LE STREGHE

Col termine strega, nella cultura popolare, si intende una donna, generalmente dall’aspetto anziano, dimesso, e dalle fattezze orribili, che possiede la capacità di fare sortilegi e incantesimi (chiamati appunto “stregonerie“) e opere di magia nera. Il suo maschile è “stregone“, vale a dire un uomo, anch’esso di aspetto minaccioso e inquietante, dotato della stessa conoscenza delle arti e magie oscure. Più recentemente, grazie anche agli influssi della letteratura del Novecento e del cinema americano, col termine “strega” si è iniziato a indicare tutte le donne (anche giovani e di bell’aspetto) in grado di fare incantesimi.

STREGA
Particolare del dipinto “Tre donne e tre lupi” di Eugène Grasset, XX secolo. Pubblico dominio.

La figura della strega è antichissima e contemplata da un po’ tutte le culture. Tuttavia, in Germania ebbe una profonda importanza storica poiché a partire dal XV secolo fino al XIX fu vittima di una vera e propria “caccia” e persecuzione da parte dei religiosi del tempo.

Tutto ebbe inizio alla fine del ‘400, e precisamente nel 1478, quando in Spagna venne istituita dai frati domenicani l’Inquisizione, detta “Santa Inquisizione” o “Inquisizione Spagnola” (evoluzione dell’Inquisizione medievale nata tra il 1178  e il 1184 per reprimere il movimento cataro e alcune forme di stregoneria). Si trattava di un tribunale, presieduto unicamente da religiosi, il cui scopo era quello di compattare la popolazione eliminando fisicamente dalla società tutti coloro che non aderivano alla fede cattolica, e che vivevano in maniera contraria ai dettami di tale fede. La Santa Inquisizione godeva di pieni poteri grazie al benestare del sovrano (il primo ad approvarla fu Ferdinando II d’Aragona), anche se, paradossalmente, non ebbe mai l’approvazione del papa. Fra questi poteri era compreso quello di applicare ogni forma di tortura, se ritenuta necessaria, per estorcere confessioni ai sospettati di eresia. Spesso e volentieri, infatti, senza una confessione non  vi era mai alcuna prova concreta della colpevolezza dei prigionieri: l’arresto avveniva solamente o per sospetti o per accuse formulate da altri cittadini, che tuttavia necessitavano di opportune verifiche in modo tale da giustificare la sentenza; e questa si trattava sempre di una condanna a morte, tant’è vero che il pentimento non risparmiava dal supplizio, ma garantiva solo una morte più misericordiosa.

La tortura aveva quindi lo scopo di impedire un’assoluzione dalle accuse, istigando confessioni per crimini mai commessi, ed era inoltre un mezzo per ottenere i nomi di altre possibili figure coinvolte, fornendo nuovi imputati per il tribunale.

SCENA DA UN'INQUISIZIONE DI GOYA
Francisco Goya: “Scena da un’Inquisizione”. Pubblico dominio.

In alcune zone d’Europa, la crudeltà esercitata dai domenicani spagnoli fu considerata dai religiosi una manifestazione di forza e di potere, e questo avvenne soprattutto in Germania, dove l’Inquisizione Spagnola esercitò una maggiore influenza. Nacque così l’Inquisizione tedesca, che ebbe il suo apice tra il XV e il XVI secolo. Tuttavia, anziché essere diretta verso la condanna degli eretici, in queste zone l’Inquisizione si tramutò in “caccia alle streghe”  (Hexenjagd o Hexenverfolgung) e ad altre creature mostruose del folklore popolare, quali i lupi mannari (die Werwölfe).

