HEINRICH HEINE

Heinrich Heine (1797 – 1856), poeta, avvocato e giornalista, è stato un importante letterato tedesco, nato da famiglia ebrea col nome di Harry e in seguito convertito al luteranesimo con il nome di Heinrich. Visse per lungo tempo a Parigi, dove morì, e nel 1844 entrò anche nella Massoneria francese (Loggia “Les Trisonophes”).

Fu il principale esponente del periodo di transizione tra Romanticismo e Realismo, ed è oggi considerato il più grande poeta tedesco della generazione successiva a Goethe. Sua grande ammiratrice fu nientemeno che l’imperatrice d’Austria, Elisabetta detta “Sissi”, la quale condivideva col poeta un grande amore per i viaggi.

In vita, Heine fu allievo di Georg Wilhelm Friedrich Hegel e Adelbert von Chamisso, e conobbe anche importanti letterati francesi come Honoré de Balzac, Victor Hugo, Alfred de Musset e George Sand (se vuoi saperne di più su questi letterati e sulle loro opere, vai alla sezione di LETTERATURA FRANCESE del blog di francesefacile.altervista.org). Fu influenzato però anche dalle opere di Carlo Marx, soprattutto nella poesia “Germania, fiaba d’inverno” o “Germania, una fiaba invernale” (Deutschland, ein Wintermärchen) del 1844, la quale si ritiene sia la sua opera più bella e più celebre in assoluto.

Dedito a numerosi viaggi – soprattutto in Inghilterra, Italia e Francia – tra il 1826 e il 1831 scrisse il diario di viaggio “Reisebilder” (Impressioni di viaggio, letteralmente “Quadri di viaggio”), il quale contribuì a dargli maggiormente fama negli anni giovanili. Visse inoltre per un periodo a Lucca, Bagni di Lucca e Firenze, a cui dedicò diverse poesie e i famosissimi racconti “Nelle notti fiorentine”(Florentinische Nächte) del 1836 (da non confondere con la raccolta epistolare “Notti fiorentine” della scrittrice russa Marina Cvetaeva).

Un’altra sua opera famosissima fu “Il libro dei canti” (Buch der Lieder) del 1827, una raccolta delle poesie che Heine aveva già pubblicato singolarmente, assieme a otto poesie inedite. La raccolta, divisa in cicli (Dolori giovanili, composto a sua volta da Visioni di sognoCantiRomanze e Sonetti;  Intermezzo lirico; Ritorno; Dal giro nel Harz; Il Mare del Nord, a sua volta composto da Primo ciclo e Secondo ciclo) contiene le famose poesie Lorelei e “Donna Clara” ma venne censurato per il linguaggio presente in alcuni componimenti, considerato all’epoca scandaloso.

Nel 1832 Heine iniziò a soffrire di depressione e si trasferì a Parigi, dove morì per malattia sconosciuta. Dal momento che i sintomi erano quelli della paralisi motoria progressiva (egli chiamava il suo riposo forzato a letto “matratzengruft”, cioè “tomba di materassi”) e che la morte sopraggiunse per paralisi respiratoria, è incerto se fosse affetto da sclerosi multipla o da SLA (alcuni hanno ipotizzato che potesse essere anche avvelenamento da piombo).

Nella capitale francese, Heine pubblicò alcuni dei suoi capolavori a tema storico e politico: non solo la già menzionata “Germania, una fiaba d’inverno”, ma anche la “Storia della religione e della filosofia in Germania” (Geschichte der Religion und Philosophie in Deutschland) del 1835.

In quanto ebreo, scrisse inoltre molte opere storiche sull’antisemitismo come “Dalle memorie del signor von Schnabelewopski”(Aus den Memorien des Herrn von Schnabelewopski) e Il rabbi di Bacharach” (Der Rabbi von Bacharach), pubblicate all’interno della raccolta in quattro volumi “Salon” scritta tra il 1834 e il 1840.

Altre opere molto importanti furono “H. Heine su L. Börne” (Heinrich Heine Über Ludwig Börne) del 1840, ossia una filippica di risposta a uno dei suoi detrattori, e “Atta Troll. Un sogno di una notte d’estate” ( Atta Troll. Ein Sommernachtstraum) del 1843, dove attacca i suoi avversari con maggiore ironia.

Ammalatosi intorno al 1850, nel 1851 pubblicò la famosa raccolta di poesie “Romancero” in cui descrisse la depressione legata alla sua malattia. Nel 1854 pubblicò anche “Scritti vari” (Vermischte Schriften) a carattere sia religioso che politico.

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