesura di alcune opere filosofiche e ad alcuni lavori assieme a loro (soprattutto con August Wilhelm von Schlegel, col quale tradusse alcune opere di Shakespeare). Tieck fu infatti anche un abile traduttore, tant’è vero che si dedicò alla traduzione in lingua volgare delle opere del genere Minnesang e della Canzone dei Nibelunghi, nonché alla traduzione in tedesco di alcune importanti opere spagnole (tra cui il Don Chisciotte) e non solamente inglesi.

Dopo il suo trasferimento a Dresda nel 1819, si dedicò al Realismo aderendo al movimento Biedermeier che prese piede in Austria e in Germania nel 1815 e perdurò fino al 1848. Opere di questo suo periodo sono “Il fidanzamento” (Die Verlobung) del 1823, l’incompiuto “Rivolta nelle Cevenne” (Aufruhr in den Cevennen) del 1826, “Il superfluo della vita” (Des Lebens Überfluß) del 1831 e il romanzo “Vittoria Accorombona” del 1840. Questo suo romanzo, che fu anche sua ultima grande opera, fu ispirato alla vita di Vittoria Accoramboni, una nobildonna italiana del ‘500 che venne fatta trucidare assieme al fratello per impossessarsi della sue ricchezze. La vicenda divenne nota a Tieck grazie ai suoi studi di letteratura inglese, infatti la donna fu protagonista della tragedia “Il diavolo bianco” di John Webster.

Seguirono gli “Scritti drammaturgici” o “Pagine drammaturgiche” (Dramaturgische Blätter) completati tra il 1826 e il 1852, e gli “Scritti critici” (Kritische Schriften) del 1848.

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