ARTHUR SCHNITZLER

Arthur Schnitzler (1862 – 1931), medico, è stato anche un importante scrittore e drammaturgo austriaco di grande fama.

Nato e cresciuto a Vienna, si dedicò contemporaneamente alla professione di medico (per la precisione, psichiatra) e a quella di scrittore e commediografo. La sua professione gli fu di ispirazione per scrivere molte delle sue opere, alcune delle quali autobiografiche in quanto descrivono la storia di medici come lui (un esempio è il racconto del 1917 dal titolo “Il dottor Gräsler, medico termale”, in tedesco: Doktor Gräsler, Badearzt), altre centrate invece sulla psiche umana e sulla sua complessità. Appartenente a quest’ultimo gruppo è il famoso romanzo breve “Doppio sogno” (Traumonovelle) del 1926. Quest’ultima opera è importante anche per aver ispirato nel 1999 il film introspettivo di Stanley Kubrik “Eyes wide shut” con Nicole Kidman e Tom Cruise.

Due soli furono i romanzi lunghi scritti da Schnitzel: “Verso la libertà” (Der Weg ins Freie) del 1908 e “Therese. Cronaca della vita di una donna” (Therese. Chronik eines Frauenlebens) del 1928.

Schnitzler fu autore di numerose opere autobiografiche quali “L’avventura della sua vita” (Das Abenteuer seines Lebens) del 1888, nella quale compare per la prima volta il personaggio di Anatol, che sarà protagonista anche dell’omonima opera teatrale (“Anatol”) del 1893; nel 1895 venne pubblicato il racconto “Morire” (Sterben) e nel 1900 fu la volta de “Il sottotentente Gustl” (Leutnant Gustl), ispirato alle esperienze dello scrittore sotto le armi, e nel 1918 de “Il ritorno di Casanova” (Casanovas Heimfahrt). Questo personaggio, caro allo scrittore poiché anch’egli coinvolto in vita in numerose avventure sentimentali, come affermato nei numerosi diari che scrisse sin dall’adolescenza, fu protagonista anche del romanzo “Le sorelle o Casanova a Spa” (Die Schwestern oder Casanova in Spa) dell’anno successivo.

Per questa stessa ragione, si intuisce anche il ruolo autobiografico di Anatol, un giovane viennese fortemente sentimentale e impegnato in svariate avventure amorose, al quale si contrappone l’amico Max, profondamente cinico e razionale.

Schnitzler iniziò ad avere fama tra i suoi conterranei nel 1895, grazie all’opera teatrale “Amoretto” (Liebelei); ma la sua opera teatrale più famosa in assoluto fu sicuramente “Girotondo” (Das Reigen) del 1900, che però venne pubblicata solo nel 1903. L’opera fece moltissimo scalpore già ai suoi tempi per i contenuti spregiudicati e reputati addirittura osceni in quanto, attraverso il susseguirsi e il concatenarsi di dieci diverse situazioni e scene teatrali (da qui il nome), vengono mostrate dieci diverse relazioni erotiche tra due protagonisti diversi. Un grande successo venne riscosso anche dal successivo “Intermezzo” (Zwischenspiel), commedia pubblicata nel 1905 e insignita all’epoca dell’ambito Premio Grillpatrzer.

Nel 1898 venne pubblicato il racconto “Eredità” (Vermaechtnis, tradotto anche come “Scandalo”), e nel 1899 il racconto “Al cacatua verde” (Der grüne Kakadu, tradotto anche come “Al pappagallo verde”), ispirato agli eventi della Rivoluzione francese.

Nel 1901 fu la volta de “La signora Bertha Garlan” (Frau Bertha Garlan) e nel 1909 quella de “La contessina Mitzi” (Comtesse Mitzi). Nel 1912 Schnitzler scrisse “Il professor Bernhardi” (Professor Bernhardi), e nel 1913 “Beate e suo figlio” (Frau Beate und ihr Sohn), nel 1915 “Geronimo il cieco e suo fratello” (Der blinde Geronimo und sein Bruder).

“La signorina Else”  (Fräulein Else) venne pubblicato del 1924. Questo racconto, altro grande successo di Arthur Schnitzler, vuole essere uno spaccato della vita viennese di inizio XX secolo, frivola e allo stesso tempo cinica, fortemente attaccata al denaro e disposta a tutto pur di ottenerlo. Else è infatti la tragica storia di una ragazza di buona famiglia finita in bancarotta la quale, per riuscire a sopravvivere, le chiede di domandare un prestito al signor von Dorsday, che la costringe a prostituirsi causando infine il suicidio della giovane.

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