LA LEGGENDA DI BALDR

Baldr, anche noto come Balder o Baldur, era una divinità molto amata presso gli antichi popoli germanici e scandinavi.

Figlio di Odino e di Frigg (o Frigga), rispettivamente re e regina degli dèi maggiori del Nord Europa (chiamati anche Asi), Baldr era la personificazione del sole e della luce, per questo rappresentato come un giovane uomo lucente, dai capelli candidi come la neve e irradiante luce. Per questa ragione è possibile che rappresentasse anche il dio della sapienza e dell’intelletto, ossia della “luce della conoscenza”.

BALDR
Illustrazione di Baldr di Elmer Boyd Smith (1902) “Each arrow overshot his head” (Ogni freccia trapassi la sua testa) tratta da “I giorni del gigante: Un libro di favole”.

Baldr era lo sposo di Nanna, dea della quale apprendiamo pochissimo dalle Edda, cioè dai racconti di mitologia nordica scritti da Snorri Sturluson nel XIII secolo. Sappiamo però che il figlio di Baldr e di Nanna era Forseti, dio della pace, ma anche della giustizia e della verità. Questo particolare, assieme al fatto che gli stessi Odino e Frigg venivano descritti come gli dèi della sapienza e dell’intelligenza, avvalora la tesi che Baldr potesse essere il dio dell’intelletto.

Da Odino si diceva che avesse ereditato l’anello Draupnir, forgiato dai nani, che aveva la capacità di aumentare le ricchezze del suo possessore e di moltiplicarsi per otto volte ogni nove giorni.

Baldr e Forseti erano due divinità benevole, entrambe rappresentate come lucenti. Di Baldr, soprattutto, veniva tramandato che avesse il cuore più puro di tutti gli dèi, e che abitasse nel Breiðablik (dall’inglese “bright“, cioè “luminoso”, anche se in islandese la parola significa “grande splendore“), un luogo lucente situato nel cielo, dove niente di impuro poteva arrivare.

Al contrario, Hodur (o in norreno Höðr”), fratello di Baldr, rappresentava il dio della guerra e della discordia, ed era perciò un dio più malevolo. Diversamente da Baldr che irradiava luce in ogni luogo, Hodur era cieco dalla nascita, e pertanto perennemente avvolto nell’oscurità, simbolo dell’aggressività e dell’incapacità di mediazione. Inoltre, a causa della sua cecità, Hodur veniva spesso lasciato in disparte dagli altri Asi e non partecipava ai momenti conviviali degli altri dèi, fatto che sottolineava ancor più la sua incapacità di dialogo.

Entrambi figli di Frigg e di Odino, quest’ultimo raffigurato cieco da un occhio e pertanto metà oscuro e metà luminoso, è possibile che Hodur e Baldr rappresentassero i due ambiti in cui spesso veniva invocato l’aiuto del dio, ossia in battaglia ma anche al fine di accrescere la propria conoscenza.

Baldr veniva anche descritto come il figlio prediletto di Frigg, la signora del cielo. Tale particolare può derivare forse dal fatto che Baldr era il simbolo del sole, cioè uno degli astri del cielo, o forse dal fatto che la luce da cui era circondato rappresentava il suo potere di chiaroveggenza, del cui dono si diceva possedere anche Frigg.

Il mito di Baldr era legato soprattutto a quello della fine del mondo, il Ragnarök, durante il quale si tramandava che vi sarebbe stato un breve predominio del male sulle forze del bene. Si raccontava infatti della morte prematura di Baldr come presagio di morte e distruzione del mondo, nonché evento anticipatore la morte di quasi tutte le divinità del Nord durante il Ragnarök.

Secondo il mito, un giorno Baldr cominciò ad avere una serie di sogni premonitori che ne annunciavano la fine imminente, significato che gli venne confermato anche da Hel (o Hella), dea dell’inferno e figlia del dio malevolo Loki, conoscitrice del destino di tutte le anime.

Per impedire il verificarsi di un tale evento, Frigg fece fare un giuramento solenne a tutto il creato, ossia di non nuocere mai in alcun modo a suo figlio Baldr. L’unica pianta che non prestò giuramento fu un giovane arbusto di vischio, o perché cresciuto in un punto troppo buio e lontano per essere visto, o perché considerato innocuo dalla stessa dea (esistono entrambe le versioni del mito).

Divenuto invulnerabile, Baldr sfidava continuamente gli dèi a colpirlo a turno con qualsiasi oggetto, per dimostrare la sua forza e il suo sprezzo del pericolo, sicuro che nessuno avrebbe potuto scalfirlo. In particolare, questi giochi si svolgevano durante momenti di ritrovo tra dèi, ai quali Hodur non poteva partecipare. In tale occasione, il dio Loki – forse per gelosia oppure spinto dalla sua indole malvagia – ne approfittò per uccidere Baldr con l’aiuto di Hodur: con la scusa di aiutarlo a prendere parte ai giochi, Loki convinse Hodur a tirare con l’arco, verso il fratello, il rametto di vischio che si era sottratto al giuramento solenne (della cui esistenza Loki aveva saputo da Frigg travestendosi da ancella) causando la morte istantanea di Baldr.

Dopo la morte di quest’ultimo, anche Nanna perse la vita per il gran dolore, e insieme al suo sposo fu deposta nella stessa tomba da Odino, per poi andare a occupare la fossa infernale presieduta da Hel. Si racconta che, prima della deposizione, Odino sussurrò nell’orecchio del figlio alcune misteriose parole che non furono mai udite né tramandate da nessuno.

LA MORTE DI BALDR
“La morte di Baldr”, dipinto di Christoffer Wilhelm Eckersberg (1817)

Come punizione per l’accaduto, Hodur venne ucciso da Váli, uno dei figli illegittimi di Odino, mentre Loki venne legato a una roccia e costretto a un terribile supplizio, cioè a venire corroso in volto da un serpente velenoso.

A nulla servirono i tentativi di riportare Baldr in vita, come ad esempio il tentativo di mediazione con Hel da parte di Hermod detto “il coraggioso“, un altro dei figli di Odino. A Hermod, Hel promise infatti di riportare Baldr in vita solo se tutti gli esseri viventi, mortali o immortali, avessero pianto sinceramente la sua morte; ma Loki, sotto le sembianze della gigantessa Thokk, rifiutò di versare lacrime per lui, facendo sì che il dio non potesse resuscitare.

ULTIME PAROLE DI ODINO A BALDR
“Le ultime parole di Odino a Baldr”, illustrazione di W.G. Collingwood (1908) apparsa su “The Elder or Poetic Edda; commonly known as Sæmund’s Edda”. Pag. 39.

Tuttavia, esiste anche un lieto fine alla vicenda: viene infatti tramandato che Baldr – assieme a Nanna e al fratello Hodur – resusciterà dopo il Ragnarök, la fine del mondo, assieme ai figli del dio Thor.

(Tutte le immagini contenute in questa pagina sono di pubblico dominio. Le informazioni contenute provengono dall’Edda in poesia e in prosa, quest’ultima scritta nel XIII secolo da Snorri Sturluson).

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