HERTA MÜLLER

Herta Müller, nata il 17 agosto 1953, è una scrittrice, giornalista e poetessa contemporanea nata da famiglia tedesca che viveva in Romania.

Le sue opere sono famose per aver descritto con molta schiettezza le condizioni di vita del popolo rumeno durante gli anni della dittatura comunista di Nicolae Ceaușescu, presidente della Repubblica socialista rumena dal 1967 al 1989 (anno del crollo del muro di Berlino e quindi anche del regime sovietico), il quale fu poi accusato, nell’anno della sua destituzione, appunto della distruzione economica del Paese, oltre che di genocidio e diversi soprusi a scapito della nazione.

Non solo, ma l’autrice è famosa anche per aver saputo descrivere con molta precisione ed un forte carico emotivo – poiché legata alla sua esperienza personale – la situazione dei profughi e degli emigranti di tutto il mondo, ossia di tutti coloro che per ragioni politiche e/o sociali sono costrette a lasciare il proprio Paese d’origine, le proprie radici, e a doversi integrare all’interno di società e contesti ben diversi.

La Müller, infatti, fu costretta dal regime comunista rumeno (e in particolar modo dai servizi segreti del partito, la “Securitate”) a emigrare in Germania dell’ovest nel 1987, assieme al marito Richard Wagner (portava lo stesso nome del celebre compositore tedesco).

Infine, tra il 1991 e il 1992 si trasferì a Roma, dove risiede attualmente.

Herta Müller è stata, grazie alle sue straordinarie opere di denuncia verso la dittatura, insignita del premio Roswitha nel 1990 e del Premio Nobel per la letteratura nel 2009. Dal 1995 è membro dell’Accademia Tedesca di Letteratura e Poesia.

Herta Müller

Herta Müller iniziò la sua carriera lavorativa come insegnante di tedesco e maestra d’asilo in Romania negli anni ‘80, anche se nel 1982 cominciò già a essere nota come scrittrice grazie alla pubblicazione dell’antologia di racconti “Niederungen (Bassure)”, un’opera di accusa (prima di molte) verso la dittatura di Ceaușescu, che venne rieditata due anni dopo in Germania, ma stavolta senza censure, a differenza della prima edizione. Nello stesso anno venne pubblicata anche la seconda antologia dal titolo “Tango oppressivo” (Drückender Tango), storpiatura del nome della poesia “Todesfuge” (fuga di morte) del poeta tedesco (ma anch’esso di origine rumena) Paul Celan.

L’emigrazione in Germania avvenuta nel 1987 la ispirò nello scrivere poi il romanzo “In viaggio con una gamba sola” (Reisende auf einem Bein), una delle sue opere più famose a livello mondiale. L’opera, fortemente autobiografica, narra della protagonista Irene costretta a lasciare il suo Paese nativo (chiamato “l’altro Paese”) per trasferirsi nella Germania dell’Ovest, andando così a tuffarsi in un mondo completamente diverso dalla realtà quotidiana del suo passato, cosa che le provocherà un senso di forte spaesamento e smarrimento. Da questa sensazione di smarrimento deriva l’espressione utilizzata dalla Müller “viaggiare con una gamba sola”, ma in realtà deriva anche dal fatto che, come viene detto nel romanzo, il profugo è un viaggiatore che arriva alla destinazione finale sempre troppo tardi, come se camminasse con una gamba sola.

Nel 1992 vennero pubblicati altri due importanti romanzi a tema politico come “L’uomo è un grande fagiano nel mondo” (Der Mensch ist ein großer Fasan auf der Welte) e “La volpe era già il cacciatore” (Der Fuchs war damals schon der Jäger), seguiti nel 1997 dai drammatici romanzi “Il paese delle prugne verdi” (Das Land der grünen Pflaumen) e “Oggi avrei preferito non incontrarmi” (Heute wär ich mir lieber nicht begegnet), mentre nel 2003 fu la volta de “Il re s’inchina e uccide” (Der König verneigt sich und tötet) e nel 2008 di “La mia patria era un seme di mela” (Mein Vaterland war ein Apfelkern).

Ma uno dei suoi romanzi più celebri in assoluto è senza dubbio “L’altalena del respiro” (Atemschaukel) del 2009, altro capolavoro sul regime dittatoriale rumeno e staliniano e soprattutto sul dramma dell’esilio e alla deportazione a cui il regime obbligò le minoranze rumene (fra questi, vi fu la madre della scrittrice, che non fece più ritorno nel Paese natio).

TORNA ALLA LETTERATURA TEDESCA