“LA CANZONE DEI NIBELUNGHI”

“La Canzone dei Nibelunghi” (Nibelungenlied), chiamata anche “Canto dei Nibelunghi“, è un antico poema epico tedesco del XIII secolo diviso in due parti principali: nella prima si raccontano le avventure dell’eroe Sigfrido (Siegfried), nella seconda la vendetta della sua sposa Crimilde (Kriemhild) verso gli assassini dell’amato.

La sua complessità e bellezza lo rendono il più famoso e importante poema epico tedesco di tutti i tempi, tanto che il suo protagonista, Sigfrido, viene considerato in Germania un eroe nazionale, al pari di Enea per gli antichi Romani ed El Cid per gli spagnoli.

LA CANZONE DEI NIBELUNGHI
“Gunther ordina ad Hagen di sommergere il tesoro nel Reno”, illustrazione di Peter von Cornelius (1859), che, secondo la mitologia tedesca, è popolato dalle Ondine.

Il poema originale fu scritto da un erudito di identità sconosciuta il quale, secondo le ricostruzioni storiche, lavorava al servizio del vescovo-conte di Passavia, in Baviera. Secondo un’altra teoria, però, sarebbe stato più probabilmente uno degli artisti che lavorava presso la corte di Leopoldo VI di Babenberg, duca d’Austria dal 1198 al 1230.

L’opera, scritta in rima in tedesco arcaico, si ispira ai racconti di mitologia della tradizione orale germanica e fa parte delle cosiddette “saghe” (Heldensage o semplicemente Sage, dal verbo tedesco “sagen”, cioè “dire”), ossia i tradizionali poemi epici della mitologia tedesca e scandinava.

Il manoscritto originale andò perduto nei secoli successivi alla sua stesura, ma molte delle sue pagine vennero recuperate o riscritte nel XVI secolo, per divenire famose soprattutto nel XIX grazie alle opere musicali, ad esse ispirate, di Richard Wagner. Oggi l’opera a noi pervenuta presenta 39 libri o canti, chiamati “avventure“(Aventüren). Ve ne sono tre diverse versioni scritte nel XVI secolo, chiamate A, B e C, le quali presentano alcune differenze non irrilevanti nella trama. Oggigiorno vengono considerate tutte e tre come valide, non essendo stato stabilito quale di queste sia più antica.

La trama è divenuta ormai leggendaria, e ha ispirato l’opera di Wagner “L’anello del Nibelungo” (Das Ring des Nibelungen), una tetralogia composta da quattro drammi musicali: “L’oro del Reno” (Das Rheingold), “La valchiria” (Die Walküre), “Sigfrido” (Siegfried) e “Il crepuscolo degli dèi” (Die Götterdämmerung).

BRUNILDE DI ARTHUR RACKHAM
“Brunilde”, illustrazione di Arthur Rackham del 1910.

Nella prima parte del poema (Avventure 1-18), Sigfrido (dal tedesco “Sieg ” + “Friede“, cioè “Pace dopo la vittoria“), figlio del re Siegmund, decide di sposare Crimilde, fanciulla del popolo dei Burgundi di Worms, sul fiume Reno, e sorella del potente re Gunther. Non sa però che Crimilde, in seguito a un sogno che le ha predetto la morte del suo futuro sposo, ha giurato di non sposarsi mai e di rifiutare qualunque uomo per non avere dispiaceri.

Sigfrido si reca in viaggio con dodici uomini verso il regno dell’amata, deciso a conquistare la ragazza o a soggiogarne il popolo in caso di suo rifiuto. Una volta alla presenza del re Gunther, il nostro eroe propone a questi una sfida per decidere chi dei due abbia diritto a sedere sul trono dei Burgundi, ma Gunther rifiuta e decide piuttosto di trattare i suoi ospiti con tutti i riguardi, anche perché il suo fedele vassallo Hagen gli confida che Sigfrido è un eroe di grandissimo valore contro il quale è bene non porsi: egli può infatti vantare di aver ucciso il drago Fafnir e di aver trovato il tesoro dei Nibelunghi, una stirpe di nani che estrae e colleziona gemme dalle miniere sotterranee. Durante questa impresa, Sigfrido si è anche impossessato di un mantello magico appartenente al nano Alberico (Alberich), che ha il dono di renderlo invisibile e di moltiplicare la sua forza. In più, dopo la morte di Fafnir, si è immerso nel suo sangue divenendo invulnerabile. Solo una zona del suo corpo, in mezzo alle scapole, è rimasta vulnerabile perché vi è caduta sopra una fogliolina che ha impedito alla pelle il contatto col sangue di drago. Di questo segreto, però, nessuno conosce l’esistenza.

