FEDERICO II DI SVEVIA

Storia di Federico II Hohenstaufen, duca di Svevia, re di Sicilia e imperatore del Sacro Romano Impero. Fu incoronato re di Gerusalemme grazie alle sue doti diplomatiche e alla grande amicizia che lo legava al sultano d’Egitto, ma entrò in accesi contrasti col papa Gregorio IX che lo scomunicò. Dotato di uno stupefacente intelletto e di un’eccellente abilità militare, era soprannominato “Stupor mundi” ( Stupore del mondo) ed è stato il più importante imperatore della dinastia degli Svevi.

FEDERICO II DI SVEVIA
Federico II di Svevia. L’imperatore è rappresentato col falcone con cui era solito andare a caccia.

Federico II nacque il 26 dicembre 1194 da Enrico VI, re di Germania, re di Sicilia e imperatore del Sacro Romano Impero.

Enrico VI era figlio di Federico I Barbarossa, duca di Svevia della famiglia Hohenstaufen, anche lui re di Germania e successivamente imperatore dei Romani. Ai tempi del Barbarossa, la Germania controllava anche l’Italia settentrionale ma, in seguito alla pace di Costanza del 1183, alcuni Comuni italiani sottomessi erano riusciti a ottenere l’indipendenza (soprattutto lombardi, veneti ed emiliani) sebbene continuassero a fare parte dell’impero.

Enrico VI aveva dunque ereditato dal padre il ducato di Svevia assieme alla corona di Germania e del Sacro Romano Impero, quella dell’Italia del Nord solo formalmente. Sposando Costanza d’Altavilla, unica figlia del re Ruggero II di Sicilia (discendente di Roberto il Guiscardo), era tuttavia divenuto re dell’isola e di parte del meridione. Per via del possesso del ducato di Svevia, la sua dinastia è passata alla storia come “dinastia degli Svevi”, benché il cognome della famiglia fosse “Hohenstaufen”.

Federico II fu l’unico figlio di Enrico VI e Costanza d’Altavilla, nato dopo otto anni di matrimonio. Data l’età avanzata (per l’epoca) dell’imperatrice, molti sudditi dubitavano della veridicità della sua gravidanza, perciò la sovrana partorì sulla pubblica piazza onde fugare qualsiasi dubbio. L’evento avvenne a Jesi, nelle Marche, mentre l’imperatrice si stava recando dalla Germania a Palermo, dove il giorno prima il marito era stato incoronato re di Sicilia.

Nascita di Federico II.

Enrico VI morì quando il figlio non aveva ancora 3 anni. Salì al trono imperiale Ottone IV di Brunswick, mentre in Sicilia governò la moglie di Enrico, la regina Costanza, col nome di Costanza I. Questa strinse una forte alleanza col papa Innocenzo III (famoso per aver indetto nel 1209 la CROCIATA CONTRO GLI ALBIGESI nel sud della Francia) avendo premura che fosse egli stesso ad allevare suo figlio. Il 27 novembre 1198 anche Costanza d’Altavilla morì, e il papa divenne unico tutore di Federico, che crebbe nel palazzo reale di Palermo.

Al bambino furono subito conferiti i titoli di duca di Svevia, re di Sicilia, duca di Puglia e principe di Capua. Al compimento del 14° anno di età, venne dichiarato maggiorenne ed eletto anche re di Germania. Nello stesso anno, sposò Costanza d’Aragona, che aveva 11 anni più di lui ed era vedova del re Emerico d’Ungheria. Il 22 novembre 1220 Ottone IV fu scomunicato dal papa e Federico, per il quale il pontefice stravedeva, venne incoronato imperatore del Sacro Romano Impero.

Federico II si distinse, fin da bambino, per la sua grandissima intelligenza e maturità. Cresciuto dai migliori maestri del Sud Italia, la sua sapienza andava di gran lunga oltre i suoi anni, tanto che gli venne dato l’appellativo di “stupor mundi “, cioè “stupore del mondo” per la meraviglia che suscitava in chiunque lo incontrasse. Si diceva, ad esempio, che conoscesse moltissime lingue tra cui tedesco, greco, latino, francese, siciliano, arabo ed ebraico; per quanto riguardava il mondo arabo, ne era quantomai affascinato, e interessato a mantenere dei rapporti di pace coi suoi esponenti, che avevano avuto il controllo della Sicilia fino al 1091. 

Era anche un ottimo cavallerizzo e un abile spadaccino e il suo passatempo preferito era la caccia col falcone.

