GOTTHOLD EPHRAIM LESSING

Gotthold Ephraïm Lessing (1729 – 1781) è stato un importante scrittore, critico, drammaturgo e filosofo tedesco del XVIII secolo esponente dell’ Illuminismo (vai alla pagina sull’ ILLUMINISMO del sito di Francefacile.altervista.org/blog per saperne di più sulle ideologie di questa corrente nata in Francia nel XVIII secolo).

GOTTHOLD EPHRAIM LESSING
Gotthold Ephraim Lessing. Immagine di pubblico dominio tratta dal sito di Wikipedia in italiano.

Nato in Sassonia e inizialmente avviato dalla famiglia alla carriera ecclesiastica, in un secondo tempo decise di concentrarsi sulla letteratura e sulle opere teatrali frequentando in gioventù diversi circoli letterari, il più importante dei quali a Lipsia. Trasferitosi poi a Berlino, abbandonò del tutto gli studi teologici e iniziò a dedicarsi all’attività poetica e alla critica letteraria, svolgendo negli anni successivi diversi professioni, tra cui quella di precettore e bibliotecario, in diverse città della Germania.

Celebre esponente dell’Illuminismo tedesco, Lessing fu grande polemista del pensiero del suo tempo ponendo al centro della sua visione filosofica la ricerca della verità attraverso il pensiero razionale, e il rifiuto di tutti i dogmi accettati dalla società a lui contemporanea.

Inizialmente difensore della religione rivelata, a condizione che essa riflettesse i principi della religione naturale scaturita dalla pura e semplice ragione umana, per la maggior parte della sua vita fu sempre contrario a qualunque forma di religione, in quanto i principi etici su cui le religioni si basano non derivano tanto dalla fede quanto, secondo Lessing, da esperienze vissute dall’umanità nel corso della sua storia, trasformatesi poi in principi etici e morali che insegnano a interagire in maniera armonica nel mondo. Questa sua dottrina si trova esposta nel suo famoso saggio “Educazione del genere umano” (Erziehung des Menschengeschlechts) del 1780, nel quale si afferma che il ruolo della religione è semplicemente quello di educare l’uomo a comprendere verità che gli saranno poi rivelate e rese più chiare attraverso l’uso della ragione, senza istruire a dogmi che, per definizione, non possono essere messi in discussione. Per questa sua visione della storia, Lessing è considerato oggi il padre dello storicismo moderno.

Fu inoltre molto polemico anche riguardo alle diverse forme di arte, come la pittura, l’architettura e la drammaturgia. Secondo lo scrittore, la pittura e l’architettura costituiscono un’imitazione della verità nella sua pura e semplice forma statica, bloccata nel tempo e nello spazio. Al contrario, per Lessing la poesia costituisce una rappresentazione della verità in maniera dinamica, capace di cogliere il suo mutare nel tempo. Per questa ragione, essa si eleva come arte superiore alla pittura, poiché capace di rappresentare l’armonico scorrere della bellezza nel tempo, superando il limite che invece è proprio delle arti figurative. Queste teorie vengono espresse nel “De Laocoonte o dei limiti della pittura e della poesia” (Laokoon oder über die Grenzen der Malerei und Poesie) del 1766, nel quale, per la prima volta, un letterato pone una netta distinzione tra la rappresentazione del vero in pittura e in poesia, precedentemente considerate arti affini.

Nel suo saggio “Drammaturgia di Amburgo (Hamburgische Dramaturgie) scritto tra il 1767 e il 1769, lo scrittore espone alcune innovative teorie sul teatro affermando che, alla base della rappresentazione, vi sono l’azione e l’unità di azione, concordando perciò con i principi aristotelici di unità di spazio e di tempo solo in funzione dell’azione, e ribadendo il ruolo catartico della rappresentazione teatrale. In quanto illuminista, inoltre, auspicò sempre la nascita di un teatro più borghese in Germania, dai contenuti più vicini alla classe sociale media e alla sua realtà di vita. Altre sue opere molto famose sono appunto il dramma borghese “Miss Sara Sampson” del 1755, “Minna von Barnhelm oder Das Soldatenglück” (Minna von Barnhelm o la fortuna del soldato) del 1767 ed “Emilia Galotti” del 1772.

Altre opere critiche e saggi molto importanti furono i ” Gedanken über die Herrnhüter” (Pensieri sui Moravi) del 1750, i “Rettungen” (Salvataggi) del 1754gli “Abhandlungen von dem weinerlichen oder rührenden Lustspiele” (Trattati della lagna o le commedie commoventi) dello stesso anno, i “Briefe, die neueste Literatur betreffend” (Lettere sulla più nuova letteratura) del 1765, i “Briefe antiquarischen Inhalts” (Lettere dal contenuto antiquato) del 1769, “Wie die Alten den Tod gebildet” (Come gli antichi hanno creato la morte) dello stesso anno 1769, le “Anmerkungen über das Epigramm” (Osservazioni sull’epigramma) del 1771 e “Nathan der Weise” (Nathan il saggio) del 1779.

Per quanto riguarda altre importanti opere, si citano i “Fabeln” (Trattati sulla favola) in prosa del 1759, “Oden” del 1753 e i “Kleinigkeiten” (letteralmente significa “piccole cose”, “piccolezze”, ma il titolo non è mai stato ufficialmente tradotto in italiano) del 1751.

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