LA LEGGENDA DI HEIMDALLR

Nella mitologia germanica, il dio Heimdallr (in tedesco: Heimdall o Heimdalir) era il fratello maggiore di Sif, la moglie di Thor, rispettivamente la dea della prosperità e il dio della tempesta e del tuono.

Il perchè della parentela con Sif non è molto chiaro: si diceva infatti che Heimdallr fosse figlio di nove madri diverse e non di una sola, mentre il padre veniva talvolta indicato con Odino, a sua volta padre di Thor. Ciononostante, Heimdallr non viene mai indicato nelle Edda (racconti di mitologia nordica in prosa e in poesia scritti nel XIII secolo) come fratello di Thor.

HEIMDALLR
“Il dio Heimdallr”. Da un manoscritto islandese del XVIII secolo.

Di Heimdallr si diceva che fosse un dio splendente di luce e che fosse inoltre un valoroso soldato e un esperto guerriero. Veniva indicato come il guardiano del regno di Asgard (il regno degli dèi del nord) e il possessore del corno Gjallarhorn ( “Corno risuonante“) che suonava per segnalare l’avvicinarsi di un qualche pericolo (ma talora anche come coppa per bere idromele, la bevanda servita ai guerrieri di Odino). Il suono del corno di Heimdallr era detto essere così forte da poter essere udito in ogni angolo di Asgard, e si tramandava inoltre che quello stesso corno avrebbe segnalato l’inizio del Ragnarök (la fine del mondo), durante il quale ci sarebbe stato il fatidico scontro tra il bene e il male.

Ad Heimdallr venivano inoltre attribuite alcune doti portentose, come la capacità di restare sveglio molto più a lungo delle altre divinità ed un’acutissima vista, nonché un finissimo udito. Per ricevere queste capacità, era stato sottoposto fin dalla nascita a numerosi riti di iniziazione, grazie ai quali si era guadagnato l’incarico di guardiano del regno degli Asi. La prima di queste prove era stato l’HeimdOr, una specie di “battesimo” con cui era stato cosparso di terra, gocce del gelido mare del Nord e sangue di maiale consacrato, per infondergli forza e coraggio. Più tardi aveva dovuto anche rinunciare a un orecchio al fine di poter ottenere dall’altro un udito eccezionale, in analogia con il re degli dèi, Odinoche aveva rinunciato a un occhio per ottenere tutta la conoscenza dell’universo.

Oltre alla custodia di Asgard, un altro compito di Heimdallr era sorvegliare il ponte Bifröst (ovvero l’arcobaleno), il mitologico ponte che collegava Asgard (“regno degli dèi o Asi”) a Midgard (“regno di mezzo”, cioè il mondo degli uomini) per impedire il passaggio dei mortali che avessero voluto varcarlo prima del tempo al fine di conoscere l’inaccessibile luogo in cui vivono gli dèi. La sua dimora era però situata a Himinbjörg, cioè il “monte del cielo” o “monte del paradiso” (in tedesco moderno: “Himmelberg”), che emanava una luce accecante e bianchissima.

Due creature alle quali si accompagnava Heimdallr erano il gallo dorato Gullinkamb – in tedesco arcaico significava  “Pettine d’oro” – che aveva il compito di svegliare ogni mattina i soldati di Odino (in norrenoEinherjar) per incitarli alla battaglia, e il cavallo Gultopp, il cui nome in tedesco arcaico significava “Pentola d’oro“, come allusione alla sua chioma dorata; tuttavia, esiste il dubbio che possa essere invece la storpiatura della parola tedesca “Galopp“, cioè “galoppo”.

L’origine del nome “Heimdallr” è invece piuttosto incerta: si pensa che derivi da “Heim“, che in tedesco significa “Casa, focolare“, ma ancora oggi il dibattito è aperto. Veniva chiamato anche “Il dio bianco“, suo appellativo più famoso, poiché emanava la stessa luce bianchissima della sua casa di Himinbjörg. Ma il suo aspetto, benché splendente, aveva tuttavia un che di inusuale: oltre al fatto di essere senza un orecchio, si diceva che Heimdallr portasse un copricapo con corna d’ariete e un bastone fatto delle stesse corna ripiegate su se stesse. Questo giustifica il suo soprannome di “Bastone piegato“, anche se in alcune raffigurazioni non si tratta di un bastone vero, ma è lo stesso corno Gjallarhorn ad avere una strana forma, avvolta su se stessa, tale da sembrare un bastone.