Grazie ai suoi fedeli collaboratori, emanò diverse leggi che avevano lo scopo di revocare molte concessioni feudali fatte ai nobili dai suoi predecessori, e fu il primo imperatore al mondo a prendere a cuore la questione ebraica, avendo cura che i suoi sudditi ebrei non subissero alcuna persecuzione, ma al tempo stesso controllò personalmente che questi non applicassero usura e non detenessero il monopolio di alcune attività commerciali come la tintura delle stoffe.

Si dedicò, inoltre, secondo l’usanza normanna, alla convocazione di assemblee itineranti chiamate “Assisae”, le cui più importanti furono quella del 1220 (ad Ariano) e del 1221 (a Messina), dove l’imperatore si occupò di dare una nuova legislazione al sud.

Uno dei suoi più abili collaboratori fu Pier delle Vigne (o Pier della Vigna), personaggio divenuto famoso poiché citato da Dante Alighieri ne “La Divina Commedia“. Di lui si ricorda la partecipazione alla stesura delle Costituzioni di Menfi o “Costitutiones Regni Siciliae” di Federico II, che sono (assieme al codice napoleonico) il più importante testo scritto da cui è originata la moderna legislatura. Tuttavia, nel 1249 Pier delle Vigne fu coinvolto in una congiura contro l’imperatore e fatto accecare e imprigionare dallo stesso. Secondo la leggenda che ruota attorno a questo personaggio, pare che si uccise in carcere, forse a Pisa (vai alla pagina su PIER DELLE VIGNE per conoscere la sua storia).

Federico II, di fatto re di Germania, non aveva piacere a vivere alla corte tedesca: gli intrighi dei nobili tedeschi e il clima freddo e austero del nord Europa fecero sì che preferisse vivere sempre in Sicilia, circondato da intellettuali e funzionari. Presso la corte di Palermo, infatti, risiedeva una folta schiera di poeti e letterati che ufficialmente svolgevano il ruolo di funzionari regi ma al tempo stesso si dedicavano alla stesura di opere letterarie di estrema raffinatezza, che avevano come tema centrale l’ “amor cortese” (Scuola siciliana). L’esponente più importante di questo circolo fu Giacomo da Lentini, chiamato “il Notaro” poiché questa era la sua mansione ufficiale. Lo stesso imperatore si dedicò al componimento di vari sonetti, un tipo di poesia che ebbe origine proprio grazie ai letterati siciliani.

“Il cancelliere aulico”, dipinto di Michael Zeno Diemer sulla Scuola Siciliana.

Ma Federico II era soprattutto innamorato della Puglia, che chiamava “luce dei suoi occhi” (da un suo scritto:“…se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui…”). Per questa ragione, un altro dei suoi soprannomi era anche “puer Apuliae” (fanciullo di Puglia). In questa regione fece inoltre costruire imponenti edifici il cui più importante è la cattedrale di Altamura, presso Bari.

Nel 1211 nacque il figlio primogenito Enrico VII (da non confondersi con Enrico VII di Lussemburgo) che a un anno venne nominato co-reggente di Sicilia e a nove anni re di Germania. Federico decise di agire così, nonostante la giovane età del figlio, per affidargli l’incarico di controllare la situazione in Germania intanto che lui se ne restava in Sicilia. Ma Enrico fu sempre ostile nei confronti del padre, e nel 1235 congiurò contro di lui alleandosi con i Comuni lombardi che Federico II tentava di sottomettere per restaurare l’antico potere imperiale. Fu poi arrestato e condannato al carcere a vita. Dopo aver contratto la lebbra, nel 1242 si suicidò buttandosi da un dirupo.

Nel 1216, salito al trono papa Onorio III, questi iniziò a chiedere insistentemente a Federico di indire una crociata per riconquistare la Terrasanta, responsabilità a cui l’imperatore preferì sempre sottrarsi in virtù della grandissima amicizia che lo legava al sultano d’Egitto. Nel 1225, rimasto vedovo, sposò poi a Brindisi la regina di Gerusalemme Jolanda di Brienne, stavolta molto più giovane di lui. Il matrimonio fu deciso per ordine del papa in modo da favorire la riconquista dei territori islamici della Palestina da parte di Federico. Nello stesso anno, fu emanata la dieta di San Germano, con la quale l’imperatore si impegnò a organizzare una crociata entro il 1227, pena la scomunica.

Nel 1227 Onorio III morì e gli successe Gregorio IX. Questi esortò Federico a prestare fede alla promessa fatta a Onorio III, così l’imperatore si imbarcò alla volta di Gerusalemme, ma lo scoppio della peste fece tornare la sua nave nel porto di Otranto dopo solo tre giorni di viaggio.

