LA LEGGENDA DI FREYR

Il dio Freyr (anche chiamato Frey, o Frei in tedesco) era uno dei più importanti dèi del nord.

Fratello (forse gemello) della dea Freya, era figlio del dio del mare, Njörd (o Njördr), una divinità minore della mitologica nordica e germanica, e precisamente un Vanir. Non vi sono invece notizie certe su chi fosse la madre, sebbene lo scrittore islandese Snorri Sturluson, autore di una della più importanti raccolte di leggende di mitologia nordica (le “Edda in prosa” del XIII secolo) afferma che fosse addirittura la sorella di Njörd, poiché presso i Vanir era consentito il matrimonio tra parenti di primo grado.

Si racconta che i due fratelli Freyr e Freya, ancora in fasce, furono affidati a Odino dal loro stesso padre per far cessare la guerra tra i Vanir e gli Asi (gli dèi maggiori, comandati da Odino). Odino, ben disposto verso i due bambini, li allevò presso gli Asi nel castello di Asgard e ne fece entrambi gli dèi dell’amore e della bellezza.

FREY
“Freyr”, immagine di Johannes Gehrts del 1901. Pubblico dominio. Tratto da Wikipedia in italiano.

Al dio Freyr e a sua sorella Freya era per questo dedicato il giorno del venerdì (in tedesco Freitag e in inglese Friday) che presso i latini era consacrato a Venere, appunto la dea romana della bellezza e dell’amore. E’ però ancora dubbio se “Freitag” e “Friday ” non derivino piuttosto dal nome della dea Frigg, la moglie di Odino spesso identificata con Freya. Lo stesso nome di Freyr viene talora tradotto “Friggo” in alcuni racconti di mitologia nordica (l’ “Edda poetica“).

Oltre a essere gli dèi dell’amore e della bellezza, Freyr e Freya erano anche le due divinità della ricchezza: si diceva infatti che possedessero lacrime dorate e che talora vestissero di abiti cuciti d’oro.

Tuttavia, l’aspetto dei due fratelli era tutt’altro che elegante: entrambi avevano sembianze piuttosto rozze e silvestri e, se Freya era spesso immaginata vestita di verde con fiori sulla gonna e sui capelli, Freyr veniva più spesso rappresentato a torso nudo e con un mantello di pelliccia, anche se non mancano le raffigurazioni in cui è vestito di verde come la sorella, a simboleggiare la natura silvestre dei due dèi e la loro consuetudine a trascorrere il tempo nel bosco, accanto agli animali selvatici.

Veniva inoltre rappresentato con i capelli lunghi e la barba lunga e incolta, fatto che gli donava un aspetto ancor più trascurato e selvaggio, sebbene fosse dotato di bei lineamenti. Proprio per accentuare questo suo lato silvestre, Freyr veniva anche rappresentato accanto – o addirittura in groppa – a un cinghiale dalla pelliccia dorata chiamato Gullinbursti, opera dei nani figli di Ivaldi. Questo animale era sacro al dio Freyr, poiché simboleggiava l’istinto e il comportamento selvaggio e bestiale, quasi nel tentativo di alludere ad una natura lussuriosa in questa divinità, sebbene nelle storie di mitologia nordica non gli venga mai attribuito un tale atteggiamento in maniera esplicita.

Nelle “Edda in prosa” viene anzi narrato di come il dio della giustizia Tyr avesse una volta difeso Freyr da tali accuse formulate dal malvagio dio Loki, ribadendo che l’amico fosse invece un dio buono, gentile e morigerato. Si diceva infatti che Freyr fosse il dio della pace, che in tedesco si dice appunto “Friede” (dal nome della divinità in tedesco: “Frei “) e che avesse assunto tale ruolo sin da bambino, quando, riuscendo a placare le ire di Odino, aveva posto fine alla guerra tra Asi e Vanir.

Freyr non era infatti solo il dio dell’amore, ma anche di tutto ciò che dà piacere agli esseri viventi come la bellezza, il romanticismo e la libertà (che in tedesco si dice appunto “Freiheit “, mentre “libero” si dice “frei “, dal nome del dio). Era quindi il dio dell’abbondanza e del benessere, e non solo dal punto di vita economico.

Di Freyr viene narrato il profondo amore per la dea Gerdr (in norreno “Gerðr”, a volte chiamata anche Gerthr), la bellissima gigantessa figlia di Gymir, che il dio vide per la prima volta sedendosi sul trono di Odino (Hlindskialf), dal quale si poteva scorgere tutto il mondo conosciuto. Secondo la mitologia nordica, solo la dea Frigg poteva condividere il trono con Odino, e questo suggerisce un’ulteriore identificazione di Freyr con una specie di “Frigg” al maschile.

