CARLO IV E LA BOLLA D’ORO

Carlo IV, duca di Lussemburgo, venne eletto re di Germania nel 1346, re di Boemia nel 1347 e imperatore del Sacro Romano Impero nel 1355, spodestando il precedente imperatore Ludovico IV chiamato Ludovico il Bavaro (Ludwig der Bayer), in carica dal 1328.

Nato a Praga nel 1316, ancora oggi Carlo IV viene considerato il più grande sovrano della odierna Repubblica Ceca, e uno dei più importanti re di Germania.

CARLO IV DI LUSSEMBURGO
Carlo IV di Lussemburgo. Immagine tratta dal sito internet di Wikipedia in tedesco, voce “Karl IV (HRR)”.

La Boemia, regione storica dell’attuale Cechia (o Repubblica Ceca), era divenuto un regno autonomo nel 1085 sotto Vratislao II, anche se l’ufficializzazione della sua indipendenza avvenne solo nel 1198 con il re Ottocaro I.

A partire dal 1216, la sua amministrazione era passata ai conti di Lussemburgo, che se ne erano appropriati con il conte Enrico V. Questo fatto aveva determinato la trasformazione della Boemia in un regno indirettamente governato dalla Germania, di cui il Lussemburgo costituiva uno dei ducati. Con la sua incorporazione all’interno del Sacro Romano Impero, nel 1354 il Lussemburgo era stato infatti elevato da contea a ducato, e i suoi signori avevano adottato il titolo di “duchi”.

Carlo IV, duca di Lussemburgo, venne preferito come imperatore a Ludovico il Bavaro sia dall’aristocrazia tedesca che dallo stesso papa, poiché il Bavaro, col suo atteggiamento fortemente ostile nei confronti della Chiesa di Roma e soprattutto dell’alto clero, aveva irreversibilmente compromesso la sua autorità nei confronti del pontefice e dei duchi tedeschi, quelli che proprio sotto Carlo IV vennero chiamati “prìncipi elettori“. Per questa ragione, Carlo IV venne nominato re di Germania al suo posto, nel 1346, e cioè quando Ludovico era ancora in vita, in modo da opporvisi e poterlo sostituire. Tra i due sovrani, però, non vi fu mai uno scontro diretto, poiché il Bavaro morì l’anno successivo, prima di poter dar battaglia al rivale.

Nel 1347 Carlo IV venne incoronato anche re di Boemia, e nel 1355 imperatore del Sacro Romano Impero, titolo che spettava a tutti i sovrani tedeschi dai tempi di Ottone I.

Carlo IV era nientemeno che nipote di Enrico VII di Lussemburgo, che era stato imperatore dal 1312 al 1313, prima ancora di Ludovico il Bavaro. A differenza di Ludovico, Carlo IV era nato a Praga ma cresciuto presso la corte di Francia da suo zio Carlo di Valois, ed aveva acquisito pertanto dei modi più eleganti e raffinati rispetto ai suoi connazionali. Dotato di estrema cultura, fu un grandissimo mecenate e cultore del bello, colui che più di tutti i suoi precedessori si preoccupò di dare nuovo splendore ai suoi possedimenti.

Assieme al padre, Giovanni di Lussemburgo, nel 1346 combatté con l’esercito francese nella battaglia di Crécy per dare manforte contro l’Inghilterra nella Guerra dei Cent’Anni. Alla morte del padre, che avvenne proprio durante quella battaglia, Carlo ereditò da lui il titolo di duca di Lussemburgo. Nello stesso anno, gli venne conferito anche quello di re di Germania, e un anno dopo quello di re di Boemia col nome di Carlo I.