Questa differenza con la Spagna fu dovuta sia alla diversa cultura presente in Germania (tant’è vero che la caccia alle streghe era un fenomeno già conosciuto e praticato anche prima della fine del ‘400, anche se in maniera molto più moderata), sia alla delicata situazione politico-religiosa in cui quella particolare area geografica si trovava in quel dato momento storico: infatti, quando le condanne per stregoneria arrivarono ai massimi storici erano gli anni della Riforma Protestante avviata dal monaco agostiniano Martin Lutero (Martin Luther) nel 1517, durante i quali la Germania – e in seguito altri Paesi del nord Europa – decisero di ribellarsi all’autorità del papa e della Chiesa di Roma, considerata troppo corrotta. Il “Luteranesimo”  come fu chiamata la nuova dottrina protestante basata sulle ideologie di Martin Lutero – si proponeva fin dagli albori di attenersi fedelmente ai dettami del Vangelo e delle Sacre Scritture in generale, estraniandosi totalmente dai dogmi non scritti della religione cattolica e dai suoi rituali provenienti unicamente dalla tradizione e non dall’eredità spirituale tramandata su carta dagli evangelisti e dai profeti. Fu sentita quindi, in quel periodo più che nei precedenti, l’esigenza di un ritorno al rigore morale, nonché di attuare la totale eradicazione di tutti i tipi di corruzione presenti all’interno della società, in modo da ripristinare lo spirito cristiano originario, quello cioè predicato dagli Apostoli all’epoca delle prime conversioni.

CAMERA DELLE TORTURE DELL'INQUISIZIONE
“Camera delle torture dell’Inquisizione”, illustrazione di Bernard Picard del 1716 contenuta all’interno dell’opera “Memorie storiche”. Pubblico dominio.

Per questo, tutti i comportamenti disdicevoli e quelli ancora legati alla superstizione e alle credenze pagane venivano fortemente censurati, arrivando addirittura alla condanna a morte attraverso mezzi sadici e di grande effetto che fossero d’esempio per il resto della popolazione. Le esecuzioni si svolgevano appunto sulle piazze pubbliche perché tutti potessero assistervi, e molto spesso questo avveniva anche per le forme di tortura.

Proprio in quel periodo, in Germania furono inventate delle macchine il cui solo scopo era quello di infliggere torture insopportabili e quantomai fantasiose ai prigionieri, in modo sia da estorcere facilmente delle confessioni che da impressionare fortemente chi assisteva al supplizio, come monito a non commettere le stesse azioni (es. la sedia inquisitoria, la cremagliera, ecc. e nel 1515 venne introdotta anche la famosissima Vergine di Norimberga, che però fu ampiamente utilizzata soprattutto nel Settecento ed è descritta nella pagina accessibile tramite il seguente link).

TORTURE INQUISIZIONE
“Donna accusata di stregoneria nel Medioevo”, illustrazione di E.Deschamps (XIX secolo), Ci-Roger-Viollet. Da Wikipedia in francese, voce “Sorcière”. Pubblico dominio.

Nel 1487 due frati domenicani tedeschi di nome Jacob Sprenger e Heinrich Kramer pubblicarono un manuale per riconoscere e scovare esseri demoniaci all’interno della popolazione: il “Malleus Maleficarum” (“Il martello delle streghe”, o in tedesco “Hexenhammer”). Questo manuale, scritto rigorosamente in latino perché destinato ai religiosi, conteneva un elenco di tutte le creature malefiche che potevano celarsi tra la gente comune, e fra queste vi erano soprattutto le streghe (in tedescodie Hexen).

MALLEUS MALEFICARUM
Frontespizio del Malleus Maleficarum, edizione del 1669. Da https://en.wikipedia.org. Privo di copyright.

La necessità di identificare mostri e streghe all’interno della popolazione era dovuta alle credenze popolari che attribuivano a queste entità un legame col diavolo, assieme ad alcuni comportamenti maligni e riprovevoli che bisognava cancellare immediatamente dalla società onde riportare l’ordine e lo spirito cristiano che era andato perduto nel tempo.