HEIMDALLR E GJALLARHORN
Heimdallr e il suo corno Gjallarhorn. Sulla testa ha un copricapo a forma di galletto, simbolo di Gullinkamb. Illustrazione di Lorenz Frølich (1895).

Un altro soprannome di Heimdallr era “Denti d’oro“, anche se non è certo se questo appellativo fosse riferito al suo aspetto splendente o al fatto che avesse i denti d’oro. E’ comunque più probabile la seconda ipotesi, dal momento che al dio venivano attribuiti anche due animali dorati, nonché la parentela con Sif, la dea dai capelli forgiati dello stesso metallo.

Forse lo strano copricapo con le corna d’ariete gli veniva attribuito per il fatto che i vichinghi (ma anche i bretoni moderni) erano soliti chiamare la schiuma delle onde del mare “pecora” o “montone“: secondo gli studiosi di mitologia norrena – anche se non con certezza – Heimdallr potrebbe essere il dio della schiuma delle onde del mare o delle maree, o addirittura dell’acqua, cosa che spiega il suo aspetto luminoso e il fatto che avesse il compito di presidiare un ponte. Si ricorda inoltre che il ponte Bifröst era la rappresentazione dell’arcobaleno, fenomeno legato alla pioggia (e quindi all’acqua) e che Heimdallr aveva una parentela con Thor, il dio della tempesta. Il fatto di avere i denti d’oro potrebbe inoltre alludere alla colorazione gialla delle onde del mare all’alba e al tramonto, e le nove madri che concepirono Heimdallr ai nove cicli delle onde marine.

HEIMDALLR E L'ACQUA
Foto by parliamotedesco.altervista.org/blog/

Il tema dell’ “acqua” è infatti associato spesso a questa divinità: si racconta, ad esempio, di un primo duello avvenuto tra Heimdallr e Loki, dio del caos e dell’inganno, sotto le sembianze di due foche nelle acque di un fiume, per il possesso della collana della dea Freya.

Di Heimdallr si diceva anche che avrebbe ucciso definitivamente Loki durante il Ragnarök (il duello finale alla fine del mondo), ma che in tale occasione sarebbe stato egli stesso, a sua volta, ucciso dal proprio avversario. La morte di Loki per mano di Heimdallr è un’altra prova del fatto che quest’ultimo possa essere il dio dell’acqua, dal momento che Loki rappresentava anche il dio del fuoco e che nel Ragnarǫk ogni divinità sarebbe caduta per mano del suo alter-ego. Si raccontava però che Heimdallr fosse stato già ferito a morte una prima volta per mezzo di un proiettile fabbricato con una testa umana, e che poi fosse stato resuscitato. Questo mito spiega perché presso i popoli del Nord Europa il cranio umano venisse chiamato anche “Spada di Heimdallr”.

Heimdallr e il galletto Gullinkamb con la spada recante una testa vicino all’elsa, e dietro il ponte Bifröst. Illustrazione di Johan Thomas Lundbye pubblicata in Johansen, P. Nordisk Oldtid og Dansk Kunst (1907).

Heimdallr era considerato inoltre il padre di tutti gli uomini, e questo spiega nuovamente il suo legame con Thor, che veniva reputato un dio molto vicino all’umanità. Non solo, ma anche è un altro elemento a favore della sua identificazione con l’acqua, dal momento che da essa sorge la vita.

Secondo la tradizione, Heimdallr avrebbe generato gli uomini con tre donne mortali diverse: dalla più anziana sarebbero nati gli schiavi (in norreno thrall), dalla seconda gli uomini liberi (in norreno karl) e dalla più giovane i nobili (in norreno jarl). Queste tre tipologie di uomo e di ceto sociale rappresentavano di fatto le tre classi sociali in cui era divisa la società dei vichinghi.

(Tutte le immagini presenti in questa pagina sono di dominio pubblico. Le informazioni provengono dalle Edda in prosa e in poesia del XIII secolo e da https://it.wikipedia.org/wiki/Heimdallr).