Una volta salito sul trono, Carlo si trovò davanti al difficile compito di appianare le divergenze che non solo Ludovico, ma anche altri imperatori suoi predecessori avevano avuto con la Chiesa di Roma (soprattutto Federico II di Svevia), lo stesso incarico che aveva preso a cuore anche suo nonno. I Comuni italiani ancora sotto il controllo della Germania, invece, gli si rivelarono molto ostili poiché contrari all’autorità papale e favorevoli a Ludovico il Bavaro. Dopo alcuni tentativi di riappacificazione, senza alcun risultato, il sovrano si ritirò definitivamente in Boemia, dove si premurò di assicurare l’autonomia ecclesiastica e fondò l’università di Praga o Collegium Carolinum. Sempre a Praga, capitale della Boemia, intensificò la costruzione di edifici, chiese e castelli che nell’architettura si ispiravano direttamente al gotico francese e ai monumenti di Parigi. Fu inoltre un collezionista di reliquie e di opere d’arte, committente di opere pittoriche e di manoscritti il cui più importante fu la Raccolta astronomica dei re di Boemia del 1334.

Nel 1356 emanò la Bolla D’oro (Goldene Bulle), il suo editto più importante. Con questo editto vennero ufficialmente stabiliti gli elettori che soli avevano autorizzazione ad eleggere il re di Germania, al quale spettava il titolo di imperatore del Sacro Romano Impero. Venne dunque fissato un numero di sette elettori: quattro laici e tre ecclesiastici, col compito di riunirsi alla morte dell’imperatore per eleggerne il successore. I quattro elettori laici erano: il re di Boemia, il Margravio di Brandeburgo, il duca di Sassonia e il conte del Palatinato; i tre elettori ecclesiastici erano: l’arcivescovo di Colonia, l’arcivescovo di Treviri e l’arcivescovo di Magonza. Bisognerà aspettare però la Guerra dei Trent’Anni (1618-1648) prima che al posto di “duca” o “conte” si inizi a usare il termine “principe” per designare gli elettori.

Questa scelta di Carlo IV lasciò molto insoddisfatta la fazione “antipapista” e alcuni intellettuali che vivevano presso la corte tedesca fedeli a Ludovico il Bavaro, come Marsilio da Padova, che non approvava la decisione di tagliare fuori dalla votazione alcuni duchi e dare invece potere ad alti ecclesiastici. Questi, importante intellettuale del XIV secolo, aveva scritto nel 1324 l’opera “Defensor Pacis” nella quale aveva auspicato la separazione tra potere temporale (o politico) e potere spirituale in modo che non sorgessero conflitti con la Chiesa, e la legittimazione del sovrano non da parte del pontefice ma da parte del popolo inteso come sudditi appartenenti all’aristocrazia. Per queste sue teorie, Marsilio assunse l’appellativo di “figlio del diavolo” da parte della fazione papista, e le sue teorie non vennero accettate dal sovrano.

La Bolla D’Oro, infatti, non venne mai revocata, solamente modificata. Con essa venne anche fissata meticolosamente la procedura di elezione del re attraverso un protocollo molto rigoroso, che prima d’allora non era mai stato rispettato, tant’è vero che non esiste un documento simile scritto nei secoli precedenti, ma semplicemente una tradizione orale basata sulla consuetudine.

La novità introdotta dalla Bolla D’Oro fu anche l’introduzione del re di Boemia all’interno del collegio degli elettori, cosa che non era mai stata presa in considerazione fino a quel momento in quanto la Boemia non faceva politicamente parte del regno di Germania.

Nel 1376 Carlo IV abdicò in favore del figlio Venceslao IV, che venne eletto dai prìncipi tedeschi re di Germania attraverso la procedura di votazione stabilita attraverso la Bolla D’Oro. Tuttavia, benché re di Germania, questi non venne mai eletto imperatore, ma anzi fu destituito nel 1400, anche se riuscì a mantenere il trono di Boemia.

Suo fratello minore Sigismondo rivendicò il trono tedesco dopo la morte dei re di Germania Roberto del Palatinato e Jobst di Moravia, e riuscì a farsi eleggere sia re che imperatore nel 1411. Morendo senza eredi, tuttavia, successe un re di un’altra famiglia reale, e precisamente Alberto II d’ Asburgo.

Fu così che il ducato di Lussemburgo perse definitivamente sia la corona di Boemia che gli quella di Germania.

(Per saperne di più su cosa sono i PRINCIPI ELETTORI e sul sistema di elezione del re di Germania clicca sul link).

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