LORELEI

La Lorelei  o Loreley (pronuncia “Lòrelai “) è un famoso personaggio della mitologia tedesca, e più precisamente si tratta di un’ondina che viveva sul fiume Reno (in tedesco “Rhein“, dalla storpiatura di “Lorelei”).

Le ondine erano figure mitologiche paragonabili alle sirene o alle ninfe, dalle fattezze interamente umane ma prive di anima (e quindi anche di coscienza). Le ondine venivano descritte come fanciulle bellissime, eternamente giovani, di indole dispettosa e talvolta anche malvagia. Vivevano vicino ai corsi d’acqua (da qui il nome “ondine”) o addirittura dentro l’acqua, dove amavano lanciare tranelli agli esseri umani.  Una differenza con le sirene è il fatto che abitassero solo lungo i corsi d’acqua dolce e non nel mare. In particolare, nella mitologia tedesca si dicevano vivere proprio all’interno del fiume Reno, un importante fiume della Germania che può vantare di essere uno dei più lunghi d’Europa.

Le ondine erano creature immortali, benché non divinità; possedevano poteri magici e potevano comunicare con gli dèi. Tuttavia, avevano la caratteristica di perdere l’immortalità e la loro eterna giovinezza se avessero sposato un mortale.

Una famosa leggenda tedesca narra della maledizione di un’ondina che si innamorò di un giovane mortale di nome Lawrence, e che, dopo averlo sposato e aver dato alla luce un bambino, perse inevitabilmente la sua bellezza e giovinezza. Avendo poi scoperto il tradimento di suo marito con un’altra donna, gli lanciò contro una maledizione: poiché egli aveva giurato di esserle fedele con ogni suo respiro, lo punì privandolo della possibilità di respirare automaticamente e conservò solo la sua respirazione volontaria. Fu così che Lawrence morì addormentandosi.

LORELEI
“Lorelei sullo scoglio”. Dal sito www.zeno.org. Immagine priva di copyright.

Lorelei era un’ondina dall’aspetto apparentemente benevolo che possedeva invece un’indole infida: seduta su uno scoglio in mezzo al fiume Reno, intenta a pettinare i suoi lunghi capelli, con la sua bellezza e il suo canto melodioso attirava le navi che attraversavano il fiume, per causarne il naufragio. Lorelei aveva infatti il potere di invocare le tempeste e di causare forti mulinelli d’acqua. Poteva attirare a sé i mortali e condurli in acqua per affogarli, e poteva ella stessa nascondersi sott’acqua per sfuggire alla loro ira. Con questo mito, i marinai tedeschi cercavano di spiegare i frequenti naufragi che avvenivano nelle tumultuose acque del Reno.

Secondo la leggenda, un giorno che alcuni marinai erano appunto venuti a ucciderla, Lorelei scese dal suo scoglio e si inabissò nelle acque del Reno per non fare mai più ritorno in superficie.

Sul fiume Reno si trova tutt’oggi uno scoglio che viene detto essere stato la dimora dell’ondina prima della sua scomparsa. Questo scoglio si chiama appunto “Lorelei” e vi è impressa sopra una targa commemorativa.

Alla Lorelei è dedicata una poesia di Heinrich Heine del 1824 (“Loreley”), musicata nel 1837 (clicca sul link per leggerla). Da lei è anche possibile che sia ispirata la poesia di Johann Wolfgang GoetheIl pescatore” (Der Fischer) in cui si narra di una creatura acquatica dall’aspetto di una giovane donna che emerge dall’acqua di un fiume per sedurre un giovane pescatore e condurlo con lei nel profondo degli abissi (clicca sul link per trovare la poesia).

A questa figura mitologica sono inoltre dedicate canzoni e opere liriche, nonché menzioni all’interno di film e telefilm americani.

In alcune illustrazioni e dipinti del XIX e XX secolo, Lorelei viene raffigurata coi capelli rossi e una veste verde, ed è per questo possibile che alla sua leggenda si ispiri il film d’animazione americano “La Sirenetta” di Walt Disney, almeno per quanto riguarda l’aspetto fisico della protagonista: la Sirenetta del film d’animazione possiede infatti dei lunghi capelli rossi ed una coda verde; e benché il cartone si basi sulla favola omonima scritta da Hans Christian Andersen nel XIX secolo, nel racconto originale dello scrittore danese non viene fatta menzione del nome della sirena, mentre nel lungometraggio animato questa si chiama “Ariel“, che potrebbe, oltre che derivare dall’omonimo personaggio della commedia “La tempesta” di William Shakespeare, essere la storpiatura di “Lorelei”. Non ultimo, in una scena del cartone animato Ariel canta una canzone seduta su uno scoglio, proprio come la Lorelei della mitologia tedesca.

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