LA ROSA BIANCA

” La rosa bianca” (Weiße Rose) è stato un movimento politico non violento nato in Germania, che nella Seconda Guerra Mondiale (1939 – 1945) si oppose in maniera decisa alle atrocità commesse dal regime nazista (in particolare alla dittatura del Paese e al genocidio di slavi ed ebrei). Il movimento, composto sia da laici che da religiosi, si fondava sui princìpi cristiani, e soprattutto cattolici, contro i quali il nazismo era accusato di agire.

Il simbolo di questo movimento – la rosa bianca – fu scelto in ricordo dei nobili perseguitati durante la Rivoluzione francese, per indicare che inizialmente esso si opponeva a quello che veniva considerato dai suoi membri il parere unanime del popolo tedesco – accusato di appoggiare fortemente Hitler e le sue ideologie – per portare avanti ideali più nobili ed élitari (la maggior parte degli aristocratici tedeschi, come anche Klaus Stauffenberg, si erano infatti opposti al regime nazista). Si aveva infatti la convinzione che, sebbene la Germania stesse vivendo sotto una dittatura, fosse stata la democrazia a causarla attraverso l’elezione di Hitler nel 1933, con il consenso della maggior parte della nazione. Solo successivamente la Rosa Bianca iniziò a diventare più populista e democratica, e a considerarsi il vero movimento di resistenza tedesco.

Il movimento venne fondato nel 1942 a Monaco di Baviera (si ricorda che la Baviera è ancora oggi un Land a maggioranza cattolica) da alcuni studenti dell’università Ludwig Maximilian, ed ebbe come suoi principali attivisti i giovani Sophie Scholl, suo fratello Hans, Christoph Probst, Alexander Schmorell e Willi Graff, nonché il professor Kurt Huber.

Sophie Scholl.
Sophie Scholl.

Le ideologie della Rosa Bianca si ispiravano al movimento cattolico “Quickborn” fondato nel 1909 dal prete cattolico Bernhard Strehlered, ma anche ad altre figure religiose cattoliche quali il parroco della città di Ulm, Franz Weiss. La principale attività della Rosa Bianca fu la resistenza passiva e la distribuzione di volantini presso la città e l’università che avevano come scopo quello di risvegliare una coscienza antinazista nella popolazione, in virtù del sentimento d’amore e di fratellanza tra tutti gli uomini.

Il movimento, tuttavia, ebbe vita breve: nel febbraio del 1943, dopo neanche un anno, gli studenti che vi avevano preso parte furono tutti arrestati e ghigliottinati per volere dei capi nazisti. All’epoca, avevano tutti meno di 26 anni.

Il processo si svolse il 22 febbraio 1943 davanti al Tribunale del Popolo, durante il quale i giovani furono accusati di alto tradimento per avere incitato alla ribellione in un periodo molto difficile per la Germania, ovvero poco dopo che era stata combattuta la battaglia di Stalingrado e la Russia aveva mosso una spietata controffensiva contro l’azione tedesca.

Ai coraggiosi studenti di Monaco – e in particolare a Sophie Scholl – è dedicato un film tedesco del 2005 dal titolo La Rosa Bianca – Sophie Scholl” (in tedesco: Sophie Scholl – Die letzten Tage, ossia “Sophie Scholl – gli ultimi giorni”), nonché un film tedesco del 1982 chiamato appunto “Die Weiße Rose” e uno sceneggiato italiano del 1971 dal titolo “La rosa bianca” diretto da Alberto Negrin.

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