GUSTAV MEYRINK

Gustav Meyrink (all’anagrafe Gustav Meyer) è stato un famoso scrittore austriaco, vissuto tra il 1868 e il 1932. Nato a Vienna ma vissuto in Germania, morì in Baviera dopo essersi convertito al Buddhismo. La morte sopravvenne a Starnberg, lo stesso luogo dove si trova il lago nel quale morì tragicamente affogato il re di BavieraLudovico II, nel 1886.

GUSTAV MEYRINK
Fotografia di Gustav Meyrink.

Gustav Meyrink è un autore famoso per i suoi numerosi scritti esoterici, e in particolar modo per la composizione di un’opera ispirata ad un mostro della cultura ebraica: il Golem. Il romanzo “Der Golem”, pubblicato a puntate tra il 1913 e il 1914, e poi in un unico volume nel 1915, costituisce infatti il suo capolavoro più importante, quello che maggiormente gli dette fama in vita e per cui ancora oggi viene ricordato in letteratura.

Il Golem, secondo il folklore ebraico, è un gigante d’argilla che può essere portato in vita attraverso la pronuncia di alcune formule magiche e misteriose, oppure può venire plasmato dall’argilla e animarsi se gli vengono incise sulla fronte alcune lettere dell’alfabeto ebraico.

Privo di anima, e quindi anche di pensiero, parola e sentimenti, un Golem (scritto talvolta anche con la lettera minuscola) è in grado di eseguire alla lettera qualsiasi comando, essendo dotato di abilità sorprendenti e soprattutto di una forza smisurata. Può dunque venire utilizzato come servo o come macchina da difesa in caso di attacco, ma esiste anche un rovescio della medaglia: in caso di difetto, può sfuggire al controllo del padrone e compiere gravi danni; da ciò deriva la sua identificazione con un mostro, sebbene generalmente si tratti di una creatura benevola.

La sua leggenda può aver ispirato la creazione del Genio della Lampada nella storia di “Aladino e la lampada meravigliosa” (cosa che è più evidente soprattutto nel lungometraggio animato di Disney), oppure quella di “Frankenstein” del romanzo di Mary Shelley scritto tra il 1816 e il 1817. Sicuramente, però, la sua figura ha ispirato il racconto “Il servo” di Primo Levi, nonché successive produzioni cinematografiche. Il suo nome è oggi anche quello di un Pokémon, e significa letteralmente “fatto di materiale grezzo”, anche se in ebraico si usa per indicare anche i “robot” e gli “androidi”.

Il Golem più famoso del mondo è sicuramente quello di Praga, dove si dice che, nel 1580, il rabbino Jehuda Löw della sinagoga Vecchio-Nuova (Staronová) lo avesse plasmato per difendere il suo popolo, chiuso nel ghetto, dai soprusi della comunità boema. Per poterlo tenere a bada, il rabbino doveva ricordarsi di mettergli in bocca con regolarità una tavoletta di legno con su scritta la parola di Dio, ma un giorno se ne dimenticò e il Golem sfuggì completamente al suo controllo, proprio mentre il religioso stava intonando il salmo 92 in onore del sabato. Il rabbino era dunque stato costretto a “uccidere” il Golem – per farlo, è necessario incidere la parola “morte” sulla sua fronte – e tornare a cantare il suo inno. Ancora oggi, in questa sinagoga il salmo 92 viene cantato due volte, in ricordo dell’avvenimento. Non solo, ma la leggenda ispirò la creazione di quello che è in assoluto il film più famoso su questo personaggio: “Il Golem- come venne al mondo” (Der Golem, wie er in die Welt kam), capolavoro del cinema muto prodotto in Germania nel 1920.

IL GOLEM E IL RABBINO DI PRAGA
Disegno raffigurante il Golem e il rabbino Jehuda Löw, di Mikoláš Aleš (1899).

Nel romanzo di Meyrink, il mostro costituisce una sorta di “coscienza” o di “lato nascosto” del protagonista, che si trova a vivere un’avventura incredibile quando un giorno gli capita di scambiare il suo cappello con quello di un intagliatore di pietre (sicuramente di cultura ebraica).

L’autore, inizialmente titolare di una piccola banca, iniziò a dedicarsi al mestiere di scrittore alla fine dell’Ottocento poiché affascinato dall’occultismo, come rivela nella sua opera autobiografica  “Il mio risveglio alla veggenza” dei primi anni ’20 (Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Gustav_Meyrink). Da questa passione ebbe inizio non soltanto la sua carriera letteraria, ma anche la sua ricerca dell’eternità e dell’immortalità, dalla quale fu sempre ossessionato.

Dopo la pubblicazione di alcune opere di minore fama a Monaco di Baviera – tra cui “Il soldato ardente” (Der heisse Soldat) – e quella de “Il Golem” nel 1915, Meyrink pubblicò anche “Il volto verde” (Das grüne Gesicht) nel 1917, “Il domenicano bianco” (Der weisse Domenikaner ) nel 1922 e “L’angelo della finestra occidentale” (Der Engel vom weistlicher Fenster) nel 1927. Tutti i suoi romanzi vennero ispirati al mondo dell’occulto, come pure “La notte di Valpurga” (Walpurgisnacht) del 1917, che prende spunto da una tradizione popolare del Nord della Germania relativa al mondo delle streghe (vai alla pagina dedicata a LA NOTTE DI VALPURGA per saperne di più).

Sono noti anche altri scritti quali “L’orologiaio” (Der Uhrmacher) e “Il cardinale Napellus” (Der Kardinal Napellus) del 1915, anche se di fama minore.

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