LE DECLINAZIONI

In italiano i diversi complementi sono espressi attraverso l’uso di preposizioni (a, con, di, da, ecc.), mentre in tedesco non è sempre così.

In tedesco, a differenza dell’italiano, esistono le declinazioni, sarebbe a dire che, invece di essere introdotti da preposizioni, articoli (determinativi e indeterminativi), aggettivi (di qualunque tipo), pronomi (di qualunque tipo) e talvolta sostantivi aggiungono delle desinenze per esprimere i diversi complementi.

Queste desinenze sono diverse a seconda del tipo di elemento grammaticale in questione, ossia a seconda che si tratti della declinazione di un articolo, di un aggettivo, di un pronome o di un sostantivo, e a seconda di quale tipo di articolo, aggettivo, pronome o sostantivo si tratti.

Ad ogni modo, tutte le declinazioni sono sempre composte da 4 casi (Fälle):

  • NOMINATIVO (Der Nominativ: serve a esprimere il soggetto e il predicato nominale
  • ACCUSATIVO (Der Akkusativ): serve a esprimere il complemento oggetto
  • DATIVO (Der Dativ): serve a esprimere il complemento di termine
  • GENITIVO (Der Genitiv) : serve a esprimere il complemento di specificazione

Gli altri complementi sono espressi da PREPOSIZIONI + uno di questi casi. Come in italiano, quindi, anche in tedesco si possono esprimere alcuni complementi attraverso l’uso di preposizioni, ma dopo occorre sempre declinare l’elemento del discorso che introducono. Non ci si accontenta, perciò, di aggiungere solamente le preposizioni pure e semplici.

Vediamo ora come funzionano le declinazioni in tedesco (questa lezione si integra con quelle presenti nel sito internet associato al blog (URL: parliamotedesco.altervista.org):

DECLINAZIONE DEGLI ARTICOLI E DEI SOSTANTIVI

In tedesco sono presenti parole di 3 generi diversi: maschile (Männlich), femminile (Weiblich) e neutro (Sächlich). Quindi, mentre in italiano le parole possono essere solo o maschili o femminili, in tedesco esiste anche un genere neutro. Cosa determini se una parola è maschile, femminile o neutra è arbitrario, anche se esistono dei trucchetti per capirlo (vai a GENERE DEI SOSTANTIVI).

Essendoci parole di 3 generi diversi, ci saranno anche articoli (determinativi e indeterminativi) di 3 generi diversi, articoli cioè che si mettono davanti a parole di genere maschile, davanti a parole di genere femminile e davanti a parole di genere neutro. Per ciascun articolo è presente una desinenza diversa in ciascuno dei 4 casi, ma la buona notizia è che l’articolo determinativo tedesco, al plurale, è uguale per tutti e 3 i generi, mentre l’articolo indeterminativo, sempre al plurale, ovviamente non esiste. L’articolo Quindi, solo al singolare vi sono 3 diversi articoli determinativi o indeterminativi.

ARTICOLI DETERMINATIVI: der (maschile), die (femminile), das (neutro); die (plurale)

ARTICOLI INDETERMINATIVI: ein (maschile), eine (femminile), ein (neutro)

Generalmente i sostantivi non si declinano, tranne che i SOSTANTIVI MASCHILI e NEUTRI al GENITIVO SINGOLARE (aggiungono una -S/-ES)  al DATIVO PLURALE (aggiungono una -N). Perciò, quando preceduti da articoli declinativi in questi casi, devono aggiungere anche loro delle desinenze.

Lo schema da ricordare è quindi il seguente:

                                                                SINGOLARE                                          PLURALE

                                       M                               F                    N

NOMINATIVO            der ein                die eine         das ein                          die   

ACCUSATIVO         den – einen              die – eine           das  ein                         die

DATIVO                   dem einem             der einer       dem einem                  den (+ N)

GENITIVO             des  eines (+ S/ES)   der  einer       des  eines  (+S/ES)       der

Alcuni sostantivi MASCHILI si declinano in modo diverso da quelli presentati (le desinenze sono colorate in VERDE). Sono i sostantivi appartenenti alla DECLINAZIONE DEBOLE, che vogliono la desinenza -EN in tutti casi al SINGOLARE (tranne nominativo) e al PLURALE.

