LA GUERRA DEI TRENT’ANNI

La Guerra dei Trent’Anni (1618- 1648) fu un importante conflitto europeo che vide schierati l’uno contro l’altro cattolici e protestanti. Il conflitto si concluse con la vittoria della fazione protestante, e portò a numerosi e significativi rovesciamenti politici.

PREMESSE:

All’epoca in cui il conflitto ebbe inizio, sul trono del Sacro Romano Impero era Ferdinando II d’Asburgo (1578-1637), il quale dette inizio a un periodo di crisi all’interno del regno di Boemia revocando al Paese, nel 1617, la libertà di culto ai protestanti concessa da suo zio Rodolfo II, imperatore prima di lui. Il regno di Boemia, inizialmente indipendente, era sottomesso al dominio asburgico dal 1526, anno in cui era salito al trono Ferdinando I, fratello minore dell’imperatore Carlo V.

FERDINANDO II D'ASBURGO
Ferdinando II d’Asburgo.

La decisione di Ferdinando II dette origine alla “crisi boema”, che ebbe luogo dal 1618 al 1619 e portò a una serie di sommosse da parte dei luterani del luogo, la cui più famosa è nota come “terza defenestrazione di Praga” (Dritter Prager Fenstersturz) che avvenne il 23 maggio 1618.

Per “defenestrazione”, in Boemia si intendeva l’atto di gettare letteralmente dalla finestra, uccidendo, i membri di una determinata fazione politico-religiosa. La prima defenestrazione di Praga era avvenuta il 30 luglio 1419, quando una folla di hussiti guidati dal condottiero Jan Žižka aveva lanciato dalla finestra alcuni membri cattolici del consiglio comunale durante una processione, per farli ricadere su delle lance rette da alcuni loro alleati. Questo fatto aveva dato origine alle guerre hussite che si consumarono dal 1419 al 1434. 

La seconda defenestrazione, invece, aveva avuto luogo il 24 settembre 1483 tra hussiti conservatori e hussiti radicali (vai anche alle pagine SCISMA D’OCCIDENTE e GUERRE HUSSITE per saperne di più su questi due eventi storici). Infine, la terza defenestrazione del 1618 causò la morte di diversi aristocratici cattolici in terra boema, che vennero gettati dalla finestra del castello di Praga causando l’ira dell’imperatore Ferdinando e la sua dichiarazione di guerra alla fazione protestante.

Per tutta risposta, nel 1619 i boemi decisero di nominare loro nuovo re il duca protestante Federico V del Palatinato, dichiarando Ferdinando II decaduto, e questo convinse gli Asburgo di Spagna, imparentati con gli Asburgo di Germania, ad allearsi con l’imperatore per muovere guerra contro la Boemia.

SCHIERAMENTI:

La guerra dei Trent’Anni vide schierarsi i duchi cattolici tedeschi – alleati con la Spagna – contro la Boemia, comandata dal Palatinato a partire dal 1619, e i suoi alleati i duchi protestanti, la Svezia e la Danimarca. Le maggiori potenze cattoliche europee, quindi, attraverso quattro diverse fasi, mossero guerra contro quelle protestanti, dando inizio ad un conflitto di natura sia politica che religiosa.

 Inaspettatamente, con la Boemia si schierò anche la cattolicissima Francia di Luigi XIII e del suo primo ministro il cardinale Richelieu, i quali vedevano nella vittoria un’occasione per frenare le mire espansionistiche asburgiche iniziate già con Carlo V.

PRIMA FASE: FASE BOEMO-PALATINA (1618-1625):

La prima fase della Guerra dei Trent’Anni viene chiamata FASE BOEMO-PALATINA (1618-1625), la quale vide coinvolti solo gli eserciti boemo-palatini contro i ducati tedeschi cattolici e la Spagna.

 L’8 novembre 1620 i due eserciti si scontrarono nella Battaglia della Montagna Bianca (Die Schlacht am Weißen Berg), dove i protestanti ricevettero una sonora sconfitta e Ferdinando II riuscì a spodestare Federico V costringendolo alla fuga. In seguito a ciò, il Palatinato venne assegnato a Ferdinando II d’Asburgo, e la Boemia riconfermata dominio asburgico.

SECONDA FASE: FASE DANESE (1625-1630):

Per paura delle mire espansionistiche degli Asburgo, in Europa iniziarono a formarsi coalizioni anti-asburgiche, la prima delle quali sorse nella protestante Danimarca comandata dal re Cristiano IV. Entrato in guerra a favore della coalizione protestante, questi fu tuttavia sconfitto dall’ammiraglio Albrecht von Wallenstein nella battaglia di Wolgast, in Pomerania, nel 1628.

