HUGO VON HOFMANNSTHAL

Hugo von Hofmannsthal (1874 -1929) è stato uno scrittore, poeta, librettista e drammaturgo austriaco, famoso per alcuni drammi di straordinaria bellezza come l’ “ELETTRA” (Elektra) del 1903 ed “EDIPO E LA SFINGE” (Ödipus und die Sphinx) del 1906, seguito dall’ “Edipo re” (König Ödipus) dello stesso anno, tutti riadattati dalle omonime opere di Sofocle.

Le prime due opere teatrali costituiscono i due drammi più famosi in assoluto dell’autore, che tuttavia è ricordato anche per “OGNUNO. IL DRAMMA DELLA MORTE DEL RICCO” (Jedermann. Das Spiel vom Sterben des reichen Mannes ) del 1911, che si basa sull’opera teatrale inglese “Everyman” oThe Summoning of Everyman” del XVI secolo, anche se vi sono evidenti riferimenti pure al “Faust” di Goethe. Anche nel dramma di Hugo von Hofmannsthal, infatti, vi sono il bene e il male, rappresentati da Dio e il diavolo, che si contendono l’anima di un uomo dedito al vizio e ai bagordi. Figura del tutto nuova rispetto a quello che viene narrato da Goethe è però quella della Morte (Tod), che viene mandata da Dio sulla terra per reclamare l’anima dell’uomo comune, che invece è prettamente basata sulle commedie inglesi a tema moralistico.

Il suo primo dramma di successo fu il “Ieri” (Gestern) pubblicato nel 1891, a cui seguirono alcune tragedie anch’esse incentrate nuovamente sul tema della morte come lo “Jedermann“, e precisamente “La morte di Tiziano” (Der Tod des Tizian) del 1892 e “La morte e la morte” (Der Tod und der Tod) del 1893. Altre opere successive furono “Le nozze di Sobeide” (Die Hochzeit der Sobaide) del 1899 e “L’AVVENTURIERO E LA CANTANTE” (Der Abenteurer und die Sängerin) dello stesso anno, anche se quest’ultima è altrettanto conosciuta col titolo “I doni della vita”.

Per l’epoca in cui visse, Hofmannsthal viene considerato un esponente del Realismo, sebbene molte delle sue opere siano di stampo classicista.

L’amore di Hofmannsthal per la classicità si manifesta anche nel suo capolavoro drammaturgico “LA TORRE” (Der Turm) del 1923, basato sulla tragedia “La vita è un sogno” dell’autore spagnolo Pedro Calderón de la Barca, a sua volta basato sull’ “Edipo re”. Anche nel dramma di Hofmannsthal vi sono padre e figlio in contrasto tra loro, in quanto anche stavolta una profezia preannuncia la sconfitta del padre da parte del figlio, come nell’Edipo. Alle vicende per la lotta alla successione al trono si mescola il concetto di sogno e realtà, in quanto il protagonista, il giovane Sigismondo, vive convinto che la realtà sia illusoria e frutto unicamente di una fantasia.

In vita, Hofmannsthal era fortemente ammirato dallo scrittore connazionale Stefan Zweig, quest’ultimo considerato uno dei più grandi letterati del Novecento. Insieme a Zweig, egli condivideva il desiderio di un ritorno dell’Europa alla cultura e alla civiltà perduta dopo la Prima Guerra Mondiale e un forte criticismo nei confronti della Repubblica di Weimar (sua era l’espressione “Rivoluzione conservatrice”, utilizzata a una conferenza tenutasi a Monaco di Baviera nel 1927).

Fu inoltre molto amico del compositore viennese Richard Strauss, con cui collaborò per scrivere l’ “Elettra” e molti altri importanti libretti teatrali come “IL CAVALIERE DELLA ROSA” (Der Rosenkavalier) del 1910, “ARIANNA A NAXOS” (Ariadne auf Naxos) del 1911, “ELENA EGIZIA” (Die ägyptische Helena) del 1927 e “ARABELLA” pubblicata postuma nel ’33, nonché la commedia L’UOMO DIFFICILE” (Die Schwierige) del 1921. Tra i due si creò un sodalizio artistico che durò per circa 20 anni e di cui è ancora presente un fitto epistolario pubblicato nel 1926.

“L’uomo difficile”, in particolare, è un’opera che descrive la crisi dell’uomo dell’Ottocento reduce dalla Prima Guerra Mondiale, “intrappolato” in un mondo che non rispecchia più i suoi modi e ideali: il protagonista, Hans Karl, viene suo malgrado coinvolto nelle vicende dei personaggi che lo circondano, ma la complessità della realtà in cui si trova e la decadenza del mondo aristocratico a lui contemporaneo, e a cui appartiene, fanno sì che egli non sappia giostrarsi all’interno delle vicende che deve affrontare, il tutto in maniera molto simile a una sorta di “teatro degli equivoci”.

Molto importanti furono anche le opere teatrali “LA DONNA NEL BALCONE” (Die frau im fenster) del 1901, “LETTERA A LORD CHANDOS” (Ein Brief) del 1902, “ANDREA o i ricongiunti” (Andreas oder die Vereinigten) del 1913, “LA DONNA SENZ’OMBRA” (Die Frau ohne Schatten) del 1919, “IL LIBRO DEGLI AMICI” (Buch der Freunde) del 1922 e “L’INCORRUTTIBILE” (Der Unbestechliche) del 1923, quest’ultimo ambientato in epoca contemporanea all’autore e non nel passato.

Hofmannsthal si dedicò in vita soprattutto al teatro, e nel 1924 le sue opere uscirono nella raccolta in sei volumi “Gesammelte Werke” . Viaggiò per lungo tempo in Italia, in Germania e in Boemia, e nel 1922 fondò la rivista letteraria «Neue Deutsche Beiträge».

Morì nel 1929 per emorragia cerebrale, due giorni dopo il suicidio dell’amato figlio Franz.