IL MINNESANG

 Il Minnesang fu un genere letterario nato nel sud della Germania che fu di moda tra il XII e il XIV secolo. Il suo nome significa “canzone/canto d’amore“, poiché inizialmente si trattava di un genere poetico a tema amoroso che spesso e volentieri veniva cantato accompagnandosi con uno strumento.

MINNESANG
Federico II di Svevia e Bianca Lancia illustrati nel Codex Manesse. Immagine di pubblico dominio.

Il Minnesang tedesco derivava e fu ampiamente influenzato dalla tradizione dei Trovatori e Trovieri francesi, ovvero artisti che sorsero in Francia dopo l’anno 1000. Questi erano cantori, artisti e menestrelli che giravano per le corti e per i palazzi dei signori esibendosi con poesie in rima, cantate su una melodia monodica (vale a dire a una sola voce) e al suono del liuto. I Trovatori sorsero tra l’XI e il XIII secolo nel Sud della Francia (soprattutto in Provenza) e trattavano come tema soprattutto l’amor cortese; i Trovieri, invece, si svilupparono nelle regioni del Nord un secolo più tardi, e oltre all’amor cortese trattavano anche temi epici, ovvero le imprese di cavalieri ed eroi, così da divenire poco più tardi i padri di quella che viene chiamata “Chanson de geste”, ossia “canzone di gesta” (a questo proposito, si consiglia di visitare sia la pagina sui TROVATORI E TROVIERI che l’appendice dedicata alla CHANSON DE GESTE del blog di Francese Facile se si è interessati ad avere maggiori informazioni a riguardo).

Anche il Minnesang, inizialmente a tema amoroso, venne successivamente utilizzato per celebrare le gesta di eroi epici della tradizione tedesca.

Gli artisti dediti a questi componimenti venivano chiamati Minnesänger”, ma alcuni di loro si facevano chiamare “Meister”, cioè “maestri” o “mastri”. Da questi ultimi derivò il Meistersang del Trecento, un genere lirico a cui furono dediti soprattutto i membri del popolo e la borghesia, mentre il Minnesang era patrimonio soprattutto dei nobili e della corte, tant’è vero che vi si cimentò anche l’imperatore Federico II di Svevia.

Le prime opere conosciute del Minnesang risalgono alla seconda metà del XII secolo, e i primi artisti noti furono un poeta bavarese dal nome sconosciuto, chiamato “Der von Kürenberg” (“quel tale di Kürenberg”), e Dietmar von Aist. Nelle loro opere, il tema amoroso non rispecchia fedelmente i dettami dell’amor cortese in quanto, ad esempio, la donna non è sposata e irraggiungibile, come nelle poesie dei Trovatori (vai alla pagina dedicata a LE ROMAN DE LA ROSE del blog di Francese Facile per sapere quali erano i dettami dell’amor cortese). E’ possibile dunque che queste prime opere non fossero ancora influenzate dalla poesia francese, e che fossero invece composizioni genuine della cultura tedesco-austriaca. L’opera più famosa di “Der von Kürenberg” è “La canzone del falcone” (Falkenlied), mentre di Dietmar von Aist si ricordano soprattutto “Vi era una donna sola” (Ez stuont un frouwe alleine) e “Dormi, mio bell’amore?” (Slâfest du, friedel ziere?)

Il più importante dei Minnesänger fu però Walther von der Vogelweide, che visse tra il 1170 e il 1230 e che viene annoverato tra i Meister, ossia tra coloro che maggiormente influenzarono la nascita del successivo Meistersang. La sua fama è tale da essere considerato non solo il più grande poeta del genere, ma anche il più grande poeta tedesco del Medioevo.

Nonostante le vaste notizie biografiche su di lui, nulla si sa del paese di origine, ed anche il suo nome è in parte frutto di fantasia (“Vogelweide” è un nome fittizio che indica una qualunque località in cui si praticava l’uccellagione, che all’epoca era molto frequente nei Paesi di cultura tedesca), ma numerosi studiosi sono concordi nell’affermare che dovesse essere austriaco, forse addirittura sudtirolese.

Si sa che da giovane si recò a Vienna, dove ebbe modo di conoscere il Minnesang attraverso il poeta Reinmar von Hagenau o Reinmar il vecchio (Reinmar der Alte), e di dedicarvisi presso il duca d’Austria Leopoldo VI di Babenberg (“Leopoldo il Glorioso”) che fu suo mecenate. Presso questa corte furono ospitati anche altri importanti artisti del Minnesang quali Neidhart von Reuental e Ulrich von Liechtenstein. Secondo una teoria, nello stesso periodo e presso lo stesso duca sarebbe stata scritta anche La Canzone dei Nibelunghi (Nibelungenlied), nata poco più tardi.