Alle streghe, ad esempio, venivano attribuite diverse abitudini molto singolari, come volare a cavallo di una scopa, uccidere i neonati nella culla e incontrarsi col demonio durante cerimonie chiamate Sabba; ma in realtà, bastava compiere anche azioni molto banali per essere accusati di stregoneria, e le torture facevano il resto: sotto tortura, infatti, le donne accusate arrivavano a confessare anche crimini soprannaturali come malefici e patti col diavolo, confessioni di cui l’Inquisizione si serviva per emanare la sentenza di morte. In alcuni casi era sufficiente avere i capelli rossi o dare da mangiare a gatti neri (considerati i messaggeri del diavolo) per essere ritenute streghe, sia in Germania che nel resto d’Europa (si ricorda che anche Anna Bolena, una delle sei mogli di Enrico VIII d’Inghilterra, venne accusata di stregoneria e giustiziata nel 1536 per avere una prominenza alla mano destra simile a un sesto dito). La paura delle streghe non fu infatti un fenomeno unicamente tedesco, ma divampò in tutta Europa, e raggiunse addirittura estensioni mondiali.

CACCIA ALLE STREGHE
Illustrazione di Martin Le France su Le Champion des Dames (1451) raffigurante due streghe a cavallo di una scopa. Da Wikipedia in francese, voce “Sorcière”. Pubblico dominio.

Uno dei motivi più frequenti per cui si poteva essere accusati di stregoneria era curare le malattie attraverso le erbe, e non attraverso la medicina ufficiale dell’epoca, cioè quella tramandata da Ippocrate e da Galeno. La ragione era molto semplice: la cura attraverso pozioni, infusi ed unguenti a base di prodotti naturali era una tradizione tipicamente pagana, di cui erano custodi soprattutto le donne. Riuscire a guarire le malattie attraverso metodi pagani, e non attraverso quelli approvati dal mondo cristiano, significava agire in nome di una forza contraria a quella divina, e cioè demoniaca. Questa convinzione era più forte quando queste erbe guarivano sintomi attribuiti a possessione diabolica, che la dottrina religiosa del tempo prevedeva venissero trattati con pratiche di esorcismo.

FATA MORGANA
“Fata Morgana”, di Anthony Frederick Augustus Sandys (1864). Pubblico dominio.

Spesso erano le levatrici ad essere arrestate e giustiziate, in quanto considerate responsabili dell’alta mortalità infantile presente all’epoca. Queste, oltretutto, erano in grado di praticare aborti e di alleviare i dolori del parto attraverso la conoscenza dei poteri delle piante. Non era raro che queste levatrici, o in generale donne con conoscenza delle erbe officinali, venissero consultate dalle giovani per usufruire anche di sostanze contraccettive. Tutto ciò veniva condannato non solo perché fortemente contrario ai dettami del cristianesimo, ma anche perché il controllo delle nascite creava caos e disordine all’interno della società, e dava alle donne un potere che comprometteva pericolosamente la loro sottomissione agli uomini.

STREGHE IN VOLO
Illustrazione da “La famosa storia delle streghe di Lancaster”, 1780. Pubblico dominio.

Le donne prese di mira dall’Inquisizione erano perlopiù donne sole, vedove o nubili. Non avendo una famiglia che le mantenesse né possibilità di lavorare, molte di loro andavano a vivere nei boschi e si facevano pagare per curare le malattie attraverso l’uso di piante officinali. La medicina ufficiale, infatti, era patrimonio solo dei religiosi in quanto unici conoscitori di latino e greco antico – le due lingue in cui erano scritti i trattati di medicina provenienti dal mondo classico – se non addirittura gli unici in grado di saper leggere e scrivere. La pratica della medicina ufficiale, poi, veniva comunque affidata unicamente agli uomini, e quindi per le donne dell’epoca non vi era altra possibilità di sopravvivenza se non quella di sfruttare le proprie conoscenze di medicina popolare.

STREGHE
Particolare dal dipinto “MacBeth e Banquo incontrano le streghe nella brughiera” di Théodore Chasseriau (1855). Museo di Orsay, Parigi. Da https://it.wikipedia.org/wiki/Macbeth_(Macbeth). Pubblico dominio.