Nel 1629 Ferdinando II promulgò l’Editto di Restituzione (Restitutionsedikt) col quale pretese la restituzione alla Chiesa dei territori e delle proprietà confiscate dai protestanti, ma questa decisione non ottenne l’approvazione della fazione avversaria, e spinse invece altri Paesi europei a entrare in guerra a favore di quest’ultima.

TERZA FASE: FASE SVEDESE (1630-1635):

Nel 1630 il re di Svezia Gustavo II Adolfo decise di appoggiare la fazione protestante, essendo un protestante egli stesso e temendo per l’indipendenza del proprio Paese. Pertanto, nel 1632 il suo esercito si scontrò con le truppe di von Wallenstein a Lützen, in Sassonia (battaglia di Lützen del 16 novembre 1632), dove fu la Svezia ad avere la meglio, sebbene Gustavo Adolfo perse la vita costringendo l’esercito svedese ad abbandonare definitivamente lo schieramento militare. In più, il 6 settembre 1634 la Svezia fu sconfitta dai cattolici nella battaglia di Nördlingen, in Baviera.

GUSTAVO II ADOLFO DI SVEZIA
Gustavo II Adolfo di Svezia.

QUARTA FASE: FASE FRANCESE (1635-1648)

Infine fu la Francia, sotto il regno di Luigi XIII, l’ultima ad entrare in guerra a fianco della fazione protestante. In particolar modo il cardinale Richelieu, primo ministro francese, decise per l’entrata in guerra del Paese, sebbene notoriamente di religione cattolica ed egli stesso ecclesiastico cattolico, per frenare le mire espansionistiche degli Asburgo, che in caso di vittoria avrebbero potuto avanzare pretese sulla Francia anche a causa del matrimonio tra Luigi XIII e Anna d’Austria, imparentata sia con gli Asburgo di Spagna che del Sacro Romano Impero.

IL CARDINALE RICHELIEU
Il cardinale Richelieu.

La guerra non venne tuttavia ultimata da Richelieu, poiché questi morì nel 1642 e gli subentrò il cardinale italiano Giulio Raimondo Mazzarino, nominato nuovo primo ministro francese. Durante questa fase del conflitto, anche l’imperatore Ferdinando II morì (1637), e la guerra fu proseguita dal suo successore Ferdinando III. 

Le battaglie decisive furono quella di Zusmarshausen del 1648 e quella di Lens dello stesso anno, in cui l’esercito francese inflisse una sonora sconfitta alle armate imperiali, decretando la fine della guerra e la netta vittoria della fazione protestante.

(Per saperne di più, vai anche alla pagina su LUIGI XIII E IL CARDINALE RICHELIEU del blog di Francesefacile.altervista.org).

CONCLUSIONI:

La guerra si risolse con la pace di Vestfalia (o Westfalia) del 1648, e le conseguenze per la fazione cattolica furono a dir poco devastanti: il Sacro Romano Impero, infatti, si frammentò del tutto, non riuscendo più gli Asburgo a riunire tutti i territori tedeschi sotto un’unica religione: quella cattolica. Il nome “Sacro Romano Impero”, nato nell’ 800 d.C. con Carlo Magno per riunire attorno a sé tutta la cristianità occidentale, perse il suo significato originale e divenne un appellativo legato unicamente alla tradizione, ma del tutto vuoto ai fini politici.

Al posto dei ducati, nelle terre dell’impero sorsero i principati (regni o arciducati), ciascuno di religione o cattolica o protestante, i quali determinarono la sostituzione del titolo di “duca” con quello di “principe” rivolto verso i propri signori. Il titolo di imperatore del Sacro Romano Impero, tuttavia, rimase definitivamente agli Asburgo fino al 1806, quando venne sostituito dal titolo di imperatore d’Austria. Gli Asburgo persero il dominio sulla Germania ma lo conservarono in Austria (di cui già erano arciduchi), Boemia, Croazia e Ungheria fino al 1918.

Inoltre, con la pace venne sancita anche l’indipendenza della Province Unite dell’Olanda, le quali non furono più sotto l’egemonia spagnola.

La Francia, infine, riuscì ad affermarsi come grande potenza europea e ad ottenere i territori dell’Alsazia e della Lorena, il Rossiglione e l’Artois.

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