JOSEPH ROTH

Joseph Roth (1894 – 1939) è stato uno scrittore e giornalista austriaco nato in Galizia da famiglia ebraica.

In vita si dedicò anche alla poesia e alla saggistica, ma fu soprattutto la carriera giornalistica quella che intraprese più a lungo e che lo portò a conoscere le personalità di maggiore spicco (tra cui soprattutto il suo mecenate, Stefan Zweig) nonché a compiere numerosi viaggi per l’Europa.

Data la sua estrema complessità, è difficile collocarlo all’interno di una corrente letteraria in particolare. Un tema però ricorrente nei suoi racconti, articoli e romanzi è l’empatia per coloro che si trovano ai margini della società e una critica verso la realtà del suo tempo, che viene definita come ambigua o divisa a metà.

Tra i romanzi, una delle sue opere più famose è sicuramente “GIOBBE. ROMANZO DI UN UOMO SEMPLICE” (Hiob. Roman eines einfaches Mannes) del 1930, che ha per protagonista un precettore che insegna ai confini occidentali della Russia e la cui vita perfetta, nonché la cieca fede in Dio, vengono messe a dura prova dalla nascita di un figlio deforme.

Il suo primo romanzo fu però “LA TELA DEL RAGNO”(Das Spinnennetz) del 1923, che venne pubblicato a puntate sul giornale “Arbeit-Zeitung” e che rimase incompiuto (l’ultima puntata pubblicata risale a poco prima del Putsch di Monaco). Molti hanno visto nell’opera, ambientata nella realtà della Repubblica di Weimar, epoca in cui si trovava a vivere Roth, il presagio di ciò che sarebbe accaduto negli anni successivi, con l’ascesa al potere di Hitler.

Del 1924 è poi il romanzo “HOTEL SAVOY”, ambientato anch’esso nel primo dopoguerra, come pure “LA RIBELLIONE” (Die Rebellion) dello stesso anno. Vi sono in seguito “Fuga senza fine” (Die Flucht ohne Ende) del 1927, “Zipper e suo padre” (Zipper und sein Vater) del 1928, “Il profeta muto” (Der stumme Prophet) del 1929 e “LA MARCIA DI RADETZKY (Radetzkymarsch) del 1932. Quest’ultimo romanzo vuole essere la narrazione della decadenza e del disfacimento dell’impero austro-ungarico a cui assistette Roth, come pure il racconto “IL BUSTO DELL’IMPERATORE” (Die Büste des Kaisers) del 1934 e il celeberrimo “LA CRIPTA DEI CAPPUCCINI” (Die Kapuzinergruft) del 1938, continuazione de “La marcia di Radetzky” che dette grande fama all’autore.

Tra i romanzi, molto famoso è anche quello che viene definito “il romanzo russo” di Joseph Roth poiché ambientato nella Russia zarista, e cioè “CONFESSIONE DI UN ASSASSINO RACCONTATA IN UNA NOTTE” (Beichte eines Mörders. Erzählt in einer Nacht) del 1937.

Secondo Hermann Hesse, però, il migliore romanzo dell’autore era “TARABAS, UN OSPITE SULLA TERRA” (Tarabas, ein Gast auf dieser Erde) del 1934, anch’esso ambientato in Russia.

Altra opera molto importante è la celeberrima “LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE” (Die Legende vom heiligen Trinker), racconto autobiografico che venne pubblicato poco dopo la sua morte, nel 1939. La fama di questo racconto si deve in Italia soprattutto al capolavoro cinematografico del 1988 diretto da Ermanno Olmi.

Opere postume come questa sono state anche il romanzo autobiografico “FRAGOLE” (Erdbeeren) e il racconto “IL LEVIATANO” (Der Leviathan) del 1938, da non confondere con il famoso libro di Thomas Hobbes del XVII secolo (“Il Leviatano, o la materia, la forma e il potere di uno stato ecclesiastico e civile”). Quest’ultimo è conosciuto anche col nome di “Il mercante di coralli” (Der Korallenhaendler), poiché inizialmente costituiva una parte di quest’ultimo racconto del 1934.

Altri racconti tra i più famosi sono “L’ALLIEVO MODELLO” o “L’alunno modello” (Der Vorzugsschüler) del 1916, “APRILE. STORIA DI UN AMORE” (April. Die Geschichte einer Liebe) del 1925, “IL CAPOSTAZIONE FALLMERAYER” (Stationschef Fallmerayer) del 1933 e “IL TRIONFO DELLA BELLEZZA”(Triumph der Schönheit) del 1935.

La carriera di Roth nella capitale austriaca ebbe inizio come poeta, attraverso la pubblicazione di alcune liriche sulla rivista “Österreichs Illustrierte Zeitung”, tra cui spiccano “Autunno” (Herbst) e “Bellezza” (Schönheit) pubblicate intorno al 1915. Durante la Prima Guerra Mondiale, a partire dal 1916, verranno pubblicate poesie ed articoli anche su altri rotocalchi (Der Abend, der Friede, ecc.) ma sarà la rivista “Der Neue Tag” che gli darà maggiore fama attraverso la pubblicazione di articoli di cronaca cittadina, in cui Roth descriverà le giornate della popolazione viennese al termine della guerra.

Nel 1920 Roth lavorò per il Berlin-Börsen-Courier e per il Frankfurter Zeitung, ma il suo successo venne stroncato dall’ascesa del Nazionalsocialismo nel 1933, che lo portò a emigrare all’estero (soprattutto a Parigi, dove morì).