I CAPOLAVORI DI MASSIMILIANO I

Massimiliano I d’Asburgo, imperatore del Sacro Romano Impero (1459 – 1519) e nonno del famosissimo imperatore Carlo V, in vita fu anche un eccellente scrittore, autore in particolare di tre opere letterarie ancora oggi molto conosciute.

MASSIMILIANO I D'ASBURGO

Queste opere avevano lo scopo di rendere immortale le sue gesta e di glorificare se stesso e la sua casata nei secoli a venire, perciò rientrano all’interno di un genere che fu da lui chiamato “Gedechtnus”, storpiatura di “Gedächtnis”, cioè “memoria, memoriale”.

Il più famoso dei tre componimenti è sicuramente il “THEUERDANK” (a volte scritto anche “Teuerdank”) del 1517, un nome fittizio che deriva dal tedesco “teuer” = costoso, e “dank” = grazie. Suona quindi come la storpiatura di  “Tante grazie, grazie di cuore”. Secondo alcune ipotesi, “Dank” potrebbe essere piuttosto la storpiatura di “Gedanke” = pensiero, e quindi il nome significherebbe “Pensiero nobile”.

Il suo titolo originale era “Die Geverlicheiten und Einsteils der Geschichten des loblichen streytparen und hochberümbten Helds und Ritters, Herr Tewrdannckhs”, ossia “Le avventure e parte della storia del lodevole, valoroso e famosissimo eroe e cavaliere, messer Teuerdank”.

ILLUSTRAZIONE DEL THEUERDANK

Si tratta di un romanzo di stampo “arturiano” scritto in poesia, che narra le vicende del cavaliere Theuerdank per sposare la sua amata principessa Ehrenreich – che significa “regno onorato” oppure “piena d’onore” – nonostante l’incombenza di partire per le crociate. Questo romanzo è in realtà un’opera autobiografica che narra le peripezie dell’imperatore – all’epoca solo arciduca d’Austria – per sposare la bella Maria di Borgogna al posto del Delfino di Francia nel 1477.

(Per conoscere la storia di Massimiliano I d’Asburgo, vai alla pagina a lui dedicata nella sezione di STORIA TEDESCA E AUSTRIACA).

Questo romanzo in versi fu molto innovativo all’epoca, sia per il numero veramente cospicuo di illustrazioni presenti (ben 118) che per il nuovo stile grafico con cui venne scritto. Fu infatti attraverso quest’opera che nacque e divenne famoso lo stile “Fraktur” tipico dei caratteri di stampa tedeschi (vai alla pagina sulla SCRITTURA GOTICA per sapere in cosa consiste), molto utilizzato soprattutto all’epoca del Nazismo poiché considerato, più degli altri caratteri, patrimonio proprio della cultura tedesca. Questo stile grafico fu infatti inventato dall’umanista Vinzenz Rockner che viveva nel ‘500 alla corte austriaca, anche se è possibile che Rockner abbia solamente perfezionato uno stile grafico che già esisteva.

SCRITTURA FRAKTUR

Il poema venne pubblicato nel 1517, ma nel 1519, l’anno della morte di Massimiliano, seguì una seconda edizione. Secondo alcuni, il romanzo non fu completamente opera dell’imperatore, ma di alcuni letterati che vivevano alla sua corte come faceva anche Rockner, ossia Melchior Pfintzing o Marx Treitzsaurwein.

Certa è invece la paternità della maggior parte delle illustrazioni, che appartengono a Leonhard Beck, Hans Schäufelein, Hans Burgkmair, Wolf Traut, Hans Weiditz ed Erhard Schön. Tuttavia, molte di esse rimangono tutt’oggi di autore ignoto.

Un’altra opera molto importante, precedente al “Theuerdank” – risale infatti al 1515 – è il FREYDAL o “libro dei tornei” (Turnierbuch). Anche in quest’opera il protagonista vuole essere un alter-ego di Massimiliano, che in vita amava partecipare a giostre e tornei. Il cavaliere che lo rappresenta nella storia si scontra infatti con diverse figure, allegoria di reali personaggi storici con cui Massimiliano ebbe veramente occasione di combattere.

ILLUSTRAZIONE DEL FREYDAL

L’ultima grande opera da lui scritta fu il WEISSKUNIG, storpiatura di “Der weiße König “, cioè “re bianco”. Si tratta di un altro romanzo, stavolta in prosa, scritto tra il 1505 e il 1516, che narra le vicende di Massimiliano (il giovane Re Bianco) e di suo padre Federico III (il vecchio Re Bianco). Il primo capitolo è infatti dedicato alla vita di quest’ultimo, il secondo agli anni della giovinezza di suo figlio (il giovane Re Bianco) dalla nascita fino al matrimonio, mentre il terzo narra delle vicende del giovane re dal matrimonio fino alla vecchiaia. Scritto sul modello del ciclo bretone (o arturiano) della Chanson de Geste francese, il romanzo narra anche di alcuni personaggi che fecero veramente parte della vita di Massimiliano, come il re di Francia Carlo VIII (chiamato “Re Blu” o Blauer König), il re d’Ungheria Mattia Corvino (chiamato “Re Verde” o Grüner König) e il doge di Venezia Leonardo Loredan (chiamato “Re dei pesci” o Fischkönig).

ILLUSTRAZIONE DEL WEISSKUNIG

In quest’ultima opera sono presenti anche più illustrazioni del “Theuerdank” (per l’esattezza, 251) attribuite a Leonhard Beck e Hans Burgkmair.

Sfortunatamente, il lavoro non fu mai terminato, sebbene nel 1519, alla morte di Massimiliano, suo nipote Ferdinando (futuro Ferdinando I del Sacro Romano Impero) insistette perché Marx Treitzsaurwein, co-autore dell’opera, la portasse a termine. La morte di Treitzsaurwein nel 1527 impedì il completamento della stesura, e il romanzo venne pubblicato solo due secoli e mezzo più tardi, nel 1775.

(Tutte le illustrazioni presenti in questa pagina sono di pubblico dominio).

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