La gente comune si rivolgeva più volentieri a loro che non agli ecclesiastici, per molte ragioni: la prima era il fatto che spesso le cosiddette “streghe” accettavano pagamenti in cibi e vivande anziché in denaro, facendo sì che anche le classi sociali più basse potessero usufruire dei loro servigi; la seconda era che i metodi della medicina ufficiale erano spesso molto barbarici, costituiti da salassi ed esorcismi; la terza era che, in virtù della forte censura esercitata dai religiosi, alcune richieste mediche venivano da questi rifiutate se non addirittura condannate, come quelle della sfera sessuale o riguardanti disturbi tipicamente femminili. A causa del forte maschilismo presente all’epoca – incoraggiato anche dalla letteratura classica e cristiana – i medici non avevano neppure la minima conoscenza di quali fossero le malattie femminili, né erano interessati a conoscerle. Ecco perché le donne di quell’epoca, per curarsi, erano spesso costrette a rivolgersi ad altre donne che avevano la fama di essere streghe.

DANAE
Particolare del dipinto “Danae” di Tiziano. Museo del Prado di Madrid. Dal sito di Wikipedia in italiano. Pubblico dominio.

Anche le donne che rifiutavano di abbracciare gli usi e costumi del tempo e di vivere sottomesse venivano accusate di stregoneria: il caso più famoso, in questo senso, è la francese Giovanna D’Arco, oggi santa, che nel 1431 a Rouen fu bruciata sul rogo come strega per essere dedita alla superstizione, per aver combattuto in guerra assieme agli altri soldati e per essersi rifiutata di indossare abiti femminili. 

GIOVANNA D'ARCO
“Giovanna D’Arco sul rogo”, illustrazione di Martial d’Auvergne da Le vigilie di Carlo VII, XV secolo. Pubblico dominio.

Coloro che finivano davanti al tribunale inquisitorio, infatti, venivano solitamente bruciate sul rogo. Talvolta le donne confessavano di essere dedite a pratiche magiche per via dell’uso di sostanze naturali psicoattive che causavano loro potenti allucinazioni: es. funghi allucinogeni, pelle di rospo, code di lucertola, ecc. Erano rari – benché ve ne fossero – i casi in cui donne, perlopiù affette da malattie mentali, finivano sul patibolo per essersi veramente macchiate di omicidio e altri crimini volontari.

STREGHE BRUCIATE SUL ROGO
“Streghe bruciate sul rogo”. Illustrazione medievale. Pubblico dominio.

Oggi la figura della strega non è considerata più solamente in senso negativo, grazie anche alla letteratura moderna che ha riabilitato questo personaggio della cultura europea e mondiale (es. ne “Il mago di Oz” scritto nel 1900 da L. Frank Baum viene narrata la figura di Glinda, la buona strega del nord; nella saga di “Harry Potter” scritta tra il 1997 e il 2007 da J. K. Rowling tutte le ragazze in grado di fare magie vengono chiamate indistintamente “streghe”, anche quando prive di indole malvagia), assieme alle serie televisive e alle opere cinematografiche hollywoodiane. Esempi sono il telefilm degli anni ’60 “Vita da strega” (Bewitched) e i due telefilm andati in onda tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000 “Streghe” (Charmed) e “Sabrina vita da strega” (Sabrina, the teenage witch).

L’Inquisizione fu ufficialmente destituita solo nel 1834, ma la caccia alle streghe è perdurata nel mondo fino alla fine del XX secolo: l’ultima donna uccisa per stregoneria risale agli anni ’80 in Messico.

La più famosa condanna della storia per stregoneria fu quella di MERGA BIEN, nata e cresciuta a Fulda, in Germania. Clicca sulla parola “calda” per conoscere la sua storia.

Fonti:

https://it.wikipedia.org/wiki/Strega

https://it.wikipedia.org/wiki/Caccia_alle_streghe

https://it.wikipedia.org/wiki/Inquisizione

https://it.wikipedia.org/wiki/Malleus_Maleficarum

http://www.homolaicus.com/storia/moderna/riforma_protestante/streghe/story3.htm

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