LA BIRRA TEDESCA

La Germania è senz’altro il primo Paese a cui si pensa quando si menziona la birra (das Bier). In effetti, questa bevanda è molto consumata in questo Paese, che può vantare sia il maggior numero di marche (circa 5000) sia il maggior numero di birrerie (Brauerei) del mondo.

In tedesco esistono tre termini diversi per dire “birreria”: il primo, più conosciuto a livello internazionale, è “Brauerei” che indica “la fabbrica di birra” o “birrificio”, luogo cioè in cui la birra viene prodotta e venduta al pubblico; il termine “Brauhaus” indica invece un birrificio dove, oltre alla produzione e vendita di birra, vi è anche un piccolo ristorante annesso (Gaststätte) in cui si può bere seduti ai tavoli e gustarsi dei piatti unici. Un locale atto solo alla vendita di birra e non anche alla produzione propria si definisce invece “Bierkeller”.

In Baviera sono famosissime le “Bräuhaus” (plurale: “Bräuhäuser”), che sarebbe il termine in dialetto bavarese per dire “Brauhaus”. Questa parola deriva a sua volta da “Bräu”, che in tedesco significa “quantità di birra” (o semplicemente, nella lingua parlata, è un altro modo per indicare questa bevanda). Da esso deriva il verbo “brauen” che significa “fare la birra”, e il produttore di birra è “der Brauer”.

Birrificio del XVI secolo. Immagine tratta dal sito di Wikipedia in italiano.
Birrificio del XVI secolo. Immagine tratta dal sito di Wikipedia in italiano.

In Baviera, più che in ogni altra zona della Germania, vi è una grandissima tradizione legata alla birra e alle feste a essa dedicate: la più famosa è sicuramente l’Oktoberfest, che si svolge ogni anno nella capitale di Monaco gli ultimi due fine settimana di settembre e il primo fine settimana di ottobre; poi, però, esistono anche altre feste della birra che si svolgono in altri periodi dell’anno, come quelle di Norimberga, Augusta ed Erlangen. In questo Land è concentrato anche il maggior numero di marche tedesche famose in tutto il mondo, e il più grande numero di birrerie della Germania (Brauerei e Brauhaus).

La birra è talmente antica e famosa che oggi non viene prodotta solo in questo Paese, bensì in quasi ogni parte d’Europa e d’America.

Anche nei Paesi anglosassoni e celtici (IrlandaScozia) è presente una lunghissima tradizione, tant’è che molte creature della mitologia e del folklore di queste zone vengono dette esserne grandi consumatrici (i Leprechaun) e addirittura aiutare i contadini nella sua produzione (i Brownie), mentre nella mitologia tedesca la produzione di birra è attribuita ai nani. L’Irlanda, ancora oggi, è il Paese in cui si consuma la maggior quantità di birra in litri pro capite, sebbene non ve ne siano varietà così diffuse come in Germania (che si trova, per consumo, al 2° posto nel mondo).

RE GAMBRINUS
Re Gambrinus, a cui la tradizione fiamminga attribuisce l’invenzione della birra. Immagine di pubblico dominio.

La birra si ottiene dal malto d’orzo (orzo germinato e fatto essiccare) mescolato con acqua e aromatizzato col luppolo, quest’ultimo responsabile del suo sapore amaro. Al posto dell’orzo, possono essere usati altri cereali come frumento, mais, riso, miglio, farro e avena. Poi, dopo la produzione del malto, vengono aggiunti particolari tipi di lievito che servono alla fermentazione e quindi alla gradazione alcolica della bevanda.

Le birre prodotte dal lievito Saccharomyces cervisiae – il primo utilizzato nella storia – sono ad alta fermentazione e prendono nome “ale”. Questo tipo di birra viene consumato soprattutto in Gran Bretagna, mentre in Belgio viene utilizzato il Brettanomyces bruxellensis che garantisce una fermentazione spontanea e la birra prende nome “lambic”. La varietà più diffusa in Germania e nel resto del mondo è la birra ottenuta dal Saccharomyces carlsbergensis, che garantisce una fermentazione bassa e fa assumere alla bevanda il nome di “lager”.

La birra può essere classificata anche in base al colore, infatti sia quelle a bassa fermentazione che ad alta fermentazione si suddividono in chiare o scure. Le birre scure ad alta fermentazione più famose sono le stout scozzesi, mentre fra quelle chiare vi è la tedesca weiss (ottenuta dal frumento). In Germania, tra quelle a bassa fermentazione scure vi è la dunkel, e fra quelle chiare la helles.

