LA SCRITTURA GOTICA

In Germania (e in generale nei Paesi tedescofoni) su giornali e documenti ufficiali viene talvolta utilizzato un tipo di scrittura molto particolare che non viene invece usato – e talora non è neppure conosciuto – negli altri Paesi del mondo. Questa scrittura tipica della cultura tedesca ricorda molto da vicino le antiche lettere dell’alfabeto medievale, proprio perché nel Medioevo hanno avuto origine i suoi caratteri.

Tale scrittura è per questo nota come “gotica”, dal nome dello stile architettonico presente all’epoca della sua invenzione: il Gotico. Secondo le prime testimonianze scritte, la sua creazione risale all’anno Mille, periodo in cui ebbe un vasto sviluppo soprattutto in Europa settentrionale.

La scrittura gotica andò formandosi dopo la creazione del corsivo carolini inventato da Carlo Magno nel IX secolo d.C. per rendere più facile apprendere a leggere e a scrivere. Inizialmente nata solamente come scrittura delle lettere maiuscole, nel XIV secolo apparvero in gotico anche le lettere minuscole, la cui prima testimonianza di ciò si può trovare nella raccolta poetica tedesca nota come Codex Manesse, conservata oggi a Heidelberg.

Esempio di scrittura gotica.
Esempio di scrittura gotica.

Un secolo più tardi, la scrittura gotica venne completamente soppressa nella maggior parte dei Paesi europei, soprattutto quelli del Sud (Italia e Francia), dove Umanesimo e Rinascimento ebbero una maggiore influenza e un maggiore sviluppo. Col progressivo distaccamento dalle ideologie medievali e l’affermarsi di una filosofia nuova, in questi luoghi venne preferita infatti la “scrittura umanistica”, più semplice e rotonda, dalla quale sono derivati gli stili moderni di scrittura.

Piano piano, dunque, la scrittura più spigolosa ed elaborata del Medioevo venne soppiantata in Europa da un tipo di grafia nuova. Solo in Germania la scrittura gotica continuò a prevalere, e da essa è poi derivata la Textura, uno stile utilizzato nel XV secolo anche da Johannes Gutenberg, l’inventore della stampa (ossia dei caratteri a stampa mobili).

Da essa derivò poi la scrittura Bastarda, oggi non più usata, la quale presentava molti aspetti in comune con la scrittura rotonda umanistica, anche se più spigolosa.

La sua evoluzione furono la scrittura Schwabacher,  e soprattutto la famosissima Fraktur del XVI secolo, che divenne celebre grazie all’imperatore Massimiliano I. La prima opera letteraria scritta con questo stile fu infatti il “Theuerdank”, uno dei capolavori letterari dell’imperatore Massimiliano del Sacro Romano Impero, pubblicato nel 1517 (clicca sul link per saperne di più su quest’opera). Il successo di questo componimento poetico, ispirato alle imprese di gioventù dell’imperatore, determinò anche il successo della sua scrittura per molti secoli.

Infatti, la Fraktur fu molto popolare anche nel Novecento: in Fraktur venivano stampati, negli anni ’30, giornali e proclami del Partito Nazionalsocialista tedesco (partito nazista) poiché giudicati eleganti, solenni e vero patrimonio della cultura tedesca, nonostante la più difficile leggibilità (si pensava infatti che fosse stato l’imperatore stesso a inventarli). Solo nel 1941, con il nascere del sospetto che tutte le scritture gotiche avessero un’origine ebraica (Judenlettern), anche la Fraktur vennero soppressa, passando allo stile Antiqua utilizzato tuttora a livello internazionale per stampare i libri.

Fraktur tedesca.
Esempio di Fraktur tedesca.

Nonostante ciò, è possibile ancora oggi trovare nei Paesi tedescofoni questo tipo di scrittura, soprattutto su giornali e quotidiani. Non solo, ma spesso viene utilizzata anche in altri Paesi per dare un tono più solenne allo stampato.

La Fraktur è costituita da lettere scritte in grassetto, molto scure, che imitano la scrittura degli amanuensi medievali, i quali, non disponendo di penne stilografiche, erano costretti a scrivere utilizzando tempere e pennelli, ricalcando perciò fortemente le lettere. Ciò faceva sì che quest’ultime fossero molto grosse e più difficili da leggere, ed ha inoltre determinato l’espressione “black letters” (lettere nere) con cui gli anglofoni definiscono lo stile Fraktur, rigorosamente a caratteri neri.

Questa scrittura è inoltre molto spigolosa, quasi fatta “a punte”, e con un minore spazio tra le lettere, proprio perché queste sono spesse e ingrandite. E’ il motivo per cui in Germania si usa chiamare la Fraktur e le grafie somiglianti Gebrochene Schriften (“grafie spezzate“), tant’è vero che la stessa parola “Fraktur” deriva da “frattura” in latino (fractura).

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