Walther von Vogelweide fu ospitato anche presso altre corti (Magonza, Magdeburgo, ecc.) dove celebrò le glorie dei sovrani, l’amore e le vicende umane. Tra i suoi componimenti poetici più famosi vi è lo “Spruch”, ossia la “sentenza” (letteralmente “discorso”), nel quale l’autore riflette sulla vita e sulla religione. La descrizione del “pensatore” protagonista della poesia, assorto nei suoi pensieri mentre se ne sta seduto su di un masso, con le gambe incrociate, la guancia appoggiata su una mano e il gomito appoggiato sul ginocchio, è divenuta così famosa che questo autore viene tradizionalmente raffigurato nella stessa posa.

WALTHER VON DER VOGELWEIDE
Walther von der Vogelweide raffigurato nel Codex Manesse del XIV secolo. Immagine di pubblico dominio.

Tra le sue poesie amorose, si ricordano invece la “Sotto i tigli” (Under den Linden) e “Prendi, beato, questa corona” (Nemt frouwe disen kranz), liriche dal gusto estremamente raffinato.

Altre opere importantissime furono i Kaisersprüche, in cui veniva celebrata la gloria dell’imperatore e della casata degli Svevi, a cui si contrapposero i Papstsprüche, dello stesso autore, contro la corruzione e la decadenza della Chiesa. Devoto alla casa imperiale di Hohenstaufen, il poeta celebrò anche l’imperatore Federico II di Svevia e le crociate a cui partecipò per ordine del papa (la quinta crociata del 1217 -1229). Famoso è infatti il suo “Canto di Palestina” (Palästinalied) del 1228.

Delle opere di Ulrich von Liechtenstein, che trattò soprattutto il tema amoroso, si ricorda invece  “Il servizio delle dame” (Frauendienst) del 1225, un libro composto da 60 canzoni e tre trattati. Altra sua opera molto famosa è “Il libro delle dame” (Frauenbuch) del 1257.

Un altro Minnesänger molto importante fu il bavarese Wolfram von Eschenbach, che trattò il tema della “ricerca del santo Graal” nella sua opera più famosa, “Parzival”, ispirata alla Chanson de geste francese e soprattutto alle opere di Chrétien de Troyes (vai alla pagina dedicata al SANTO GRAAL del blog di Francese Facile per saperne di più sul mito e sulle opere letterarie). Sullo stesso argomento è il “Titurel” del 1217, e cioè di qualche anno precedente al “Parzival”. Quest’opera che narra le vicende del re Titurel, possessore del Graal (analogo al Re Pescatore), fu infatti il preludio delle vicende narrate nel Parzival, e in seguito la sua saga venne proseguita dal poeta Albrecht von Scharfenberg che pubblicò un’opera molto importante dal nome di “Jüngere Titurel” (Titurel più giovane). La fama delle due opere di Wolfram von Eschenbach (Parzival e Titurel) fu così grande in Germania e in Austria da ispirare la ricerca del santo Graal da parte dei nazisti nel XX secolo.

Wolfram von Eschenbach vestito da cavaliere nella miniatura del XIV secolo del Codex Manesse. Immagine di pubblico dominio.
Wolfram von Eschenbach vestito da cavaliere nella miniatura del XIV secolo del Codex Manesse. Immagine di pubblico dominio.

Altre opere famose di Eschenbach sono le “Wachter Lieder”, che possono essere tradotte come “Le veglie”, e infine il “Willehalm”, anch’esso di derivazione francese. Quest’ultimo si ispira infatti alla Chanson de Guillaume del XII secolo, basata su un fatto storico reale, ovvero la sconfitta del paladino carolingio Guglielmo di Tolosa da parte degli Arabi in Spagna. Come nel “ciclo carolingio” della Chanson de geste, il tema portante di quest’opera è la lotta tra cristiani e musulmani, ma nell’autore tedesco si avverte un sentimento nuovo, ossia un profondo rispetto per le religioni diverse dal cristianesimo, cosa che non si ritrova affatto nelle liriche francesi.

Walther von der Vogelweide, Reinmar der Alte e Wolfram von Eschenbach sono considerati Meister della poesia Minnesang, da cui derivò la meno aristocratica Meistersang in voga dal XIV al XVII secolo.

La raccolta più importante del genere Minnesang è il Codex Manesse, un importantissimo canzoniere medievale scritto in lingua alto-tedesca.