HEINRICH VON KLEIST

Heinrich Von Kleist (nome per intero: Bernd Heinrich Wilhelm von Kleist), considerato uno dei più grandi poeti e drammaturghi tedeschi di tutti i tempi, nacque nel 1777 a Francoforte sull’Oder (non a Francoforte sul Meno!) e morì suicida a Berlino nel 1811, a soli 34 anni.

Rimasto orfano a 16 anni, passò tutta la vita affetto da una grave forma di depressione, che lo spinse anche a intraprendere numerosi viaggi alla ricerca dell’integrazione all’interno della società del suo tempo, cosa che tuttavia non ebbe mai accadimento.

Visse per diverso tempo a Berlino, a Weimar, a Lipsia e a Dresda. Nei primi anni dell’Ottocento diresse la rivista Phöbus, e tra il 1810 e il 1811 il Berliner Abendblätter, finché il giornale non venne chiuso a causa della forte censura adottata dal governo prussiano.

Il 21 novembre 1811, a causa della sua depressione e della situazione politica particolarmente tragica di quegli anni (erano infatti in corso le guerre napoleoniche che avevano portato alla devastazione e all’egemonia della Francia sul resto d’Europa) si suicidò con un colpo di pistola assieme alla compagna Henriette Vogel, malata terminale.

L’odio di Kleist verso i francesi, responsabili della decadenza di quegli anni, e il suo fiero patriottismo erano già emersi nell’opera “CATECHISMO DEI TEDESCHI” (Katechismus der Deutschen) del 1809, considerato un vero e proprio capolavoro della letteratura. Altro saggio sulla deprecabile condizione dell’uomo è “Sul teatro delle marionette” (Über das Marionettentheater) del 1810, dove l’inevitabile imperfezione umana viene confrontata con la grazia delle movenze delle marionette a teatro attraverso il dialogo tra due personaggi di fantasia.

Kleist fu un importante esponente del Romanticismo tedesco, anche se in lui è possibile trovare anche elementi del Classicismo e temi che sono completamente innovativi.

 In particolar modo, è ricordato per opere come il dramma “PRINZ FRIEDRICH VON HOMBURG” scritto tra il 1809 e il 1810, e i racconti “LA MARCHESA D’O.” (Die Marquise von O*) del 1808 e “MICHAEL KOHLHAAS” del 1810 ispirato alla vicende storiche di Hans Kohlhase (ribattezzato “Michael” in onore dell’Arcangelo Michele).

“La marchesa d’O.” è in assoluto la sua opera più famosa, soprattutto per i contenuti fortemente drammatici e scabrosi del racconto che caratterizzano tutta la produzione di Kleist, ma anche perché si pone come critica alla società maschilista e patriarcale del suo tempo. Leggendaria è ormai divenuta la  frase da esso tratta, ancora una volta testimonianza dell’imperfezione umana professata da Kleist: “Non avrei mai saputo che fossi un diavolo se prima non ti avessi scambiato per un angelo”.

Anche “Prinz Friedrich von Homburg” gode di pari fama, essendo considerato in assoluto il dramma più riuscito dell’autore. Famosa in italiano come “Il principe di Homburg”, la storia è incentrata sul tema del patriottismo e del sonnambulismo, e presenta uno straordinario finale a sorpresa che ha contribuito fortemente al suo successo nel mondo.

Connessa al tema del sonno e del sogno è anche la tragedia “CATERINA DI HEILBRONN” (Käthchen von Heilbronn) del 1808 ma rappresentata la prima volta nel 1810, che narra di una contadinella medievale che vede in sogno l’immagine del suo futuro sposo e vive una vita contesa tra il sogno e la realtà. E’ nota anche come “La prova del fuoco” (Die Feuerprobe) e rappresenta quello che la critica definisce “un grande dramma storico-cavalleresco“, forse il più famoso che sia mai stato scritto nel suo genere.

Altre opere molto importanti dello stesso autore sono il dramma “La famiglia Schroffenstein” (Die Familie Schroffenstein), sua prima opera, che si ispira al “Romeo e Giulietta” e al “Misura per misura” di Shakespeare e che sarà pubblicata solo nel 1803, molti anni dopo la sua stesura; la tragedia “Roberto Guiscardo” (Robert Guiskard) dello stesso anno, lasciata incompiuta; il dramma “LA BROCCA ROTTA” (Der zerbrochene Krug) del 1806 (ma pubblicata nel 1811), dai toni anch’essi molto scabrosi e grotteschi;  e infine “LA BATTAGLIA DI ARMINIO” (Die Hermannsschlacht) dove nuovamente emerge il tema del patriottismo tipico del Romanticismo e caro a Kleist. L’opera, che narra della Battaglia della foresta di Teutoburgo del 9 d.C. dove i Cheruschi inflissero una sonora sconfitta ai Romani (vai alla pagina su LE PRIMITIVE POPOLAZIONI GERMANICHE per avere informazioni a riguardo) vuole essere in realtà un testo patriottico anti-francese, in particolare contro la figura di Napoleone.

Esempi del Classicismo di Kleist sono il rifacimento “ANFITRIONE (Amphitryon) secondo Molière” e “PENTESILEA” (Penthesilea), dramma che narra la tragica fine della regina delle Amazzoni amata da Achille.

Altre opere importanti, anche se di minore fama rispetto alle altre sopra citate, sono “Il terremoto in Cile” (Das Erdbeben in Chili) del 1807,  “La mendicante di Locarno” (Das Bettelweib von Locarno) eSanta Cecilia o la potenza della musica” (Die heilige Cäcilie oder die Gewalt der Musik), entrambe del 1810, “Il fidanzamento a Santo Domingo” (Verlobung auf St. Domingo), “Il duello” (Der Zweikampf) e “Il trovatello” (Der Findling), tutti e tre del 1811.

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