L’ALP, DEMONE NOTTURNO

L’Alp è una creatura magica che fa parte del patrimonio folkloristico tedesco assieme agli elfi, alle streghe e a molti altri personaggi.

Si tratta appunto di una specie di elfo (il suo nome ne è infatti la storpiatura) che tuttavia non possiede un aspetto bello e aggraziato come le fate e le creature elfiche, ma assomiglia piuttosto a una specie di “mostriciattolo” peloso con una connotazione del tutto negativa. E’ infatti considerato la personificazione dell’incubo: l’Alp è un demone che viene a far visita alle sue vittime solamente di notte, quando queste dormono ignare nella loro stanza; si siede loro sul petto e procura incubi terribili, oppure causa malattie di ogni sorta, da cui è poi difficile liberarsi.

NACHTMAR DI JOHANN HEINRICH FÜSSLI
“Nachtmar” di Johann Heinrich Füssli (1802). La donna dorme con un Alp seduto sul torace.

Il suo aspetto ricorda vagamente quello di una scimmietta o del chupacabra messicano (demone che si nutre del sangue delle capre), infatti alcune versioni del mito lo vogliono anche in grado di succhiare il sangue come un vampiro, mostrando intolleranza alla luce del giorno come quest’ultimo.

L’Alp si caratterizza però per la presenza di un capellino chiamato Tarnkappe (“cappellino di occultamento”) dal quale è in grado di far scaturire i suoi poteri magici, come trasformarsi in diversi tipi di animali, affliggere l’umanità con diverse malattie e, soprattutto, rendersi invisibile, in modo tale da nascondersi nelle stanze e agire indisturbato senza che gli umani si accorgano della sua presenza. L’unica cosa che rimane costantemente visibile e immutata è appunto il cappello, che un Alp ha sempre l’abitudine di custodire gelosamente in quanto incapace di operare magie una volta che lo ha perso.

Dai suoi vari nomi derivano tutte le parole che in tedesco significano “incubo”, come “Alpdruck” e “Alptraum” . Dal suo nome alternativo “Mar” deriva la parola tedesca “Nachtmar” che significa “fantasma notturno” e da cui è derivato l’inglese “nightmare” e il francese “cauchemar” (entrambi significano “incubo”). Viene anche chiamato “Mahr”, che è un’altra parola tedesca per dire sempre “incubo“.

Poiché il suo aspetto ricorda vagamente un fauno della mitologia classica, viene chiamato anche “Schrat” che significa “spirito dei boschi”.

Come tutte le creature malvagie del folklore e della mitologia tedesca, l’Alp è anche capace di comportarsi bene in alcune sporadiche occasioni, proprio come i coboldi o il dio della mitologia germanica Loki. Infatti, se il malcapitato si desta durante la notte e scorge la figura dell’Alp, anche se sotto false sembianze, questo diviene incapace di fargli del male, e può tornare il giorno dopo sotto forma di umano a prendere il tè coi biscotti. Essendo molto peloso, l’Alp con le sembianze umane avrà molti peli, e soprattutto le sopracciglia unite, particolare che lo farà distinguere dai comuni mortali.

Esistono però altri metodi per difendersi dall’Alp: chiudere a chiave la serratura della propria stanza, tenere la luce accesa, fare croci o appendere oggetti di ferro alla spalliera del letto, porre le ciabatte ai piedi del letto in direzione che guarda verso l’esterno o ancora dormire con uno specchio poggiato sul petto: avendo un aspetto orribile, l’Alp che si vede riflesso scapperà sicuramente a gambe levate.

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