BETTINA BRENTANO VON ARNIM

Bettina Brentano von Arnim (1785- 1859) è stata una famosa scrittrice tedesca, esponente del Romanticismo, di origine italiana.

Di padre italiano, nacque all’interno di una famiglia molto numerosa a Francoforte sul Meno, col nome di Bettina Brentano. Nel 1811 si sposò col poeta e scrittore tedesco Achim von Arnim, autore del romanzo “I guardiani della corona” (Die Kronenwächter), assumendo da quel momento in poi il doppio cognome.

BETTINA BRENTANO VON ARNIM

Rimasta vedova nel 1831, iniziò la carriera di scrittrice pubblicando diversi romanzi in ricordo della sua infanzia e del suo passato. Il primo, del 1835, fu “Corrispondenza di Goethe con una bambina” (Goethes Briefwechsel mit einem Kinde) dedicato agli anni giovanili trascorsi col famoso poeta tedesco Johann Wolfgang von Goethe, di cui era innamorata nonostante la grande differenza d’età e l’idillio di quest’ultimo con la madre Sophie La Roche. Seguirono “Günderode” del 1840 dedicato all’amica e poetessa Karoline von Günderode, morta suicida per amore del filologo Creuzer, e infine “La corona primaverile” (Frühlingskranz) del 1844 dedicato alla memoria del fratello Clemens, anch’esso scrittore.

I suddetti romanzi furono tratti dalla corrispondenza epistolare della scrittrice con le persone a lei care, e la loro fama fu tale da ispirare anche lo scrittore francese Honoré de Balzac e da suscitare l’interesse dello scrittore ceco Milan Kundera.

Per la veemenza dei suoi scritti, pieni di sentimento e di spontaneità, Bettina Brentano è stata definita dai critici la maggiore scrittrice donna esponente del Romanticismo tedesco (così come Ludwig Tieck è il maggior esponente uomo). Le sue opere furono influenzate ampiamente da figure pre-romantiche come quella di Goethe e dal compositore tedesco Ludwig van Beethoven, incontri che lasciarono un segno molto forte nella scrittrice.

Nel 1841, ispirata dai lavori dei Fratelli Grimm, pubblicò “Il libro per il re” (Das Buch gehört dem König, letteralmente “Il libro appartiene al re”) il cui intento non era tanto la narrazione quanto divulgare un insegnamento: l’opera era infatti rivolta al re Federico Guglielmo IV di Prussia, discendente del sovrano illuminato Federico II, il quale, a differenza dell’antenato, non condivideva i suoi ideali liberali. L’opera della scrittrice voleva essere fonte di ispirazione addirittura per il sovrano, e per tutti coloro che rappresentano una guida politica.

Morì nel 1859 a Berlino, dopo aver lasciato, oltre ai suoi romanzi, anche numerose lettere indirizzate a Goethe, diari e pamphlet.

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