LA LEGGENDA DI SIF

Di Sif, la mitologia nordica (germanica e scandinava) tramanda soprattutto la grande bellezza e femminilità. Era infatti considerata la dea più bella di Asgard, il regno degli dèi del Nord Europa, nonché la moglie del bellissimo dio Thor, che era signore del tuono e del fulmine.

Per anni le si è attribuito il ruolo di dea della fertilità e della prosperità, ma su questo punto esistono numerosi pareri contrari. Un dato certo è che di lei era rinomata una caratteristica in particolare, e cioè il fatto di avere lunghissimi capelli fatti d’oro, forgiati dai nani per conto di Thor dopo che Loki, il dio dell’inganno e del fuoco, le aveva tagliato i suoi per dispetto. La caratteristica dei capelli dorati avvalora l’ipotesi che Sif potesse rappresentare proprio la dea della prosperità e delle messi dorate, tant’è che veniva talvolta raffigurata con in mano alcune spighe di grano; ed era appunto moglie di Thor, il dio della pioggia e della tempesta, che è portatrice di fertilità e di abbondanti raccolti. Il gesto di Loki poteva inoltre rappresentare un’allegoria dell’inaridimento dei campi durante l’inverno, ma anche delle foreste a seguito degli incendi. 

SIF
Sif, moglie di Thor, raffigurata da John Charles Dollmann prima che Loki le tagli i capelli

Secondo alcune versioni, Loki, il dio dell’inganno, avrebbe tagliato i capelli di Sif per far dubitare Thor della fedeltà della sua sposa, dal momento che il fatto era avvenuto in sua assenza e che tra le popolazioni del Nord Europa era usanza tagliare i capelli alle donne che si erano macchiate di adulterio. Questo spiega inoltre perché Thor aveva subito preteso che Loki rimediasse all’offesa senza aspettare la ricrescita dei capelli di Sif, costringendolo ad andare fin nelle profondità della terra per fornire alla sposa una nuova chioma più bella e splendente di prima. Per questa leggenda, i poeti scandinavi definivano l’oro, appunto, “chioma di Sif“.

Sif era figlia di Hreth e Mandifari e sorella minore del dio Heimdallr detto “il dio bianco“, difensore degli dèi e del ponte Bifröst, il magico arcobaleno che conduceva presso il regno di Asgard. La parentela tra Sif e Heimdallr non è tuttavia molto chiara, dal momento che la tradizione vuole che quest’ultimo fosse figlio di Odino (il padre degli dèi) e di nove madri diverse. Ma vi erano tuttavia delle somiglianze tra le due divinità: così come di Sif si diceva che avesse i capelli d’oro, di Heimdallr si diceva che avesse i denti fatti d’oro e che si accompagnasse a un galletto e ad un cavallo dorati. Secondo alcuni, Heimdallr poteva essere la personificazione dell’acqua o del mare, e questo giustifica il suo legame sia con Sif, presunta dea del raccolto, sia con Thor. Ad Heimdallr sarebbe stato affidato il compito di uccidere Loki alla fine del mondo, vendicando il torto subìto dalla sorella.
SIF
“Sif”, illustrazione del 1897 di James Baldwin
Come Heimdallr, anche Sif era una valorosa combattente, ed era addirittura considerata una valchiria, cioè una dea guerriera col compito di indicare a Odino i soldati che sarebbero caduti in battaglia e di portarli nel Valhalla (il paradiso degli Asi) una volta caduti, dove sarebbero divenuti Einherjar, i guerrieri del dio Odino. In quanto valchiria, le era quindi associata la figura del cigno, uno degli animali simbolo delle valchirie assieme ai corvi e ai cavalli. Si diceva che la dea avesse il potere di trasformarsi in questo animale, ma le erano sacri anche il cervo e le pietre preziose, due particolari che la accomunano a Freya, dea dell’amore e della bellezza.
SIF MOGLIE DI THOR
“Sif”, illustrazione del 1893 di una pubblicazione Sanders. Nell’illustrazione la dea tiene una cornucopia che ricorda il corno Gjallarhorn del fratello Heimdallr

Di Sif si racconta che ebbe due sposi: prima Orvandil e poi Thor. La radice “sif” si trova spesso in alcune parole dell’antica lingua scandinava o norrena per indicare “il matrimonio“, ma questo nome deriva anche dal tedesco arcaico e significa “parentela acquisita“.

Da Orvandil (da cui può essere derivato il nome scandinavo Horwendill o l’inglese Orwendel), il gigante di ghiaccio, Sif aveva avuto Ullr, considerato il dio della caccia o delle battaglie e, secondo alcuni popoli, anche della neve e dell’inverno, ma anche del sole e del cielo. Rappresentato come un dio lucente – come la maggior parte degli dèi benevoli di Asgard – abitava nelle foreste di Ýdalir, dove si dedicava a combattere i demoni con il suo arco di tasso, albero a lui sacro. Si diceva inoltre che avesse inventato lo sci – invenzione attribuita anche alla dea Skadi – e che si divertisse spesso a usare questa sua invenzione, anch’essa costruita con legno di tasso, per scendere dalle montagne innevate. Dal suo nome e dal nome del dio Tyr – signore della guerra – è probabile che derivi il nome “Tirolo“.

ULLR
Il dio Ullr

Da Thor, Sif aveva avuto invece la dea Thrud e il dio Mòdi. La prima era una dea guerriera, anch’essa valchiria, personificazione della forza. Una leggenda vuole che questa dea avesse il potere di decidere il buono e il cattivo tempo atmosferico, mentre Mòdi era chiamato “l’arrabbiato” o “il selvaggio” e rappresentava l’uragano e la tempesta, proprio come Thor.

Tutti questi elementi fanno presumere che Sif rappresenti, se non la fertilità, comunque la “madre terra”: essere sposa di Orvandil e madre di Ullr, nonché privata dei suoi capelli da Loki, potrebbe essere l’allegoria dell’aspetto arido e brullo che la terra assume durante l’inverno; invece il matrimonio con Thor, che avrebbe saputo procurarle dei capelli nuovi per mezzo dello stesso Loki, dio del fuoco, potrebbe rappresentare la capacità della terra di dare nuovamente origine alle messi una volta bagnata dalle piogge primaverili e riscaldata dal fuoco dell’estate.

Sulla sua identità restano tuttavia numerosi dubbi. Certo è che questa dea rappresenta una delle figure femminili più belle e interessanti della mitologia germanica e norrena, e giustifica il fatto che fosse invocata da queste popolazioni come dea del destino, anche in virtù delle sue doti divinatorie (un altro nome di Sif era appunto “Sibil” o “Sibilla“), altra caratteristica in comune con Freya, ma anche con la dea Frigg, moglie di Odino.

(Tutte le immagini contenute in questa pagina sono di pubblico dominio. Le informazioni provengono dall’ Edda in prosa scritta da Snorri Sturluson nel XIII secolo e da https://storiaefantasydotcom1.wordpress.com/2016/09/19/miti-nordici-sif-la-dea-dai-capelli-doro/).

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