La benevolenza dimostrata da Gunther verso i suoi ospiti fa nascere una solida amicizia con Sigfrido, il cui aiuto si rivela molto prezioso nello sconfiggere i Sassoni e i Danesi che minacciano il regno dei Burgundi. Il valore di Sigfrido è appunto dovuto al possesso del mantello di Alberico, di cui i nemici sono all’oscuro. Intanto Crimilde, dimentica della promessa fatta a se stessa, si innamora perdutamente di Sigfrido facendo sì che Gunther acconsenta a darla in sposa all’eroe, e i due si fidanzano. Per concedergli definitivamente la mano di Crimilde, però, Gunther chiede a Sigfrido di aiutarlo in un’ultima sfida, stavolta per conquistare Brunilde, la bella e fiera regina d’Islanda, che è forte quanto un uomo e non vuole saperne di sposarsi.

Brunilde propone diverse prove di abilità a Sigfrido, pattuendo che, se vincerà, sposerà il re Gunther. Sigfrido, aiutato dai suoi poteri magici, risulta sempre vincitore, così la fiera Brunilde, seppure a malincuore, decide di accettare la proposta di matrimonio di Gunther. Vengono dunque celebrate le nozze tra Sigfrido e Crimilde, e tra Gunther e Brunilde.

Tuttavia, anche la prima notte di nozze Brunilde si dimostra ostile verso Gunther, che viene nuovamente aiutato a sottomettere l’amata dal cognato Sigfrido, il quale, in tale occasione, sottrae alla sposa una cintura e un anello.

L’inganno viene svelato anni dopo a Brunilde dall’ignara Crimilde, che un giorno le mostra la cintura e l’anello che le ha donato Sigfrido, e che Brunilde riconosce essere quelli che le appartenevano un tempo e che le erano stati sottratti da mano ignota la prima notte di nozze. Disperata, la regina chiede aiuto ad Hagen, che riesce con l’inganno a farsi rivelare il punto in cui Sigfrido è vulnerabile dall’ingenua Crimilde, l’unica che ne era al corrente.

“Sigfrido e Crimilde”, immagine del 1914 di artista ignoto.

Grazie alla sua scoperta, Hagen uccide Sigfrido durante una battuta di caccia e infine si impossessa insieme a Gunther del tesoro dei Nibelunghi, che i due decidono di nascondere nelle profondità del Reno per evitare che Crimilde lo trovi e lo usi per arruolare un esercito e vendicarsi contro di loro. Il sogno che le aveva predetto la morte prematura del suo sposo si è dunque avverato.

Nei canti successivi (Avventure 19-39) si narra della vendetta di Crimilde tredici anni dopo la morte di Sigfrido. La regina si è risposata con Attila (Etzel), il re degli Unni, ma non ha dimenticato il torto che le è stato fatto dal fratello Gunther e dal suo complice.

In seguito ad alterne vicende, la fiera Crimilde riesce ad uccidere tutti i Burgundi, compresi Hagen e Gunther, ma perde anch’essa la vita per mano di Ildebrando, servo di Teodorico (Dietrich) di Verona, re degli Ostrogoti. Così finisce dunque la saga dei Nibelunghi.

Nel poema sono narrate sia vicende fantastiche che vicende realmente accadute, come il genocidio dei Burgundi avvenuto per mano degli Unni.

Nell’opera musicale di Wagner, Brunilde non è più la regina d’Islanda ma una valchiria che ha perduto l’immortalità. Il nano Alberich (o Alberico) ruba il tesoro dei Nibelunghi alle ondine del Reno e forgia un anello che lo rende padrone del mondo. Quando poi entrambi gli vengono sottratti, il nano maledice chiunque se ne impossesserà, che sarà l’ignaro Sigfrido. La morte di Sigfrido sarebbe quindi la conseguenza della maledizione di Alberico.

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