LA NOTTE DI VALPURGA

La notte di Valpurga (Walpurgisnacht), celebrata tra il 30 aprile e il 1° maggio, è un’antica festa popolare e folkloristica tedesca che ha le sue origini in era pre-cristiana. Durante il paganesimo, infatti, i popoli germanici erano soliti festeggiare, in questa data, la fine dell’inverno e l’arrivo dell’estate. La notte tra la fine di aprile e l’inizio di maggio era considerata magica al pari della notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, in cui i popoli celtici celebrano la festività di Halloween, ossia la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno.

WALPURGISNACHT
“La notte di Valpurga”, dipinto di Gustav Adolph Spangenberg (1862).

Presso le popolazioni celtiche – soprattutto irlandesi – la notte di Valpurga prende il nome di Beltaine (o Beltane), che è il nome con cui in gaelico si indica il mese di maggio, e rappresenta la data opposta ad Halloween. In tedesco, invece, la festa prende il nome da santa Valpurga (o Walpurga), badessa di Heidenheim, una suora inglese dell’VIII secolo vissuta in Baviera e oggi festeggiata il 1° maggio dalla Chiesa cattolica. La festività ha perciò nome “vigilia della festa di Valpurga” così come in inglese “Halloween” significa “vigilia di Ognissanti”, che è la festività celebrata il 1° novembre. Il nome “Walpurgisnacht” fu dato alla festività nel XVII secolo, assieme a quello di “Walpurgis Abend“.

In epoca pagana la notte di Valpurga veniva celebrata con grandi falò propiziatori – spesso utilizzati anche per i sacrifici umani – in cui venivano bruciati gli oggetti appartenenti all’inverno e le rimanenze del raccolto autunnale che era stato conservato per sfamarsi durante la stagione fredda.

Si credeva inoltre che, durante questa notte, le forze del male avessero pieno potere sulla terra, poiché c’era la convinzione che in tutti i riti di passaggio, e durante le festività che segnano l’inizio e la fine di qualcosa, le regole e l’ordine naturale delle cose potessero essere completamente sovvertiti, permettendo anche ai defunti e alle creature infernali di tornare tra i viventi.

In epoca cristiana si cominciò a credere che Santa Valpurga fosse in grado di proteggere i mortali dall’influenza malefica di questi spiriti, ma soprattutto dalle streghe, che in Germania erano particolarmente temute.

Nonostante la “caccia alle streghe” non esista più, la notte di Valpurga viene ancora celebrata in molti paesini tedeschi (soprattutto della Germania settentrionale) con canti, balli, banchetti e falò, proprio come in epoca pagana. I falò che vengono accesi in questa notte nei vari villaggi della Germania settentrionale sono molto famosi e costituiscono l’emblema della festa.

Nel Parco Nazionale dell’Harz, in Sassonia, durante questa festa è usanza percorrere al tramonto il “sentiero delle streghe” (Harzer-Hexen-Stieg), lungo il quale vengono poste sagome a forma di strega in ricordo dell’antica celebrazione pagana, ma anche per indicare la via ai viandanti. Il turista percorre il sentiero rapito dalla bellezza del paesaggio e al tempo stesso con un po’ di brivido lungo la schiena, dovuto all’atmosfera magica del luogo.

L’Harz è uno dei rilievi più importanti della Germania settentrionale, dove spicca il monte Brocken, dove si dice che le streghe vivano ancora, e sul quale ogni anno, per la notte di Valpurga, viene rappresentato il “Faust” di Johann Wolfgang Goethe. Goethe, infatti, assieme a Thomas Mann, è uno degli autori che ha citato la notte di Valpurga nei suoi scritti.

Oltre che in Germania, la festa viene celebrata in molti altri Paesi del Nord Europa, quali l’Olanda, la Svezia e la Finlandia.