ERNST TOLLER

Ernst Toller (1893 – 1939) è stato un commediografo e poeta tedesco esponente dell’Espressionismo, autore di opere teatrali di straordinaria bellezza che vennero fortemente censurate all’epoca della loro pubblicazione.

Morì suicida in una camera d’albergo a New York, anche se molti dei suoi colleghi e ammiratori sono convinti che possa essere stato ucciso a causa delle sue idee.

Nato da una famiglia ebrea in Prussia, a Szamotin (oggi in Polonia), Toller partecipò come volontario alla Prima Guerra Mondiale. Tuttavia, dopo circa un anno passato nelle trincee, iniziò ad accusare segni di cedimento fisico che lo portarono poi al collasso, soprattutto psichico. Durante quegli anni, scrisse la sua prima opera teatrale, “TRASFORMAZIONE” o “LA SVOLTA” (Die Wandlung), che venne ultimata nel 1919 durante i giorni della sua reclusione.

Dopo la guerra, infatti, Toller venne arrestato per aver aderito alla Repubblica Sovietica Bavarese che aveva come capitale Monaco di Baviera, di cui fu anche presidente per alcuni giorni. La società ebbe vita breve, a causa delle repressioni delle forze armate di destra contro la rivoluzione spartachista iniziata dai comunisti bavaresi.

Toller venne arrestato e imprigionato prima a Stadelheim e dopo nella fortezza di Niederschönenfeld. Durante la prigionia, durata cinque anni, scrisse alcune opere molto importanti come “UOMO MASSA” (Masse Mensch), noto anche come “dramma della rivoluzione sociale del XX secolo”, “HINKEMANN, IL TEDESCO” o solamente “HINKEMANN”  (Der deutsche Hinkemann), e “I DISTRUTTORI DI MACCHINE” (Die Maschinenstürmer). In queste opere, l’autore manifesta tutta la sua delusione per il fallimento della rivoluzione spartachista e per la situazione sociale della sua epoca.

Nel 1925 fu la volta della stesura del suo dramma più famoso in assoluto, ” OPLA’, NOI VIVIAMO!” (Hoppla, wir Leben!), il quale racconta la storia di un rivoluzionario rinchiuso per otto anni in un manicomio che, profondamente deluso dal comportamento dei suoi ex-compagni rivoluzionari, divenuti poi conniventi con il sistema, decide alla fine di uccidersi.

Nel 1933 Toller venne esiliato dalla Germania a causa delle sue vedute comuniste e della sua razza, e trovò rifugio a Londra, dove si sposò con la giovane e bella Christiane Grautoff, sua conterranea. Nello stesso anno fu co-regista della sua opera teatrale “FUOCO DALLE MARMITTE” (Feuer aus den Kesseln), mai tradotta in italiano.

Negli anno ’30 si recò anche negli Stati Uniti per tenere un ciclo di conferenze. Dopodiché si trasferì definitivamente a New York dove svolse la professione di giornalista. Nel 1937 scrisse anche l’opera in inglese “No more peace”, tradotta in italiano in epoca più recente rispetto alla sua stesura.

Tuttavia, i suoi numerosi debiti e le tragiche notizie che arrivavano dall’Europa (venne infatti a sapere che il fratello e la sorella erano stati deportati nei campi di concentramento) determinarono il suo suicidio solo due anni dopo.

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