Lo schema, per questo tipo di sostantivi, è il seguente:

SINGOLARE                     PLURALE

NOMINATIVO                               der – ein                          die (+ EN)

ACCUSATIVO                             den – einen (+EN)            die (+EN)

DATIVO                                       dem – einem (+EN)          den (+EN)

GENITIVO                                   des – eines (+EN)             der (+EN)

Vi sono infine sostantivi MASCHILI che appartengono alla DECLINAZIONE MISTA, che è una via di mezzo tra quella presentata sopra (DECLINAZIONE FORTE) e quella DEBOLE. Questa declinazione è una via di mezzo tra le altre due, e comprende vocaboli che prendono le stesse identiche desinenze della declinazione forte, ma non prendono la -N al dativo plurale perchè il loro plurale è già in -N. Quindi, per declinarli basta ricordare la DECLINAZIONE FORTE.

Come gli articoli determinativi si declinano gli aggettivi dimostrativi e indefiniti:

1) DIESER / DIESE / DIESES = questo/ questa/ questo (neutro)

2) JENER / JENE / JENES = quello/ quella/ quello (neutro)

3) JEDER / JEDE / JEDES = ogni (maschile) /(femminile) /(neutro)

4) MANCHER / MANCHE / MANCHES= qualche (maschile)/(femminile) /(neutro)

Come gli articoli indeterminativi si declinano:

1) KEIN / KEINE / KEIN = nessuno/ nessuna/ nessuno (neutro)

2) GLI AGGETTIVI POSSESSIVI

Per questi ultimi esiste anche il plurale, che è uguale a quello degli articoli determinativi.

E’ ovvio che quando queste parti grammaticali sono precedute da preposizione che regge un determinato caso (nominativo, accusativo, dativo o genitivo) bisogna ricordarsi le declinazioni appena spiegate.

DECLINAZIONE DEGLI AGGETTIVI ATTRIBUTIVI

 Gli aggettivi attributivi (quelli che precedono il sostantivo a cui si accompagnano) si declinano in modo diverso a seconda che siano preceduti da articolo determinativo (o da aggettivo che si declina come un articolo determinativo), indeterminativo (o da aggettivo che si declina come un articolo indeterminativo) oppure non preceduti da niente.

1) ASSENZA DI QUALSIASI ARTICOLO DAVANTI ALL’AGGETTIVO

In questo caso, gli aggetti attributivi si declinano come gli ARTICOLI DETERMINATIVI, ma al posto della desinenza -es al genitivo singolare, aggiungono -en.

2) AGGETTIVO PRECEDUTO DA ARTICOLO DETERMINATIVO (o DA AGGETTIVO CHE SI DECLINA ALLO STESSO MODO)

In questo caso, gli aggettivi attributivi si declinano aggiungendo sempre e solo -en, tranne al nominativo singolare (aggiungono -e) e all’accusativo del femminile e neutro singolare (aggiungono sempre -e).

3) AGGETTIVO PRECEDUTO DA ARTICOLO INDETERMINATIVO (o DA AGGETTIVO CHE SI DECLINA ALLO STESSO MODO)

Questi aggettivi declinano come sopra, solo che al neutro aggiungono -es ogni volta che nella declinazione precedente aggiungono -e, e al nominativo del maschile singolare aggiungono -er:

Lo schema da ricordare è il seguente:

                         MASCH           FEMM                NEU                   PLUR

N                  ere er          – ee /           – es/e /es             –eenen

A                 – enen /en         – e /e /e            – es/ees             – e/enen

D                 – emen / en      – er /en /en      – emen /en        – en/en /en

G                 – en/ en /en     – eren /en        – en/ enen           –eren /en

Per poter ricordare la desinenza, è necessaria molta pratica, ma già da questo schema si può vedere che ci sono alcuni piccoli trucchetti che aiutano a capire come declinare gli aggettivi:

  • quando non preceduto dall’articolo, l’aggettivo stesso “diventa articolo”, cioè si declina come l’ARTICOLO DETERMINATIVO, perchè è come se lo sostituisse. Bisogna solo ricordarsi che al genitivo singolare non esiste la desinenza -es, ma questa diventa -en.
  • quando preceduto da articolo, qualunque esso sia, l’aggettivo aggiunge sempre la desinenza -en sia al singolare che al plurale. Fa eccezione solo il SINGOLARE al NOMINATIVO (tutti i generi) e all’ACCUSATIVO (solo femminile e neutro).
  • Nello specifico, se preceduti da articolo determinativo, i casi che fanno eccezione diventano -e.

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