Pur essendo la bevanda nazionale tedesca, la birra non è nata in questo stesso Paese. La sua origine è antichissima e si fa risalire ai Sumeri nel 5000 a.C. Era inoltre conosciuta dai Babilonesi e dagli Egiziani. Attraverso Greci ed Etruschi, fu importata anche nell’impero romano, e in breve divenne famosa in tutto il mondo classico proprio come il vino. Come per il vino, inoltre, vi erano già a in epoca antica delle feste dedicate, soprattutto per rendere onore agli dèi del raccolto come Demetra e Cerere, oppure alla dea babilonese Ishtar che si diceva trarre forza da questa bevanda. Presso i Sumeri, la dea della birra era Ninkasi.

BIRRA IN EGITTO

Le prime birre erano fatte tutte con l’orzo, e ve ne erano di numerose specie: chiare, scure, rosse, ecc. Vi erano inoltre le birre aromatizzate col miele oppure coi lupini, e queste, di minore gradazione alcolica, venivano date anche ai bambini per lo svezzamento.

Tuttavia, era soprattutto tra i Germani e i Celti che questa bevanda veniva maggiormente consumata. La stessa parola tedesca “Bier” (da cui deriva il nome con cui viene chiamata la birra in tutte le lingue) deriva dal protogermanico e significa “orzo“. Oggi, in tedesco, “orzo” si dice “Gerste”, ma reminiscenze dell’antico termine germanico rimangono nella sua traduzione in inglese: “Barley” (una interessante curiosità è che l’abitudine a conservare la birra in grandi botti di legno ha determinato che in francese il termine “bière” venga utilizzato per dire sia “birra” che “bara”).

Nel Medioevo, dopo la nascita del monachesimo (III-IV secolo d.C.), la birra iniziò ad essere consumata regolarmente come alimento dai frati e dalle suore, soprattutto durante la Quaresima. In segno di purificazione in previsione della Pasqua, durante questo periodo dell’anno era severamente proibito ai religiosi mangiare tutti i tipi di alimento derivati da animali: carne, pesce, latte, uova e formaggi. I pasti consistevano principalmente in cereali e legumi, e molti di questi cereali venivano impiegati per produrre la birra, la quale aiutava a sentire meno i morsi della fame – per la quantità di anidride carbonica contenuta al suo interno – ed anche a integrare molte delle sostanze nutritive che la rigida dieta quaresimale non prevedeva.

Tre monaci bevono la birra. Dipinto di Eduard Gretzner. Immagine tratta da Wikipedia.
Tre monaci bevono la birra. Dipinto di Eduard Gretzner. Immagine tratta da Wikipedia.

La più antica birreria del mondo nacque in Baviera nel 724, precisamente nel monastero benedettino di Weihehstephan a Freising, vicino a Monaco. Ancora oggi qui è possibile ammirare l’antico birrificio attraverso delle visite guidate.

Nel 1516 venne promulgato dal duca Guglielmo IV anche l’editto sulla Purezza bavarese della Birra, chiamato Reinheitsgebot. Conosciuto semplicemente come “Legge sulla purezza”, l’editto prevedeva la produzione di birra con l’utilizzo di acqua, luppolo e malto proveniente unicamente dall’orzo, senza nessun altro ingrediente aggiuntivo. Gli altri tipi di cereali coltivati in Germania servivano invece alla produzione del pane, che ancora oggi è un cibo qui consumato in grande quantità.

Oggi l’editto del 1516 non ha più valore, ed è stato sostituito dalla “Legge provvisoria sulla birra tedesca” (Vorläufiges deutsches Biergesetz), la quale permette di utilizzare anche il malto di frumento.

BOCCALI DI BIRRA
Krug, Glas e Steinkrug di vetro. Immagine tratta dal sito di Pixabay.

Tre sono i tipi di bicchiere utilizzati per bere la birra in Germania: normalmente si utilizza il bicchiere lungo di vetro con un restringimento in fondo, che in tedesco si chiama semplicemente “Glas”. A differenza del bicchiere utilizzato in Irlanda (la famosa “pinta”), il restringimento dei bicchieri tedeschi è in basso e non in alto. Poi ci sono i boccali dotati di manico, che si chiamano invece “Krug”. Un terzo tipo di bicchiere, molto famoso e caratteristico, è lo “Steinkrug”, ossia un boccale di porcellana finemente decorata dotato di manico e coperchio (ritratto nell’immagine di Re Gambrinus, vedi sopra). Questo tipo di boccale, spesso venduto in Germania come souvenir, è oggi poco usato, ma il coperchio serviva anticamente a evitare fuoriuscite di schiuma quando il bevitore era impegnato in balli e canti durante l’assunzione della bevanda. Ancora oggi si possono trovare dei boccali in semplice vetro che presentano un coperchio atto a questa funzione.

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