Adirato con Federico per il suo mancato impegno e per l’amicizia che aveva col sultano (nonché per la noncuranza che iniziava a dimostrare verso i dettami della Chiesa), Gregorio IX decise una volta per tutte di scomunicarlo (29 settembre 1227). Negli anni precedenti, infatti, Federico aveva dato al papa più di una ragione per suscitarne l’ira: si era sempre rifiutato di approvare la sottomissione della Sicilia all’autorità papale come stabilito dal concordato di Melfi, aveva privato alcuni monasteri dei loro beni ed aveva mantenuto alcune relazioni illecite da cui era nato il figlio illegittimo Enzo (1220-1272), che divenne re di Sardegna dopo il matrimonio con la regina Adelasia (1238).

Nel 1228 nacque il secondogenito di Federico, Corrado. Sua madre, Jolanda di Brienne, morì in seguito alle complicanze del parto.

Nello stesso anno, Federico decise di ripartire per la quinta crociata (o sesta, secondo alcuni storici), che stavolta ebbe un grande successo: senza versare una goccia di sangue nemico, l’imperatore si accordò col sultano e venne incoronato re di Gerusalemme (18 marzo 1229) in virtù del suo matrimonio con la defunta regina Jolanda, restituendo alla cristianità sia Gerusalemme che le due città sante di Nazareth e Betlemme. In seguito a tale gesto, il papa si riconciliò con Federico e revocò la scomunica nel 1230 (Pace di San Germano).

Nel 1225 Federico II iniziò una relazione con Bianca, della famiglia Lancia, nobildonna di Agliano (o forse bavarese). La loro relazione terminò solo alla morte di quest’ultima, che avvenne poco prima di quella dell’imperatore, che la sposò in punto di morte. Da Bianca Lancia, Federico ebbe le figlie Costanza e Violante, e il figlio prediletto Manfredi.

Il ritratto più famoso di Federico II di Svevia.

Nel 1237 Federico sconfisse a Cortenuova (Bergamo) la seconda Lega Lombarda, costituita dall’associazione dei Comuni dell’Italia settentrionale per opporsi al disegno espansionistico dell’imperatore. Federico II, infatti, sognava di riappropriarsi dei territori che erano stati strappati a suo nonno, il Barbarossa, e pertanto, una volta sconfitta la Lega Lombarda, si impossessò del Carroccio di Milano, un carro trainato dai buoi che rappresentava il simbolo della libertà e dell’indipendenza dei Comuni, e lo consegnò al papa a Roma. Ma nella battaglia di Fossalta del 29 maggio 1249, che vide la guelfa Bologna sconfiggere la ghibellina Modena, re Enzo di Sardegna venne catturato e costretto alla prigionia fino alla morte, nel 1272, nel palazzo bolognese che oggi si chiama appunto “Palazzo di re Enzo”.

Il papa non perdonò a Federico II l’aver concesso Enzo ad Adelasia di Sardegna, sottraendo così la Sardegna all’autorità pontificia. Perciò, scomunicò nuovamente Federico, stavolta in maniera definitiva. Dopo la morte di Gregorio IX (1243), fu eletto papa Innocenzo IV, che confermò la scomunica dell’imperatore chiamandolo “eretico” e  addirittura “anticristo“. Con la scomunica, Federico II fu ufficialmente destituito e nessun re tedesco ereditò più la corona imperiale fino al 1274 (Grande Interregno).

Nel 1248 i Guelfi riportarono una solenne vittoria a Parma contro gli alleati di Federico, e in seguito a questo evento, assieme alla scomunica, molti nobili decisero di abbandonare la fazione ghibellina e di passare a quella avversaria (tra questi vi fu anche il già citato Pier delle Vigne).

Federico II morì in Puglia, nel suo palazzo di Castelfiorentino, il 13 dicembre 1250. La morte avvenne per un problema addominale di natura non chiara.

L’ ex imperatore venne sepolto nel Duomo di Palermo con indosso gli abiti dell’ordine dei monaci cistercensi (di colore bianco immacolato), in segno di pentimento per la vita vissuta. Poco prima della morte, infatti, nonostante la scomunica fu confessato e riuscì anche a dettare il suo testamento.

Alla sua morte gli successe, solamente come re di Germania, il figlio Corrado col nome di Corrado IV, ma esiste la leggenda secondo cui fu il figlio illegittimo Manfredi a soffocarlo nel sonno per ereditare il regno di Sicilia.

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