Per sposare Gerdr, Freyr aveva dovuto rinunciare alla sua preziosissima spada e al suo magico destriero Blodughofi, capace di attraversare le fiamme. Si racconta infatti che tali doni furono pretesi da uno dei servitori di Freyr, Skìrnir, per poter corteggiare la bella Gerdr a nome del padrone, e solo dopo una lunga contrattazione la fanciulla aveva ceduto alle insistenze della divinità, convolando con lui a giuste nozze nel bosco di Barri o Barrey. Non è certo se questo nome derivi dal protogermanico o dall’inglese “barley ” che significa “orzo“, ma è comunque possibile. La gigantessa Gerdr potrebbe essere infatti una delle divinità della terra e del raccolto, capace di far crescere una messe d’orzo grazie al matrimonio col figlio del dio del mare, elemento capace di rendere fertili anche le terre più aride.

La figura di Freyr è stata spesso associata, dagli studiosi di mitologia nordica, sia con il mare che con il sole, per via del suo legame con l’oro, ed è perciò molto probabile che il suo matrimonio con Gerdr simboleggi appunto il raccolto nato dall’unione della terra o con l’acqua o con il sole. Anche nella mitologia classica, infatti, alla dea dell’amore veniva spesso attribuito il ruolo di creatrice della natura e di tutti gli esseri animati e inanimati, come cita il poeta latino Lucrezio nella sua “Invocazione a Venere“: “Venere creatrice, che popoli le costellazioni vaganti, il mare solcato da navi e le terre fertili, solo grazie a te viene generato ogni essere vivente…” (dal “De Rerum Natura”). Non solo, ma anche nel mito della dea Venere è presente un legame con l’acqua del mare, dal momento che la leggenda vuole che sia nata dalle onde, dentro una conchiglia.

Non mancano le antiche raffigurazioni di Freyr come un dio splendente di luce al pari di Baldr, e viene narrato che si innamorò di Gerdr dopo averla vista irradiare la stessa luce divina. 

Il matrimonio tra Freyr e Gerdr fu molto felice, e da esso nacque il dio Fjölnir. E’ da qui possibile notare un parallelismo tra il matrimonio di Freyr con Gerdr e quello del padre, Njörd, con la gigantessa Skadi, la dea delle montagne, matrigna di Freyr e Freya.

NJÖRDR, DIO DEL MARE
Ritratto del dio Njörd, padre di Freyr. Autore: Fredrik Sander (1893). Pubblico dominio.

A Freyr, in quanto figlio del dio del mare, veniva attribuito il possesso della nave Skidhbladhnir (forgiata anch’essa dai nani, come il cinghiale Gullinbursti) che era capace di navigare sempre col vento a favore, e il dio veniva per questo invocato dai marinai per riuscire nei loro viaggi.

Proprio per la forte analogia tra Freyr e Frigg (o anche tra Freya e Frigg), Freyr era considerato il dio protettore dei matrimoni, al pari della sposa di Odino. Veniva invocato dalle fanciulle desiderose di convolare a giuste nozze o dalle spose per aumentare la loro prolificità. Gli era inoltre sacro il mese di dicembre, e soprattutto i giorni vicini al solstizio, proprio come per la dea Frigg.

Oltre a Skìrnir, a Freyr vengono attribuiti anche i servitori Byggvir e Beyla, e il possesso della residenza chiamata Alfaheimr, a lui donata dagli Asi.

Uno dei suoi simboli era anche il cervo, in ricordo della battaglia in cui uccise il gigante Beli utilizzando un paio di corna di cervo in quanto privo della sua spada (che aveva dovuto donare al suo servo per conquistare Gerdr).

Un fatto molto interessante è che un altro nome con cui veniva chiamato Freyr era Ing o Yngvi, per questo si diceva che fosse il capostipite della famiglia reale svedese degli Ynglingar. E’ anche possibile che dal suo nome derivi quello della stirpe degli Angli, che mescolandosi ai Sassoni hanno dato origine agli Anglosassoni.

La mitologia nordica narra della morte del dio che sarebbe avvenuta nel giorno del Ragnarǫk, la fine del mondo: privo della sua spada e del suo destriero, Freyr avrebbe dovuto fronteggiare disarmato il gigante di fuoco Surtr (secondo alcune versioni del mito, marito della dea degli inferi Hel) suo alter-ego, essendo Freyr il dio del mare, o comunque da esso discendente. Il destino di Freyr sarebbe stato quello di soccombere davanti al suo nemico, assieme a molti altri dèi destinati a non tornare più in vita.

(Informazioni tratte dall’Edda poetica e in prosa del XIII secolo. Pubblico dominio).

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